Asl Pescara. Dipartimento salute mentale: rischio chiusura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Gli operatori precari del Dipartimento di Salute mentale (Dsm) della Asl di Pescara hanno espresso questa mattina in un documento la loro viva preoccupazione per un ridimensionamento del servizio e per la diminuzione della qualità.
Il motivo è sempre lo stesso: i contratti a termine non rinnovati per mancanza di fondi nell'ambito del generale piano di riordino avallato dalla Regione ed applicato con una delibera contestatissima del 20 giugno scorso dalla Asl di Pescara.
«Noi, operatori, rappresentati dalle categorie di medici psichiatri, psicologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, infermieri professionali e personale amministrativo», dicono gli stessi precari, «abbiamo garantito attraverso il nostro costante servizio e con professionalità, una riduzione dei ricoveri ospedalieri con significativo risparmio della spesa sanitaria, oltre che un sostegno alle famiglie che giornalmente vivono il disagio psichico dei loro congiunti. E' opportuno ricordare come solo qualche anno fa, un intervento governativo ha riconosciuto nella psichiatria la maggiore carenza del nostro Servizio sanitario nazionale, e proprio con lo scopo di rimediare a tutto questo, ha indicato in modo chiaro e preciso il numero e la tipologia degli operatori necessari a garantire un'adeguata assistenza nel campo della salute mentale. Già con la nostra attività lavorativa il Dsm di Pescara», hanno spiegato i precari che rischiano la chiusura del rapporto di lavoro, «è ben al di sotto degli standard fissati dalla Normativa nazionale: è facile immaginare a questo punto quale disagio per gli utenti ed i loro familiari si verrà presto a creare se la Direzione di questa Asl dovesse porre in atto quanto dichiarato in questi giorni».

04/07/2007 14.57