Federconsumatori:«L’Ato4 produce dati incompleti sulla gestione»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Federconsumatori:«L’Ato4 produce dati incompleti sulla gestione»
PESCARA. Non si spegneranno tanto facilmente le polemiche sul servizio acquedottistico in regione. Gestione, perdite e aumenti tariffari la fanno da padrone. Due giorni fa il Presidente dell'ATO n° 4 ha dichiarato che le le perdite vere (di acqua) sarebbero pari ad “appena” il 20%, a questo deve aggiungersi un altro 30% di perdite (di soldi-fatturato) per allacci abusivi ritardo nell’istallazione dei contatori e approvvigionamento per strutture pubbliche (scuole, ospedali…) che comunque prelevano liquido dalla rete. RETI IDRICHE, LE PROVINCE A SROUR: «A NOI LA GESTIONE» CESARONE CONTRO LA LINEA DEL SUO PARTITO (LA MARGHERITA)
Per la Federconsumatori abruzzese è evidente che ci troviamo «di fronte ad una comunicazione imprecisa che cerca di coprire senza l'uso di autocritica i limiti di efficienza dell'azione dell'ATO n° 4».
«Se la matematica non è una opinione la somma della percentuali, fornite dal Presidente», dice la Federconsumatori, «dell'ATO ci forniscono la quantità di metri cubi che corrispondono al totale del fatturato che ricade, mal distribuita, sulle spalle degli utenti grazie ad un sistema di fatturazione che chiede sforzi finanziari, e coperture di sprechi, agli utenti».
L'Ato inoltre, ha portato a conoscenza degli esiti di una propria e profonda indagine conoscitiva della rete di tubazioni che collega i 55 Comuni dell'Ato e presenta il suo piano di riefficientamento della rete.
«Non ci consola la circostanza che l'ATO ha scoperto di avere una rete molto più lunga di quella che si riteneva», continua federconsumatori Abruzzo, «infatti ci troviamo, questa si che è clamorosa, di fronte ad una rete rilevata del 55 % più lunga di quella precedentemente conosciuta, al censimento di migliaia di tombini, una quantità enorme, e di centinaia di perdite. Per avere un quadro più completo la comunicazione dell'ATO avrebbe dovuto dirci di più, e con maggiori dettagli, la natura degli allacci abusivi ed il perchè molti comuni non si dotano di attrezzature di controllo sulla portata del ciclo idrico sul proprio territorio, per una analisi attenta dei consumi».
Forse, questo, sostiene l'associazione die consumatori, è un argomento di poco conto considerato che oggi i cittadini abruzzesi pagano, malvolentieri, bollette sempre più costose che gravano sui già magri bilanci delle famiglie in difficoltà economica e dei pensionati.
Un'ultima considerazione, la Federconsumatori, intende farla su questa sorta di «auto-giustificazione che circola sul costo basso dell'acqua in Abruzzo».
«Sarebbe troppo facile rispondere che oggi in Abruzzo c'è stato un incremento del costo della vita dovuto agli aumenti (IRAP, IRPEF e Bollo Auto) per coprire gli sprechi della sanità, e che c'è un aumento indiscriminato del costo delle tariffe e delle tasse per coprire i costi di servizi pubblici e privati, ma scoprire che si paga di più, un bene essenziale come l'acqua, per l'inefficienza operativa e per un atteggiamento burocratico omissivo, è questione che produce rabbia e richiede una immediata azione, per il ripristino della giustizia nei confronti dei cittadini consumatori. I servizi hanno un costo», conclude Federconsumatori, «nessuno intende sfuggire da questo ragionamento, ma i costi devono essere giusti e se il sistema di programmazione e di gestione non corrisponde a principi di efficienza e produttività esso deve essere immediatamente cambiato».

RETI IDRICHE, LE PROVINCE A SROUR: «A NOI LA GESTIONE»

La richiesta di un incontro e la disponibilità delle quattro amministrazioni provinciali a gestire le reti idriche sono oggetto di una lettera inviata questa mattina dal presidente dell'Unione delle Province d'Italia-Abruzzo, Giuseppe De Dominicis, all'assessore regionale ai Lavori pubblici della Giunta Del Turco, Mahmoud Srour.
«Nell'esprimere il più vivo apprezzamento da parte dell'Unione delle Province d'Italia-Abruzzo sui progetti di riforma del settore idrico delineati dalla Giunta regionale con l'obiettivo di ridurre i costi, razionalizzare il servizio, migliorare la qualità – scrive De Dominicis a Srour - la sollecito a raccogliere la disponibilità delle quattro amministrazioni provinciali abruzzesi a proporsi come gestori diretti delle stesse reti». A detta di De Dominicis, che si è fatto in tal modo portavoce della volontà dei colleghi Tommaso Coletti, Ernino D'Agostino e Stefania Pezzopane, «l'ipotesi di ridurre da sei a quattro gli Ato della nostra regione finisce per identificare e sovrapporre il nuovo ambito territoriale individuato dalla Giunta regionale con quello dei soggetti istituzionali già esistenti, le Province, storicamente delegati alla gestione di un'area vasta di natura ampia e sovracomunale».
A detta delle Province abruzzesi, infine «il dibattito sul trasferimento di deleghe, ruoli e funzioni alle Province potrebbe trovare proprio in Abruzzo un terreno fertile e originale di applicazione, proprio a partire da quei processi di riforma degli enti regionali e di riduzione del costo della politica su cui la giunta Del Turco appare impegnata».

«Reputo opportuno, necessario ed indispensabile», ha detto invece Antonio Centi, presidente di Anci-Abruzzo, «che l'annunciata proposta di riforma degli ATO abruzzesi, già oggetto prim'ancora dell'inizio dei necessari percorsi procedurali regionali di “ prenotazioni” gestionali, sia ricondotta al confronto nell'alveo istituzionale proprio riguardante ogni problematica riferita a tutte le Comunità territoriali, ovvero nella sede della “Conferenza permanente Regione – Enti Locali».
«Tanto più, nel caso specifico, per una proposta che riguarda principalmente il ruolo di tutti i Comuni abruzzesi. Chiedo al riguardo all'Assessore Srour – sempre molto attento ai rapporti con le Autonomie Locali, di far indire – allo scopo - una riunione della suddetta Conferenza»


CESARONE CONTRO LA LINEA DEL SUO PARTITO (LA MARGHERITA)

«Fino a quando le bollette serviranno a coprire anche gli alti costi della politica e delle poltrone negli enti dei pubblici servizi , ed altre voci di spesa non essenziali, stop ad ogni ipotesi di aumento, ed ogni richiesta in tal senso non è credibile e dunque democraticamente inaccettabile. Questo vale per Aca, Ato , Provinciaambiente ed ogni altro ente delle cosiddette public utilities».
Lorenzo Cesarone , consigliere comunale e provinciale, con una lettera inviata in qualità di Presidente della Fondazione Abruzzo Consumatori, entra nel merito del “caro bolletta” e rivendica il proprio ruolo di «sindacalista prestato alla politica» comunicando ai rispettivi capigruppo la propria posizione di dissenso e quindi di indipendenza dalla linea del partito , preannunciando una mozione nelle assisi consiliari.
«Personalmente ritengo», afferma Cesarone, «che un aumento sia sacrosanto quando si possa dimostrare l'effettiva necessità a fronte di una rappresentatività di costi programmati per il miglioramento dei servizi erogati all'utenza, ma tutto vedo tranne che questo. Vedo bilanci in difficoltà che non possono essere ripianati ricorrendo come al solito alle tasche del consumatore».
«Chiederò ai Presidenti , ATO, ACA e Provincia Ambiente , di aprire un “osservatorio permanente contro lo spreco”, un tavolo di confronto sul bilancio di ciascun ente con i sindacati dei lavoratori e tutte le associazioni dei consumatori per un giro di vite sui costi della politica e su quelli che possono essere eliminati in termini di razionalizzazione senza conseguenze sui servizi .
Solo così si potrà aprire formalmente una nuova stagione di responsabilità sociale di impresa che guardi agli obiettivi dell'efficienza e della economicità in modo concreto, senza il filtro della politica partitica che spesso strumentalizza il cittadino consumatore che come al solito dovrà limitarsi a prendere atto dell'ennesima gabella comprensiva di aumento senza poter capire realmente cosa c'è dietro la tariffa».


04/07/2007 10.06