Area di risulta. Il Tar sospende l’aggiudicazione alla ditta Toto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Area di risulta. Il Tar sospende l’aggiudicazione alla ditta Toto
AGGIORNAMENTO (14.33) PESCARA. Pochi minuti fa il Tar di Pescara, con provvedimento cautelare urgente, inaudita altera parte, ha sospeso l’aggiudicazione all’impresa Toto s.p.a. dell’appalto relativo alla riqualificazione delle aree di risulta. «Il decreto», ha spiegato l’avvocato del Comune Paola Di Marco, «è stato emesso in via provvisoria a causa del lasso di tempo intercorrente fino alla data di discussione della stessa istanza di sospensiva, fissata per il giorno 26 luglio 2007». «IL RICORSO AL TAR: L’ULTIMA SPIAGGIA» - IL DOCUMENTO DEI CAPIGRUPPO DI CENTROSINISTRA - LE PRECISAZIONI DELL'AVVOCATO DEL COMUNE LA TRAVAGLIATA STORIA DEL BANDO PER L'AREA DI RISULTA
Da oggi fino al 26, dunque, nessun atto potrà essere compiuto dalla amministrazione comunale relativo all'appalto contestato. Se, inoltre, la sospensiva sarà concessa l'appalto rimarrà bloccato fino alla discussione del merito. Altrimenti la procedura potrà continuare con la firma del contratto.
03/07/2007 13.02

«IL RICORSO AL TAR: L'ULTIMA SPIAGGIA»

La notizia è arrivata a pochi minuti dalla fine di una conferenza stampa indetta dai gruppi consiliari di centrodestra Alleanza Nazionale, Forza Italia e Udc, che hanno annunciato il ricorso al Tar d'Abruzzo per la questione area di risulta.

Il prossimo 26 luglio il Tribunale amministrativo dovrà pronunciarsi sulla sospensiva dell'appalto dell'area di risulta, richiesta con il ricorso presentato lo scorso 20 giugno dal senatore Pastore, tramite gli
avvocati Fabrizio Rulli di Pescara e Alfredo Biondi, senatore di Forza Italia.
In questi venti giorni in attesa del responso, però, come ha stabilito stamattina il Tar, il Comune non potrà portare avanti la questione e firmare il contratto con la ditta Toto.
Una firma che è stata annunciata (almeno una decina di volte) dal sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso sempre come imminente.
«Anche se il Tar non lo vietasse sfido io a trovare qualche documento da firmare», ha commentato Carlo Masci.
Già, perchè al Comune, ormai, dopo l'arrivo della polizia è rimasta a disposizione ben poca carta.
Sono stati sequestrati tutti gli originali dei documenti del settore urbanistica e pur volendo sarebbe assai difficile chiudere la questione.
«Questo ricorso al Tar», ha continuato Masci, «è l'ultimo atto di contrasto della minoranza che ha rilevato in tutto l'operato del sindaco gravi illegittimità, nei confronti di un consiglio comunale
che non ha avuto voce in capitolo».
Prima del ricorso al Tribunale amministrativo, infatti, a gennaio 2006 il centrodestra aveva inviato un esposto all'autorità di Vigilanza e alla Procura della Repubblica di Roma (a firma del senatore Raffaele Delfino).
Il senatore di Forza Italia Andrea Pastore, poi, aveva presentato una interrogazione parlamentare.
A maggio 2007 è arrivata inoltre la diffida a sottoscrivere il contratto di affidamento da parte di tutta la minoranza in consiglio comunale.
Contestualmente è scattato il sequestro della documentazione e l'inchiesta sulla politica e mazzette aperta dalla procura di Pescara che indaga da mesi su presunte corruzioni e accordi di programma. Nel calderone dei 22 accordi è finito anche il concorso per l'area di risulta che avrebbe un posto ben definito e a parte nell'inchiesta generale.
«La giunta non può prendere decisioni così importanti autonomamente», ha ribadito il conigliere Albore Mascia (An).
E proprio il consigliere aveva pronosticato una sospensiva del Tar fino al 26 luglio per bloccare ogni atto del Comune, «per evitare futuri contenziosi che pagheremmo per almeno 30 anni».
«Per noi consiglieri», ha ammesso Berardino Fiorilli (Udc), «è sempre una sconfitta ricorrere alla magistratura. E' un fallimento della politica. Ma questa nostra azione arriva», ha ricordato il consigliere, «dopo una lunga battaglia in consiglio e anche sulla stampa. Questa è l'estrema ratio perchè fino ad ora nessuno ci ha ascoltato. Siamo stati costretti a farlo».
«Anche alcuni esponenti della maggioranza», ha ricordato Guerino Testa (Fi), «si sono dichiarati contrari all'operazione area di risulta, come i consiglieri Carlo Costantini (Idv) Maurizio Acerbo (Rc) e il presidente del consiglio Gianni Melilla (Ds) che con voto di astensioni hanno chiesto al sindaco di fermarsi e riflettere».

IL GIALLO SUL DOCUMENTO DEL SINDACO

E questa mattina alla fine della conferenza stampa si è aperto anche un piccolo giallo.
Ieri, infatti, nel corso del consiglio comunale il sindaco aveva fatto vedere ad alcuni giornalisti un foglio su cui era stampata la convocazione dell'udienza del 26 luglio in camera di consiglio.
«Ieri mattina», contestano i consiglieri di centrodestra, «non ne eravamo a conoscenza nemmeno noi, sarebbe interessante capire come il sindaco è entrato in possesso di quel documento».
Pare che lo scritto si trovasse sul sito internet del Tar, ipotesi desunta da un indirizzo in calce alla pagina.
«Il provvedimento di sospensione», ha chiarito questa mattina in una nota Paola Di Marco, dirigente avvocatura e vice Segretario Generale del Comune, «fa seguito alla richiesta dell'avvocato di parte del Comune, Vincenzo Cerulli Irelli, il quale, impossibilitato a partecipare all'udienza originariamente fissata per il 5 luglio, ha chiesto il differimento dell'udienza. Il Tar», si legge ancora, «ha accondisceso a questa richiesta di parte, fissando l'udienza al 26 luglio, ma, considerata l'ampiezza del lasso di tempo intercorrente fino a tale data, ha disposto la provvisoria sospensione dell'atto impugnato fino allo stesso 26 luglio, giorno in cui si svolgerà appunto la camera di consiglio per la discussione sull'istanza cautelare »


IL RICORSO AL TAR IN QUATTRO PUNTI

Nel ricorso presentato al Tar si spiega che il comportamento del Comune è stato «illegittimo». Ecco nel dettaglio i punti contestati.

1. «L'amministrazione ha invaso le competenze riservate al Consiglio comunale con la istituzione del servizio pubblico di gestione dell'accesso alla Ztl e l'affidamento del servizio all'impresa concessionaria».

2. «Il Comune per rendere più remunerativa la concessione ha deciso di consentire al concessionario di ricavare il proprio introito non solo dalla gestione dell'opera ma dallo sfruttamento della gestione della Ztl».

3. «Il Comune ha violato il principio di trasparenza indicando nel bando di gara la gestione per il concessionario di 600 posti per poi riferirsi all'intera Ztl» .

4. «All'impresa concessionaria è stata assegnata una fantastica ed irripetibile opportunità di profitto economico (ricavi complessivi per la Toto spa 380 milioni di euro, margine operativo lordo 219mila euro, utile ante imposte 144mila euro) con spregio dei principi di efficienza e di economicità che devono ispirare l'operato di una amministrazione pubblica».

03/07/2007 14.14

PASTORE (FI) SODDISFATTO

«Al di là delle forti perplessità circa le motivazioni del rinvio alla data del 26 di luglio Forza Italia esprime la sua soddisfazione per due ordini di motivi: intanto perché la città di Pescara è protetta per i prossimi venti giorni dallo spoglio che si verificherebbe ai suoi danni nell'ipotesi scellerata che il Sindaco D'Alfonso procedesse, contro la logica, la trasparenza ed il buon senso alla firma del contratto con l'impresa Toto. E poi, poichè tale lasso di tempo consentirà al Collegio giudicante di approfondire ulteriormente le argomentazioni della parte ricorrente, in considerazione dell'estrema delicatezza, della vitale importanza e delle conseguenze che ricadrebbero per i prossimi 30 anni sulla città di Pescara, nel caso sciagurato in cui il Sindaco D'Alfonso portasse a termine questa operazione».
03/07/2007 20.27

CAPIGRUPPO DI CENTROSINISTRA:«OPPOSIZIONE GROTTESCA CONTRO LA CITTA»

«L'opposizione di centrodestra sta mutando in modo sinceramente preoccupante. È nata come opposizione a questa maggioranza ed ora è divenuta inspiegabilmente opposizione alla città. Al riguardo è davvero grottesca la soddisfazione esibita nella giornata di ieri dai colleghi di centrodestra circa la sospensione tecnica decretata dal Tar Pescara del provvedimento di aggiudicazione delle aree di risulta».
E' quanto scrivono tutti i capigruppo consiliari di centrosinistra in un documento firmato questa mattina.
«Grottesca», scrivono, «perché si è trattato di un atto dovuto per via della dilazione dell'udienza dal 5 al 26 luglio, un atto in cui l'opposizione vorrebbe trovare una vittoria che non esiste e che tra l'altro sarebbe solo un danno per la città. Noi non possiamo che denunciare questo atteggiamento sbagliato e poco rispettoso delle istituzioni coinvolte e soprattutto della cittadinanza e ribadiamo la nostra piena fiducia nella regolarità della procedura di gara seguita dall'Amministrazione che sarà confermata nel merito dagli organi competenti, oltre alla convinzione che l'intervento di riqualificazione delle aree di risulta costituisce un'opera strategica per lo sviluppo sostenibile di Pescara, un'opera che darà valore alla nostra città e al suo futuro. Sono temi che dovrebbero stare a cuore a tutti, prescindendo dalle convenienze immediate di fazione. Purtroppo i nostri colleghi a destra non la pensano così, e pur di opporsi a noi, scelgono di opporsi a Pescara».

L'AVVOCATO DEL COMUNE:«CI SAREMMO ASTENUTI COMUNQUE»

«La Camera di Consiglio, per decidere sull'istanza di sospensione dell'appalto», ha precisato invece l'avvocato Cirulli irelli, «è fissata per il prossimo 26 luglio, nei tempi di legge. In attesa della decisione del TAR - sulla sospensione dell'appalto, non sul merito che avverrà successivamente - è buona norma che l'Amministrazione si astenga dal perfezionare il contratto. Il decreto concesso ieri, ad insaputa degli avvocati del Comune, i quali perciò non hanno potuto spiegare all'ottimo Presidente del Tar le ragioni dell'Amministrazione, è del tutto ininfluente; e in nessun modo costituisce un precedente per la prossima decisione sulla richiesta di sospensione del procedimento, né tantomeno su quella successiva di merito. Se di round, con linguaggio giornalistico, vogliamo parlare, il primo round si giocherà il prossimo 26 luglio e il secondo nella successiva udienza che sarà convocata per la decisione di merito».

PAGANO:«RIPENSIAMO GLI INTERVENTI»

«La sospensiva concessa dal TAR per le aree di risulta di Pescara è un segnale forte, che dovrebbe indurre D'Alfonso e la sua giunta a riflettere sia sulla procedura (allo stato i lavori sono affidati alla Ditta Toto, unico concorrente) sia sui contenuti del progetto di trasformazione» questo il parere sulla vicenda di Nazario Pagano.
«La sistemazione delle aree di risulta - sottolinea Pagano - rappresenta per la città un'opportunità storica per darsi un volto, un'immagine, una riconoscibilità che non ha, sulla scia di quanto fatto per esempio con grandi risultati a Valencia, Bilbao, Berlino e per tanto occorre che gli affidamenti mettano in concorrenza tra loro la più ampia e qualificata platea di soggetti possibile e le opere siano studiate con attenzione sia sotto il profilo del pregio architettonico sia sotto quello della funzionalità e fruibilità.Il progetto della Giunta D'Alfonso - aggiunge Pagano - è soprattutto un brutto progetto che condannerà per sempre la città all'anonimato.Voglio sperare - conclude Pagano - che in questo momento di pesante crisi di consenso D'Alfonso sappia fare gli interessi della gente rinunciando ad avviare i lavori e promuova invece un ripensamento collettivo sul da farsi in quest'area così strategica per la città di Pescara».


04/07/2007 14.29