Inchiesta sulla politica: Dezio indagato ma il Vescovo non c'entra

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta sulla politica: Dezio indagato ma il Vescovo non c'entra
PESCARA. In uno dei nostri ultimi articoli si diceva che forse con l'iscrizione nel registro degli indagati di Guido Dezio, braccio destro del sindaco D'Alfonso e neo dirigente, è stato superato il punto di non ritorno nella maxi inchiesta sull'urbanistica, corruzione, mazzette. Ma forse sarebbe meglio definirla una inchiesta sulla politica di Pescara e dintorni. Una inchiesta che nessuno prima, forse, aveva avuto il coraggio di affrontare. Due terzi degli agenti della Squadra mobile da mesi lavorano a questa indagine delicatissima e questo potrebbe far capire la portata degli interessi in ballo. (Nella foto il procuratore Nicola Trifuoggi) LA CONFERENZA STAMPA CONVOCATA DAL SINDACO SABATO SCORSO PASTORE:«C’E’ SISTEMA, IL MINISTRO AMATO SCIOLGA IL CONSIGLIO COMUNALE» LUCIANI:«E' NULLO IL MANDATO DI PASTORE»
Che siamo ad un punto cruciale (anche se comunque nelle prime fasi) lo si capisce da numerosi fattori ed indizi.
I politici sono ora molto più guardinghi, ascoltano le voci, le soffiate, chiedono consiglio su come comportarsi e cosa fare nelle more.
Ognuno interpella i propri amici.
Le voci che circolano, non sempre vere, continuano a rincorrersi e si confondono con il toto-sequestro che puntualmente si rinnova ogni
giorno: «dove sarà andata oggi la polizia a sequestrare documenti?».
Anche stamane si era sparsa la voce – smentita poi dalla procura - di una serie di interrogatori di personaggi eccellenti che sarebbero finiti a tutti gli effetti ad ingrossare la lista degli indagati che, come abbiamo detto spesso nei giorni scorsi, è molto più vicino ai trenta.
L'inchiesta però rimane blindata e anche riuscire a trovare conferma alle notizie che circolano diventa impossibile proprio mentre si utilizzano i giornalisti per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica su argomenti che non c'entrano o che sono solo marginali.
Oppure si gioca a depistarli per fare in modo che gli inquirenti possano lavorare con maggiore tranquillità.

UNA MAXI INCHIESTA MA SU COSA?

Ma questo è indice del fatto che non si possono conoscere nemmeno le persone che vengono ascoltate per non scoprire il vero filone, per evitare passi falsi o creare un dibattito dialettico che nuocerebbe alla attività di reperimento di prove.
Così sembra sempre più probabile che in realtà l'inchiesta "sull'urbanistica" abbia ad oggetto fatti molto diversi da quelli fin qui emersi, ferme restando la corruzione e le tangenti è possibile che la procura stia lavorando per accertare reati su altri aspetti finora segreti.
Di certo ci sono i 22 accordi di programma (tra i quali c'è anche l'area di risulta che sarebbe finita nel calderone ma per aspetti molto diversi rispetto agli altri accordi), di certo ci sono gli imprenditori ed i politici.
L'obiettivo degli inquirenti è chiaro: non dare alcun vantaggio a chi al momento è sotto osservazione ed è già finito da moltissimo tempo nel mirino.

DEZIO: IL VESCOVO NON C'ENTRA CON LA PERQUISIZIONE

Così sembra anche certo che le perquisizioni di venerdì mattina al braccio destro del sindaco D'Alfonso, Guido Dezio, siano avvenute solo nel suo ufficio e non anche a casa come pure era riportato dall'ordinanza di perquisizione.
E' ragionevole allora pensare che gli agenti di polizia abbiano trovato proprio nell'ufficio di Palazzo di città del dirigente al patrimonio, quello che cercavano.
Ma cosa cercavano (ed hanno trovato)?
Per ora non siamo in grado di dirlo ma è certo che lo stesso Dezio, indagato, avendo letto il documento consegnatogli dagli inquirenti, conosca perfettamente l'oggetto della perquisizione -che comunque sarebbe piuttosto ampio.
Altra informazione che trapela oggi a fatica sarebbe proprio il vero oggetto della perquisizione: le questioni legate alle fondazioni e alle srl dell'ex vescovo di Pescara Cuccarese sarebbero soltanto marginali e nient'affatto preponderanti rispetto al vero motivo che ha generato la perquisizione e l'iscrizione nel registro degli indagati del dirigente comunale.
Come dire: Dezio non è stato perquisito per quello che avrebbe fatto in relazione alle vicende economico-finanziarie del vescovo e questo l'indagato lo sa.
Se è, dunque, certo che Dezio conosca molte più cose sulla perquisizione di quante non siano trapelate (in quanto persona
interessata) è ragionevole pensare che anche il primo cittadino ne sia venuto a conoscenza per il grande rapporto di fiducia e stima reciproca.
Allora la domanda potrebbe essere un'altra: perché D'Alfonso (con Dezio alle spalle) ha tenuto una conferenza stampa convocata in tutta fretta per rispondere alle indiscrezioni pubblicate da Il Centro che metteva in stretta relazione le vicende della speculazione del vescovo?
Perché per oltre un'ora si è parlato del vescovo Cuccarese, della speculazione edilizia di via Salaria vecchia, del Sund, mostrando documenti che in realtà non erano connessi alla perquisizione e all'indagine ma solo "alla notizia del giorno"?
E non è una sorpresa che quando si giunge ai supremi livelli siano molti i tentativi di strumentalizzazione messi in atto, molti purtroppo riescono ad andare a buon fine anche per mancanza di altri riscontri o voci.
Sta di fatto che le vicende pescaresi, come già successo per l'altra inchiesta sul fallimento della Ex Delverde, stanno attirando l'attenzione di molte persone anche fuori regione. Ed è facile immaginare pressioni di vari ordini e gradi.
Ed è inutile nasconderlo che questa di Pescara (comunque connessa a quella di Montesilvano) possa in realtà essere l'attività di indagine dai risvolti più imponenti che la città abbia mai conosciuto.
Ancora una volta però tutto dipenderà dalla Procura e dalla volontà e la possibilità che il pool di magistrati, coordinati dal procuratore capo Nicola Trifuoggi, riesca ad arrivare alla fine e ad inchiodare realmente quella trentina di persone già individuate.
C'è un mare in tempesta là fuori e ad ogni ondata c'è il rischio di naufragare.

a.b. 27/06/2007 16.37

PASTORE:«C'E' SISTEMA, IL MINISTRO AMATO SCIOLGA IL CONSIGLIO COMUNALE»

Il Coordinatore Regionale di Forza Italia, Sen. Andrea Pastore, è tornato oggi a riproporre i problemi dell'attuale Consiglio Comunale di Pescara al Governo nazionale.
Il Senatore Pastore con una interrogazione rivolta al Ministro dell'Interno Giuliano Amato ha evidenziato – ricostruendo in sintesi tutte le indagini della Magistratura sulla Giunta D'Alfonso – come anche nel Comune di Pescara sembri delinearsi un “Sistema” caratterizzato da rapporti ambigui fra la politica e parte dell'imprenditoria locale.
Nell'interrogazione il Coordinatore di Forza Italia chiede, urgentemente, al Ministro se sia a conoscenza dei fatti sin qui accaduti e, soprattutto, invita il Governo ad assumere un provvedimento tanto drastico, quanto ormai non più rinviabile, ossia lo scioglimento immediato del Consiglio Comunale di Pescara.

MASSIMO LUCIANI:«NON È IL CONSIGLIO COMUNALE CHE DEVE ESSERE SCIOLTO, È IL SUO MANDATO DI SENATORE AD ESSERE NULLO»

«L'interrogazione del Senatore Pastore al Ministro dell'Interno è un'operazione di diffamazione a mezzo di mandato parlamentare, di cui l'esponente di Forza Italia si fa scudo per sostenere affermazioni tali da meritare non una ma cento querele».
E' questa la replica dell'assessore Massimo Luciani delegato a parlare per l'intera giunta. «Siamo indignati per l'oltraggio che Pastore fa a un'istituzione seria come il Comune di Pescara, che in tutti questi anni si è impegnata solo per fare fronte ai tanti problemi della città che gli amici del Senatore avevano ingigantito nei loro improduttivi anni di governo», ha proseguito Luciani, «l'offesa che Pastore reca in questo modo all'Amministrazione e alla città, si rovescia anche sulla sua parte politica che si vanta di un'ispirazione liberale e quindi garantista. Seguendo il principio invocato oggi dal Senatore il Governo Berlusconi non avrebbe potuto nemmeno entrare in carica. Pastore si fa beffe del garantismo, arrivando persino ad ignorare che un'attività di indagine della Magistratura è tesa solo a rilevare cosa è successo e se quanto è successo si è svolto nel rispetto della legge. Ovviamente riesce a sottrarsi a questo controllo chi non fa niente, poiché il nulla non è accertabile, come pure è più sfuggente la condizione di chi si occupa di quanto non gli compete, poiché in questo caso è più difficilmente accertabile il cosa e il come.
Il Senatore Pastore è un campione di entrambi questi comportamenti».
«Non potendo noi querelare», ha concluso, «chi si avvale della guarentigia dell'immunità parlamentare, invocheremo l'intervento del Ministero dell'Interno per riscontrare le condizioni di decadenza del mandato senatoriale di Pastore per la sua nullità.
Come noto, infatti, gli 11 anni di permanenza di Pastore a Palazzo Madama non hanno prodotto nessun risultato per Pescara e l'Abruzzo. A voler essere pignoli l'unico caso che si può citare è quello a favore dei parenti del Duca degli Abruzzi, ovvero la famiglia di Vittorio Emanuele di Savoia, rientrata in Italia grazie all'impegno del Senatore».

28/06/2007 8.32

DS E MARGHERITA:«FIDUCIOSI CHE LA MAGISTRATURA ACCERTERA' IL NOSTRO OPERATO»

«E' indecente distorcere le norme a fini di propaganda politica come ha fatto ieri Pastore, tanto più che se anche egli avesse voluto sollevare il problema il luogo per farlo era il Consiglio Comunale di Pescara, di cui egli è membro da 13 anni».
Così in serata hanno commentato i consiglieri Enzo Imbastaro, capogruppo Ds, Ugo Zuccarini capogruppo La Margherita.
«In questo modo egli lede ed offende un'istituzione che rappresenta tutti i cittadini di Pescara e che Pastore dovrebbe tutelare prima di tutti, proprio per la sua lunga militanza tra i banchi di Palazzo di Città.
Non comprendiamo, anzi», hanno aggiunto, «questa voglia di visibilità mediatica che il Senatore sta mettendo in onda nell'ultimo periodo. Forse vuole candidarsi a Sindaco di Pescara? Si accomodi, ma sappia che chi si candida ad amministratore deve cimentarsi con i fatti e non con le speculazioni da bouvette. In questo modo ci siamo comportati e ci comportiamo in questa Amministrazione comunale che il Sindaco D'Alfonso guida all'insegna dell'efficienza, della produttività e della legalità, risolvendo gli storici problemi di Pescara. Anche per questa ragione siamo molto fiduciosi che la Magistratura accerterà la piena regolarità del nostro operato».

28/06/2007 20.59




IL TESTO COMPLETO DELL'INTERROGAZIONE

INTERROGAZIONE URGENTE CON RISPOSTA ORALE (EX ART. 151 DEL REGOLAMENTO)

AL MINISTRO DELL'INTERNO

PREMESSO CHE :

- l'amministrazione comunale di Pescara è ormai da tempo al centro di numerose indagini giudiziarie avviate dalla Procura della Repubblica della città;

- dette indagini hanno determinato l'emissione di numerosi avvisi di garanzia, perquisizioni, sequestri di documenti;

- le indagini, citate sommariamente, riguardano:
la gestione del verde pubblico, con coinvolgimento dell'assessore del settore che si è dimesso, di alcuni dirigenti e di numerose cooperative sociali; la gara per la riqualificazione dell'area di risulta della ex stazione ferroviaria che, oltre all'indagine giudiziaria, ha portato ad un provvedimento di pesante censura da parte dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici;la gestione dell'impianto comunale di depurazione, affidata a privati ma soggetta a vigilanza comunale, coinvolta in un presunto traffico di fanghi inquinanti; le attività attinenti il settore edilizio e segnatamente di un certo numero di operazioni di edilizia contrattata, per le quali si profilano imputazioni di corruzione/concussione, abuso d'ufficio, finanziamento illecito dei partiti;

- in particolare nei giorni scorsi è stato reso noto che il dott. Guido Dezio, già principale collaboratore del Sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e oggi altresì dirigente del Comune di Pescara, tale divenuto a seguito di concorso sotto le lenti del TAR e della medesima procura, risulta indagato – anche in relazione alle indagini sopra richiamate - per corruzione e abuso;

- in particolare quest'ultimo fatto attiene alla intermediazione che il collaboratore del Sindaco di Pescara ha svolto fra parti private (imprenditori e il precedente Vescovo di Pescara) per la cessione di beni ed immobili e annessi servizi di assistenza agli anziani;

- nello specifico proprio il Sindaco, appresa la notizia delle indagini a carico del suo collaboratore, nel corso di una apposita conferenza stampa alla presenza dello stesso Dezio, ha reso noto una lettera - scritta a mano dal nominato Vescovo - con la quale quest'ultimo delegava espressamente il dott. Dezio (nella sua qualità di collaboratore politico del Sindaco e senza alcun compenso) ad intervenire con pieni poteri in una intermediazione immobiliare privata conclusasi per una cifra di oltre 5 milioni di euro;

- tale delega, altrimenti immotivata, appare più semplicemente voler celare dietro un collaboratore politico un intervento diretto del Sindaco di Pescara in una vicenda, occorre ribadirlo, di carattere meramente finanziario e svolta fra imprenditori privati sia pure operanti nell'ambito del sociale nell'area metropolitana di Pescara; è del tutto evidente l'inopportunità e l'irritualità di un simile comportamento del primo cittadino, assurto al rango, tramite il nominato Dezio, di faccendiere o di sensale ed al quale non possono non estendersi i sospetti che circondano tutta l'operazione;

- dalle attività svolte , ed in corso, da parte della magistratura sembra emergere una sorta di “sistema Pescara” inquietante e con ambigue commistioni di interessi fra amministrazione, funzionari e imprenditori


PER SAPERE :

1. Se il Ministro sia a conoscenza dei fatti narrati e quali opinioni abbia potuto formarsi in merito;
2. Se il Ministro non ritenga di dover intervenire stante le proprie competenze e vista la complessità della situazione;
3. Se il Ministro non ritenga di dover disporre secondo le procedure più idonee ogni azione che porti urgentemente allo scioglimento dell'Amministrazione Comunale di Pescara per le gravi situazioni sopra riferite, avvalendosi di quanto previsto dalla vigente normativa (art.141, comma 1, lett.a) del testo unico sugli enti locali - D.Lgs.267/2000).


Sen. Andrea Pastore

27/06/2007 17.23