Rifiuti urbani, una questione complicata e le proteste di Chieti

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2407

CHIETI. Giovedì 28 giugno alle ore 18.00 è stato fissato dal coordinamento La Base di Chieti un incontro per stabilire la forma di protesta contro l'inceneritore. «Tonnellate e tonnellate di rifiuti (270.000) si riverseranno da ogni parte sulla città», spiegano gli ideatori della manifestazione. «Sulle nostre strade ci sarà il traffico di camion carichi di spazzatura. «NESSUN TERMOVALORIZZATORE A CHIETI MA UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO BIOLOGICO»

CHIETI. Giovedì 28 giugno alle ore 18.00 è stato fissato dal coordinamento La Base di Chieti un incontro per stabilire la forma di protesta contro l'inceneritore.
«Tonnellate e tonnellate di rifiuti (270.000) si riverseranno da ogni parte sulla città», spiegano gli ideatori della manifestazione. «Sulle nostre strade ci sarà il traffico di camion carichi di spazzatura.


«NESSUN TERMOVALORIZZATORE A CHIETI MA UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO BIOLOGICO»

Nell'aria odori nauseabondi e rischio d'inquinanti altamente cancerogeni».
La Base si vuole opporre a tutto questo, che oggi definisce «un progetto pericoloso. Le emissioni delle sostanze nocive che dagli inceneritori si diffonderanno per un raggio molto ampio di chilometri sull'intera città».

LA SITUAZIONE IN TUTTA LA REGIONE

L'argomento rifiuti è a un punto di svolta per tutta la Regione. La produttività di rifiuti urbani, secondo le stime, è da fissare in circa 680.000 tonnellate (680.188) nel 2011. Di queste 127.576 tonnellate sono scarti organici, 50.069 tonnellate gli scarti verdi.
Ai rifiuti urbani si aggiungono i rifiuti speciali non pericolosi, dei quali è stimato un fabbisogno di compostaggio di qualità pari a
102.552 tonnellate sempre nel 2011. Il Piano regionale di prossima approvazione vuole rafforzare il sistema di raccolta differenziata integrata secco/umido nei comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti; a seguire, nei comuni con popolazione tra i 1.500 e i 5.000 abitanti.

Sono 15 gli impianti esistenti, suddivisi tra quelli in corso di realizzazione e quelli autorizzati.
Dal punto di vista territoriale, ciascun Ato disporrebbe di uno o più impianti, in grado di ricevere: ATO L'Aquila: 76.100 ton/anno, ATO
Pescara-Chieti: 4.500 ton/anno, ATO Chieti Sud: 59.400 ton/anno, ATO
Teramo: 80.000 ton/anno.
In termini di capacità di trattamento, il deficit impiantistico, pur in una situazione di proiezione, riguarda dunque l'ATO Pescara-Chieti.
Nella provincia di Pescara vi sono tuttavia diverse iniziative in corso di programmazione o di valutazioni preliminari.
Gli impianti oggi attivi in Abruzzo con autorizzazione regionale sono 6, Cupello (Chieti Sud), Notaresco (Teramo), Castel di Sangro (L'Aquila); - Sante Marie (L'Aquila); - Sulmona (L'Aquila), Manoppello (Pescara) con linea di trattamento del solo verde.
Nella zona industriale del comune di Avezzano, invece, è in fase di realizzazione un impianto di compostaggio per il solo trattamento delle matrici organiche di qualità che verrà attivato nei primi mesi del 2008.
L'impianto tratterà i rifiuti organici prodotti nel comprensorio del Fucino, per un quantitativo complessivo giornaliero pari a circa 30 t/g.
I dati annuali del materiale in ingresso all'impianto, suddivisi per frazione umida, pari a 6.200 ton/anno e strutturante, pari a 4.133 ton/anno.
A.C.I.A.M., in attesa di portare a definizione l'iter di realizzazione dell'Impianto di trattamento rifiuti urbani e stabilizzazione della frazione organica di Aielli, si servirà dell'Impianto di Avezzano, per poter stabilizzare la quantità di frazione organica dei rifiuti urbani separata attraverso trattamento meccanico nell'impianto mobile realizzato presso la discarica di Avezzano. Successivamente alla stabilizzazione della sua frazione organica, il materiale divenuto chimicamente inerte, potrà essere utilizzato come materiale per la copertura giornaliera dei rifiuti in discarica.

26/06/2007 9.40

«NESSUN TERMOVALORIZZATORE A CHIETI MA UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO BIOLOGICO»

«Non ci sarà alcun termovalorizzatore a Brecciarola in contrada Casoni».
Lo ha dichiarato stamane il vice sindaco e assessore all'ambiente Mirta Sciocchetti.
«La notizia che risulta priva di fondamento, sentita anche la Regione, sta provocando, giusta paura negli abitanti della zona e in quelli della vallata. Allo stato esiste una autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo per la realizzazione di un impianto di recupero mediante processo di trattamento meccanico biologico (TMB) e quindi di un trattamento alternativo all'incenerimento.
L' autorizzazione ha iniziato il suo iter già durante la precedente giunta Cucullo. L'impianto di trattamento meccanico Biologico è finalizzato al recupero dei rifiuti sia in via diretta che quale prodotti atti ad essere riutilizzati per beneficio dei suoli (compost) che ai fini energetici C.D.R..,gli ulteriori residui del trattamento sono inertizzati tanto da poter essere allocati in discarica riducendo notevolmente la emissione di odori molesti e di gas serra».
La Regione avrebbe chiarito nell'anno 2006 che l'impianto è «finalizzato al recupero dei rifiuti e non allo smaltimento degli stessi con recupero del C.D.R. presso i cementifici».
«Il piano regionale di smaltimento rifiuti in sede di approvazione da parte della Giunta Regionale, allo stato non presenta alcuna previsione concreta per la realizzazione di un termovalorizzatore», ha precisato ancora Scioccheti, «si specifica che l'approvando piano, si compone di due parti, una prima descrittiva dello stato di fatto ed una seconda attuativa del piano stesso. Ebbene mentre nella prima parte vengono censiti gli impianti esistenti e quelli autorizzati (tra cui l'impianto di trattamento meccanico biologico di Casoni) nella seconda fase l'iter proposto è il seguente:
a) la Regione detta i criteri per l'individuazione dei siti idonei ad accogliere le diverse tipologie impiantistiche;
b) le Province, sulla base di detti criteri e con eventuali criteri aggiuntivi, individuano le aree idonee ad ospitare ciascuna tipologia impiantistica;
c) gli ATO (ambiti territoriali ottimali ancora da costituirsi) sulla base delle individuazioni provinciali, provvedono a scegliere la tipologia impiantistica ed i siti (tra quelli definiti idonei dalla provincia per detta tipologia) ove realizzare gli impianti;
d) le autorizzazioni a realizzare gli impianti suddetti saranno rilasciate dalla Regione anche sulla base di valutazioni di impatto ambientale».

26/06/2007 14.49