Bufera giudiziaria a Vasto: «dammi il tuo voto… poi ci penso io…»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Le elezioni regionali sono state un appuntamento importante e qualche amministratore si sarebbe lanciato in qualche promessa di troppo pur di essere votato. Una scoperta a cui la Procura è arrivata quasi per caso. Impegnata in ricerche di altro tipo si è imbattuta invece in reati ben diversi.
La fase delle indagini preliminari si è conclusa il 29 novembre 2006. I legali difensori degli indagati hanno presentato istanza di archiviazione. Adesso dovrà decidere il Gip.
Sono finiti nella rete di intercettazioni numerosi politici della Vasto dei Palazzi.
Politici, funzionari pubblici, professionisti, tutti fautori del do ut des. Dammi qualcosa poi ti sistemo io.
Posti di lavoro in Comune o multe cancellate, tutto in cambio del voto.
Sono finiti nel registro degli indagati, secondo quanto riportato dal Messaggero, Antonio Prospero (Udc) ex sindaco di Vasto e assessore regionale nell'era Pace; Nicola Soria, consigliere di Vasto (ex Udc ora Fi) ex assessore al Commercio ed alla polizia municipale, Francesco Prospero e Antonella Soria, figli degli esponenti politici.
Poi ancora Giuliano Fariello, funzionario comunale, Giacinto Palazzuolo, direttore generale del Comune di Vasto, Paolino Di Lello, vice comandante della Polizia Municipale, Alberto Marrone, vigile urbano, Carlo Perrozzi, avvocato, Rosanna Porcelli, ex assessore ai servizi sociali.

Secondo l'accusa Nicola Soria, Antonio Prospero e Francesco Prospero nel periodo che ha preceduto la tornata elettorale delle regionali 2005, in cui Antonio Prospero si era presentato come candidato dell'Udc, avrebbero «esercitato pressioni» su un certo numero di elettori «promettendo favori in cambio di voti». Antonio Prospero e il figlio Francesco sono indagati anche per peculato per «indebito utilizzo del telefono di proprietà della Regione» e per l'utilizzo (solo Antonio Prospero) dell'auto della Regione per usi non strettamente legati al suo ufficio.
All'ex assessore Nicola Soria, viene contestato anche l'abuso d'ufficio «per il rilascio di parere favorevole ad una richiesta di occupazione di suolo pubblico da parte di un ristoratore», peculato «perché avrebbe utilizzato per fini non istituzionali il cellulare che aveva in dotazione dal Comune di Vasto».
Ma nel mirino della magistratura anche un concorso pubblico per l'assunzione di un istruttore tecnico del Settore Lavori Pubblici.
Prospero, Soria, Palazzuolo e Fardello dovranno rispondere per questo di abuso d'ufficio.
Al vaglio degli inquirenti anche alcune contravvenzioni, prima elevate e poi “gentilmente” annullate.
Unico dazio da pagare mettere la crocetta giusta al posto giusto.
Anche in questo caso il reato contestato è abuso d'ufficio e ne dovranno rispondere Soria, il vigile Marrone, il vice comandante Di Lello, Rosanna Porcelli e Antonella Soria.
Ma secondo i legali difensori non si sarebbe concretizzato alcun reato e la notizia sarebbe stata divulgata in occasione del Congresso Provinciale dell'Udc «per danneggiare i rappresentanti politici di detto partito».

25/06/2007 11.29