Violenza in famiglia. Due storie simili con due rinvii a giudizio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Mostri. Mariti e fidanzati violenti. Uomini che picchiano le loro donne, spesso per gelosia. Uomini che arrivano ad alzare le mani anche sui figli e a far volare pesanti minacce. Una violenza continuata e ripetuta che si consuma inesorabilmente all’interno del nucleo familiare.
Due storie simili quelle che ieri sono emerse dal Tribunale di Teramo, dove durante l'udienza preliminare il Giudice Antonella Di Carlo ha emesso due rinvii a giudizio per maltrattamento in famiglia e violenze. Due processi che si aprono, dunque, per due uomini che maltrattavano e picchiavano sistematicamente le loro conviventi. La prima vicenda è accaduta a Teramo e vede come protagonista un impiegato violento.
I fatti sono del 2006. L'uomo, secondo l'accusa, avrebbe maltrattato e picchiato la moglie per diverso tempo. Gli episodi si sarebbero ripetuti nel corso di molti mesi e sarebbero avvenuti anche davanti ai due
figli, di 4 anni e di un anno. Anche su di loro il padre avrebbe provato ad alzare le mani e poi si sarebbero ripetute continue minacce nei confronti della stessa moglie.
Quest'ultima dopo l'ennesimo episodio di violenza, era riuscita a trovare la forza di denunciarlo ai Carabinieri. Il caso era passato in Procura e dopo una serie di indagini e riscontri, per l'impiegato violento era arrivata una richiesta di rinvio a giudizio.
Ieri mattina poi la decisione del Gup Di Carlo di aprirgli le porte del dibattimento. Il processo partirà il prossimo 12 dicembre al Tribunale di Teramo.
L'altra vicenda di violenza e maltrattamento familiare è accaduta lungo la costa, e vede come protagonisti due conviventi. Un operaio e la sua fidanzata brasiliana.
Quest'ultima dopo aver subito pesanti vessazioni fisiche e morali aveva denunciato il convivente ai Carabinieri.
Partite le indagini, l'accusa era riuscita a dimostrare che l'uomo picchiava e maltrattava la fidanzata.
Alla base delle vessazioni una folle gelosia, che lo avrebbe portato anche a chiuderla in casa per non farla uscire. Una gelosia che lo avrebbe reso cieco. Il Gup Di Carlo, anche in questo caso, ha ritenuto che ci fossero tutti gli elementi utili perché si potesse rinviare a giudizio. Il processo partirà il prossimo 21 novembre.

Daniela Facciolini
www.lacittaquotidiano.it

22/06/2007 11.10