Il Parco della Maiella sconfitto in Tribunale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA SENTENZA. CHIETI. Il Tar ha accolto il ricorso presentato nel 1998 dal Consorzio della Maiella contro la decisione del Parco della Maiella di negare l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto di innevamento programmato.
La sentenza rigetta, dunque, la motivazione del Parco che aveva negato il nulla osta necessario rilevando che «il prelievo dell'acqua di sfioro che attualmente va a costituire un corso d'acqua, anche se di portata ridotta, verrebbe ad alterare la particolarità ambientale della zona, con ripercussioni sull'ecosistema del luogo».
Il Consorzio della Maiella, dopo aver acquisito tutti i pareri ed i nulla osta necessari, aveva fatto regolare richiesta all'Ente Parco per la realizzazione di un impianto di innevamento che avrebbe accresciuto la qualità dell'offerta turistica e che rientrava nelle linee guida del protocollo d'intesa, sottoscritto il 2 giugno 1997 dalla Regione Abruzzo e dal Parco della Maiella, in cui si prevedeva esplicitamente la possibilità di realizzare sistemi di innevamento artificiale mediante bacini di accumulo idrico.
Il Tar nell'accogliere il ricorso del Consorzio della Maiella rileva come «per realizzare un modesto impianto di innevamento programmato, la ricorrente aveva previsto un intervento che, oltre all'uso di un bacino di accumulo già realizzato ed esistente, comportava l'ulteriore realizzazione di condotte interrate, da attuare con particolare rispetto dell'ambiente ed utilizzando, quale fonte di approvvigionamento idrico, l'acqua captata da quella di sfioro del serbatoio dell'acquedotto comunale, ubicato lungo la pista di discesa».
«Una sentenza – sottolinea il presidente della Maiella S.p.A Alfiero Marcotullio- che vede soccombere l'Ente Parco e che mostra, ancora una volta, come la politica della direzione del Parco della Maiella non intuisca l'importanza di questi progetti che studiati nel pieno rispetto ambientale portano ad uno sviluppo sostenibile ed integrato dell'intero territorio. La superficiale decisione del Parco – continua Marcotullio- ha comportato un fermo di quasi dieci anni nell'innovazione e nella competitività del comprensorio sciistico della Maielletta».

22/06/2007 10.40