Pedofilia, in chat per scambiarsi foto. Anche l'Abruzzo coinvolto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VENEZIA. Due arrestati in flagranza di reato trovati in possesso di veri e propri archivi di materiale pedopornografico. Protagonisti degli scatti alcuni bambini costretti a subire violenze sessuali ad opera di adulti o di altri minori. Venti gli indagati per divulgazione del materiale proibito, decine i computer e centinaia i supporti informatici sequestrati.
Questo è l'esito dell'ultima operazione, denominata «Taras' Take Over», volta al contrasto del fenomeno della pedo-pornografia on-line, portata a segno dalla Polizia Postale e
delle Comunicazioni di Venezia. Arresti si sono registrati anche in
Abruzzo.
L'indagine, coordinata dal pm Zorzi, è frutto di una complessa attività sotto copertura che per mesi i poliziotti della Postale di Venezia hanno svolto nella Rete fingendosi pedofili.
Gli investigatori si sono finti interessati a ricevere il materiale pedo-pornografico e in realtà sono riusciti a scoprire come funzionava il sistema, indagando su uno dei servizi di comunicazione via chat più utilizzato dagli internauti, che veniva utilizzato come strumento per veicolare in tempo reale materiale pornografico prodotto mediante l'utilizzo di minori.
Il blitz ha visto impegnati centinaia di poliziotti nelle regioni:
Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Friuli Venezia Giulia,
Sicilia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Piemonte.

22/06/2007 9.33