Roccamorice. Domenica tutti in strada per difendere… la strada provinciale 64

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROCCAMORICE – Ancora aria di burrasca nel piccolo comune pedemontano, deciso a fermare a tutti costi l'operazione dell'Ente Parco della Majella che prevede la riduzione a sentiero, «per non dire mulattiera», della strada provinciale n. 64 che collega località Macchie di Coco, Roccamorice e Fonte Tettone (bivio per l'Eremo di Santo Spirito a Maiella). «Si tratta di un intervento assolutamente negativo – dichiara il Sindaco Francesco Palumbo – per una lunga serie di buone ragioni». E domenica tutti in piazza per protestare.
Questa strada costituisce uno dei pochi itinerari carreggiabili di penetrazione verso le alte quote della Maiella, di basso impatto visivo per l'esigua larghezza della carreggiata e per la stabilità delle scarpate, perfettamente ricolonizzate dalla vegetazione spontanea anche grazie ad una scarsa attività manutentiva.
E' una variante panoramica estremamente suggestiva rispetto alle altre due strade di accesso alla stessa zona, quelle che provengono da Pretoro e Lettomanoppello, le quali attraversano lunghi tratti di bosco che impedisce la visuale sul paesaggio.
«La n 64 – prosegue Palumbo – costituisce l'unica possibilità di accesso motorizzato alla faggeta oggetto di uso civico, ancora particolarmente sentito dalla comunità locale. L'uso dei muli come mezzo di esbosco, ad eccezione di situazioni particolari, rappresenta un improponibile, improbabile ed anacronistico ritorno al passato. A monte della quota 674 mt risiedono due famiglie, nelle località Valle Giardino e Macchie di Coco, le quali verrebbero private dell'accesso motorizzato alle loro abitazioni. Tale strada permette l'accesso anche all'Eremo di Santo Spirito a Maiella, monumento nazionale, ed alla falesia di arrampicata sportiva, tramite un'altra carrozzabile che si innesta in località Macchie di Coco, a quota 830 mt, 'dimenticata' nel progetto di ristrutturazione viaria. L'idea di trasformare strade carreggiabili in sentieri – spega il Sindaco di Roccamorice – appare decisamente discriminante nei confronti delle persone che hanno problemi fisici: la fruibilità della montagna e dell'ambiente naturale non può essere un'esclusiva di persone giovani ed in buona salute che, con scarponcini e zaino in spalla, 'divorano' 1000 metri di dislivello senza difficoltà, da Colle Irume a Fonte Tettone».
E problemi ci sarebbero anche per i disabili e le persone anziane.
L'ipotesi dello smantellamento totale assumerebbe per il primo cittadino una connotazione ancora più provocatoria ed offensiva del buon senso e della buona amministrazione del bene pubblico, e denoterebbe una visione integralistica della salvaguardia ambientale assolutamente irrispettosa delle popolazioni locali.
«Roccamorice è un centro caratterizzato da un costante decremento demografico», ha concluso il sindaco, «passato dagli oltre 3000 abitanti negli anni cinquanta ai 1000 attuali, con tutti i pesanti problemi delle aree interne e marginali, che non riescono a trovare il modo di integrare il modello di economia tradizionale con le nuove richieste di un turismo naturalistico e culturale. Nell'ottica di un collegamento stradale adeguato– conclude Palumbo –, per il nostro paese risulterebbe vitale riprendere in considerazione il progetto della 'Strada dei due Parchi', ossia quel collegamento di tutti i centri abitati pedemontani, che centrerebbe mirabilmente i due obiettivi di conservazione e sviluppo: conservazione per l'effetto di mantenere in periferia il flusso turistico principale, sviluppo per l'
effetto di evitare l'isolamento dei centri minori”. Queste le motivazioni per cui domenica 24 giugno, alle ore 10, tutta la cittadinanza scenderà per le strade Roccamorice per manifestare contro tale 'infelice' operazione.
Ivan D'Alb. 21/06/2007 14.56