Carcere toccata e fuga, tempo medio di permanenza 90-120 giorni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA RICERCA. Ormai sembra che chi entra in uno dei 204 penitenziari sparsi sulla penisola sia destinato a restarci meno di 12 mesi. E uno straniero, invece, rimane in cella meno di 15 giorni. Su 89.859 persone entrare in carcere nel 2005, ad oggi se ne contano 3.959, mentre 59.495 imputati e 16.467 condannati sono usciti per scarcerazione o per misure alternative al carcere (arresti domiciliari).


LA RICERCA. Ormai sembra che chi entra in uno dei 204 penitenziari sparsi sulla penisola sia destinato a restarci meno di 12 mesi. E uno straniero, invece, rimane in cella meno di 15 giorni. Su 89.859 persone entrare in carcere nel 2005, ad oggi se ne contano 3.959, mentre 59.495 imputati e 16.467 condannati sono usciti per scarcerazione o per misure alternative al carcere (arresti domiciliari).


Dai dati del Dap, dipartimento amministrazione penitenziaria sembra che l'indulto, approvato il 31 luglio del 2006, non abbia alcuna responsabilità: ne hanno beneficiato 9.948 detenuti, appena il 10% sdei nuovi ingressi.
Nella maggior parte dei casi, non si resta più di 90-120 giorni: il 62% degli imputati fino a un mese, mentre circa il 31% dei condannati da 6 a 12 mesi.
E' un turn over continuo, ed entrare e uscire dal luogo di detenzione è più rapido di quanto si immagini. Chi è stato arrestato per rapina a mano armata resta in cella mediamente 618 giorni (meno di due anni), e questo periodo comprende sia la custodia cautelare che la condanna definitiva; poi è possibile uscire per benefici penitenziari, arresti domiciliari o altre misure alternative alla detenzione.
Ancor piu breve la permanenza in cella degli extracomunitari
(13.081 dal primo gennaio 2006 al 22 maggio 2007) che hanno violato l'obbligo di espulsione previsto dalla legge 'Bossi-Fini': escono dopo appena 13 giorni.
«Occorre scongiurare», ha spiegato Sebastiano Ardita, responsabile della direzione generale detenuti del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria «che il carcere sia paragonabile ad una grande caserma di polizia, dove è facile entrare e ancor più facile uscire, senza aver avuto il tempo di imparare nulla, ma solo l'occasione di incontrare persone sbagliate».
L'auspicio di Ardita è che il Parlamento approvi al più presto il ddl di modifica del codice di procedura penale voluto da Mastella nei mesi scorsi e che si arrivi anche a «un' organica riforma del codice penale»

19/06/2007 10.22