Giulianova: è ancora emergenza rifiuti?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GIULIANOVA. In assenza di informazioni ufficiali sul reale stato della discarica Cirsu di Grasciano (Notaresco) dove scaricano numerosi Comuni tra cui Giulianova, per saperne di più bisogna ricorrere ad una lettura incrociata di informazioni che riguardano altre amministrazioni: ad esempio, quella di Teramo. E' recente la notizia che da metà agosto in poi Teramo non potrà portare i suoi rifiuti nella discarica di Casoni, in provincia di Chieti.
Il Comune di Teramo, che neppure potrà contare sull'ampliamento della discarica La Torre visto il parere contrario della Regione, vorrebbe risolvere il problema puntando tutto sulla seconda discarica sita nel Comune di Notaresco, quella dell'Irgine, capace di accogliere 150 mila metri cubi di rifiuti.
«La domanda è più che lecita», afferma Enrico Gagliano di Alleanza Nazionale di Giulianova: «ma perché Teramo dovrebbe puntare tutto sulla discarica dell'Irgine, dove i lavori di sistemazione sono ancora in corso, quando nello stesso Comune di Notaresco c'è l'altra discarica, quella del Cirsu, che è aperta e pienamente operativa?» Non sarà che il sito del Cirsu è vicino alla saturazione e che, dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi tempi da quelle parti, un'autorizzazione all'ampliamento dell'impianto, da parte di Gerardini, non sarebbe poi così scontata, domanda Gagliano.
C'è il rischio di non poter conferire, da qui a breve, i rifiuti nel vicino impianto del Cirsu?
Se così fosse per Giulianova e tutti gli altri Comuni che scaricano a Grasciano, «si riaprirebbe una nuova fare di emergenza, simile a quella dello scorso anno quando per due mesi i rifiuti viaggiarono fino alla lontana Cerratina, con notevole aggravio dei costi di trasporto» (per Giulianova quantificati in circa 274.000 euro). Senza considerare che, se così fosse, un ennesimo aumento della tassa rifiuti sarebbe quasi scontato.
Nel frattempo il dirigente regionale Gerardini che, oltre all'aumento della raccolta differenziata fino al 30%, individua nella costruzione di un termovalorizzatore una delle possibili strade da percorrere per superare l'attuale fase di emergenza.

18/06/2007 9.48