L’Università va avanti sul caso Faurisson: prossima mossa sostituire Moffa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. La “guerra” contro il professor Moffa è tutt’altro che finita. Il docente messo sotto accusa dall’università per aver organizzato un seminario-conferenza con il discusso studioso revisionista storico Faurisson (che rivede e rilegge parte degli eventi legati all’olocausto) è diventato un caso internazionale tra polemiche, scontri e inchieste giudiziarie (le accuse per lui sono però state archiviate).
Nonostante sia l'Ateneo che il diretto interessato abbiano ribadito più volte che non esista alcun ”processo Moffa” a questo punto sembra inevitabile che ci saranno ripercussioni sul lavoro del responsabile del Master.
Ieri il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche si è riunito con all'ordine del giorno il punto “Relazione del Preside sul Master Enrico Mattei: provvedimenti”.
«Le conclusioni cui si è giunti – ha dichiarato il preside della Facoltà di Scienze politiche, Adolfo Pepe – sono state prese all'unanimità dei presenti. Il dibattito, ricco e acceso, si è soffermato sulle inadempienze a carattere burocratico-amministrativo e sulle gravi violazioni dei regolamenti che disciplinano l'organizzazione e la gestione del Master, sulla base della documentazione illustrata dal preside e in gran parte prodotta dal Coordinatore del Master, Claudio Moffa».
«La delibera finale – ha proseguito Pepe – si fonda su tre passaggi essenziali: la Facoltà dimostrando senso di responsabilità nei confronti di se stessa, dell'immagine dell'intero Ateneo e degli studenti coinvolti, garantisce la conclusione del Master per l'anno accademico in corso. A tal fine il Consiglio Scientifico del Master viene integrato da tutti i professori di 1a fascia della Facoltà, con funzione di garanzia e tutela. Il Consiglio, espresso il suo giudizio di merito, inoltrerà agli organi centrali di Ateneo la documentazione acquisita in vista del procedimento di sostituzione del coordinatore».
«Vedremo come evolverà questa strana storia italiana», ha commentato il segretario generale Cisas Università e Responsabile di Ateneo, Giacomo Meschini, «per ora il professor Claudio Moffa non è stato estromesso. Non avrebbero mai potuto farlo, sia per le norme dello Statuto dei lavoratori (che prevede una giusta causa per ogni licenziamento) sia per la Costituzione che prevede non solo la libertà di espressione ma anche quella di ricerca ed insegnamento. La nostra difesa non è verso la persona ma a tutela di principi e libertà fondamentali e imprescindibili per la nostra democrazia».
Intanto domani, sabato16 giugno alle 16.30, all'Hotel Abruzzo di Teramo si terrà il convegno “La Costituzione tradita, una riflessione sulla vicenda Faurisson”. Parteciperanno ovviamente il prof. Moffa, il magistrato Francesco Mario Agnoli, l'avvocato penalista Augusto Sinagra. Avrebbe confermato l'adesione anche l'avvocato Carlo Taormina.

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=claudio+moffa&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTA LA VICENDA DEL PROFESSOR MOFFA[/url]

15/06/2007 14.47