Nicoletta e Briciola costretti alla separazione per una ordinanza del sindaco

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL CASO. AVEZZANO. E' una vera e propria sommossa. Decine e decine di persone indignate che scrivono email a giornali, Comune e Ministero. Una rivolta dei navigatori del web tutti colpiti da una storia che ha già fatto il giro d'Italia. E' la vicenda di una ragazzina di 14 anni di Avezzano, Nicoletta (Niky per gli amici) che si vede costretta a dover abbandonare il suo cane perché abbaia, disturba e «potrebbe essere un pericolo per la salute pubblica».
Per arrivare a privare la ragazzina dell'animale a cui è ovviamente affezionata si sono scomodati il Tar ed il sindaco del paese. Ma prima di tutti una vera e propria lotta senza quartiere dei condomini «infastiditi» e «ossessionati» dal cane.
Ma andiamo con ordine.
E' il 12 giugno scorso e sul blog di Licia Colò Nicoletta pubblica il suo grido di allarme, una denuncia senza peli sulla lingua.
Basta poco e moltissimi siti amplificano il messaggio, moltiplicandolo a dismisura con l'invito a inviare mail alle autorità e ai giornali (anche PrimaDaNoi.it è stata letteralmente invasa da email di solidarietà).

«Devo abbandonare il mio cane, lo decide il sindaco», è il titolo del post indirizzato alla popolare conduttrice di "Alle falde del Kilimangiaro", trasmissione di Rai e notoriamente sensibile ai problemi degli animali.
«Io e la mia famiglia non sappiamo più come difenderci dal potere forte del sindaco della nostra cittadina Avezzano in provincia di L'Aquila», scrive Nicoletta, «questa è la storia di Briciola, il mio cane, ma infondo è anche la mia storia, la storia di una ragazzina che due anni fa si è vergognata perchè ha pianto ed ha avuto paura della figura di un sindaco e della divisa di un poliziotto e che oggi, adolescente e frequentante il primo anno di Liceo Classico, non crede più alle persone, ai politici, non crede più che esista il valore dell'onestà e della giustizia».
Da oltre due anni, il neo rieletto primo cittadino Antonio Floris, ha fatto molto per allontanare dal giardino il piccolo meticcio, Briciola, raccolto per strada 5 anni fa in fin di vita e che Nicoletta ha salvato grazie alla madre, dottoressa del 118.

«Chiedo aiuto, in realtà senza più neanche crederci», scrive, «se non per la voglia che ho di sfogarmi. Chiedo aiuto perchè non sappiamo più come difenderci dal potere di questo sindaco che ha già cercato, alcuni mesi fa, di allontanare Briciola con un'ordinanza contingente ed urgente perchè abbaiando disturbava, ordinanza che il Tar ha bloccato.
Questa nostra vittoria, la vittoria della giustizia e la gioia che ho provato si è però presto strozzata in gola perchè il sindaco, cacciatore convinto, ha subito fatto un'altra ordinanza per allontanare il mio cane, questa volta però perchè, a detta sua, il giardino (di ben 75 mq) dovrebbe essere pavimentato per ospitare Briciola altrimenti è un pericolo per la salute pubblica ed il cortile secondo il sindaco dovrebbe avere anche l'attacco fognario, ma tutto ciò è assurdo e non è legale e la Lav dice che è tutto campato in aria».
Con una vicenda così è difficile tenere a bada quelle voci che sempre girano in questi casi: «invidie», «interessi personali», magari la politica o chissà quale storia intrecciata che è montata sempre più fino a sfuggire di mano.

«Insomma c'è un piccolo esercito, come dice il nostro avvocato», scrive ancora Nicoletta, «che non ha altro da fare se non prendersela con un povero cane, invece di controllare l'inquinamento della città , l'inquinamento da anticrittogamici e pesticidi del Fucino, le stalle che ancora si trovano all'interno dei paesi e sotto le abitazioni civili e tant'altro ancora. Ma allora è proprio vero che il potere è forte con i deboli e debole con i forti. E le domando ancora e domando a chi ci governa, a chi amministra questa Italia che vedo sempre più degradarsi, sento sempre più indifferente e cattiva: è così che si fa politica? è così che si persegue il bene dello stato, degli animali, della salute ed il nostro? Può un cane essere un pericolo per la salute pubblica? E perchè io devo aver paura di vedere la divisa di un poliziotto e pensare che sia lì per me, per prendere Briciola».
«C'è una legge che tutela i cani dai sindaci senza cuore?», si domanda infine la ragazza che non risparmia parole dure verso “quell'orco” che in questo caso è il primo cittadino che impersona anche la politica, la giustizia e la legge ad Avezzano.

A questa lettera accorata avrebbe dato risposta anche il Ministero della Sanità .
Con una e-mail, infatti, la segreteria del ministro avrebbe annunciato direttamente alla padroncina di Briciola un sopralluogo.
Ora però il cane sarebbe costretto a rimanere in casa e non più nel piccolo giardino.
Il sindaco Floris si è riservato di rispondere sulla questione.

14/06/2007 19.22