Contraffazione, 11 arresti. In manette anche l'ex campione Vito Taccone

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AGGIORNAMENTO (19.00)AVEZZANO. 11 arresti, tra cui spicca il nome celebre di Vito Taccone, ieri campione del ciclismo abruzzese oggi imprenditore e titolare di una azienda che produce abbigliamento sportivo, e il sindaco di Aielli. La guardia di Finanza di Avezzano ha smantellato una organizzazione che aveva fatto del commercio d'abbigliamento falso il proprio businnes. Maglie, felpe, pantaloni, cinture tutte rigorosamente falsi e imitazioni di marchi ben più prestigiosi e costosi.
Due gli anni di indagini, condotte dalle Fiamme Gialle insieme ai carabinieri, tutti coordinati dalla procura della repubblica di Avezzano, che hanno permesso di ricostruire il lavoro della banda.
Le manette sono scattate questa mattina ai polsi di 11 persone tutti residenti tra Abruzzo e Campania che dovranno rispondere dell'accusa di associazione a delinquere finalizzata al commercio tramite l'utilizzo di falsa documentazione fiscale, furto aggravato e ricettazione. 22 le perquisizioni domiciliari effettuate anche in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che hanno riguardato persone a vario titolo collegate con l'organizzazione.
Secondo l'accusa la banda si sarebbe resa responsabile anche di truffe ai danni di ignari fornitori di abbigliamenti di provenienza lecita, pagati sistematicamente con assegni privi di copertura o a mezzo di proventi illeciti.

IN MANETTE ANCHE IL SINDACO DI AIELLI

Non c'è solo il ciclista Taccone tra gli arrestati eccellenti dell'operazione di questa mattina. Un'altra ordinanza di custodia cautelare è stata presentata a Giuseppe Di Natale, 43 anni, sindaco di Aielli, provincia dell'Aquila. L'accusa per lui è di corruzione in riferimento alle licenze rilasciate all'azienda di cui è titolare l'ex campione della bicicletta.
Una delle 11 persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare si trova all'estero e non è stato arrestato.
Si tratta di Salvatore Longo, 34 anni, originario di Napoli. In carcere sono finiti anche Giovanni Maisto, 50 anni, di Napoli, ritenuto il capo dell'organizzazione; Marco Voccia, 39 anni, di Napoli; Vittorio Cecere 53 anni, di Altovilla di Irpinia; Stefania Coppola, 57 anni, di Pomigliano d'Arco; Luigi Iodice, 47 anni, di Napoli; Carmine Di Stefano, 47 anni, di Napoli. SI trova agli arresti domiciliari Antonio Maddaloni, 50 anni, anch'egli di Napoli mentre l'obbligo di dimora è scattato per Annunziata Amato, 45 anni, di Napoli, e Giuseppe Di Natale, 43 anni, sindaco di Aielli (L'Aquila).

ALTRI 30 INDAGATI A PIEDE LIBERO

Nell'inchiesta sono inoltre coinvolte un'altra trentina di persone di varie regioni italiane, tutte denunciate a piede libero. Le indagini sono scattate a seguito di una denuncia presentata ai carabinieri contro Giovanni Maisto, denuncia che però non c'entrava nulla, almeno inizialmente, con l'organizzazione scoperta successivamente.
Il ruolo di Taccone, secondo l'accusa, era quella di finanziatore. L'organizzazione, che comprava merce contraffatta un po' da tutta Italia, veniva inizialmente stoccata nei magazzini di Taccone per poi essere rivenduta sia al dettaglio che a negozianti ignari dell'incauto acquisto.
Sempre nell'azienda di Aielli di Vito Taccone gli investigatori hanno anche rinvenuto capi risultati rubati a Perugia e alcuni scatoloni contenenti altri indumenti già sequestrati, poi spariti nuovamente, che recavano ancora le firme degli operatori di polizia giudiziaria che avevano provveduto al
sequestro. L'indagine potrebbe riservare ulteriori sviluppi.

TACCONE IL CAMPIONE E I SUOI PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA

Grande sorpresa per l'arresto di Taccone, passato alla storia come il Camoscio d'Abruzzo. L'ex campione, oggi imprenditore e opinionista televisivo alla bisogna ha più volte affermato che la sua vittoria più grande è stata quella di aver superato ben 41 controlli anti-doping uscendone sempre pulito. Nella sua carriera agonistica ha percorso 542.000 km, vincendo 5 tappe al Giro d´Italia e partecipando a ben 9 Campionati del Mondo, arrivando sempre e comunque al traguardo.
Ad uno dei Campionati del mondo a cui ha partecipato ha avuto il sospetto di aver perso per un "borraccino" che forse avrebbe potuto contenere della "dinamite" che gli ha procurato appannamento di riflessi tanto da farlo uscire di strada, perdendo un´ottima opportunità.
Terminata l'attività agonistica ha intrapreso quella di imprenditore fondando prima una azienda che produce liquori e, successivamente, una fabbrica per abbigliamento sportivo. Negli ultimi anni ha tentato anche l'avventura politica. Si è presentato alle elezioni provinciali dell'Aquila e, proprio nel mese di maggio scorso, si è candidato sindaco, con una sua lista, alle elezioni amministrative di Avezzano. Quella di oggi non è la prima disavventura giudiziaria: il 5 marzo del 1982 ottiene dalla Corte d'Appello dell'Aquila l'amnistia per i reati di lesioni personali gravi e rissa. In primo grado il ciclista abruzzese era stato condannato dal tribunale di Avezzano a tre anni e tre mesi di reclusione, di cui un anno e nove mesi condonati. Il 12 febbraio 1973 Taccone e altri dieci avezzanesi si azzuffarono per futili motivi in pieno centro nella città abruzzese, intervenne la
polizia che, dopo aver sedato la rissa ne denunciò gli autori.
Il 30 marzo del 1985 Taccone finisce in manette insieme ad altre due persone nell'ambito delle indagini di un 'raid' compiuto in un albergo di Avezzano causato da motivi di vendetta per una vicenda di bische clandestine e di assegni a vuoto. Il popolare ciclista degli anni '60-'70 verrà scarcerato il 9 aprile dello stesso anno ottenendo la libertà provvisoria.

14/06/2007 11.20