Confesercenti:«bloccare lo scellerato piano dei parcheggi a pagamento»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Confesercenti:«bloccare lo scellerato piano dei parcheggi a pagamento»
PESCARA. Troppi parcheggi a pagamento? Regime restrittivo e vessatorio per i turisti? “Desertificazione” del centro cittadino? Chissà quali saranno le conseguenze del nuovo piano traffico studiato dall’amministrazione comunale e quali gli effetti sulla nuova organizzazione dei parcheggi a pagamento in città. Quello che appare certo è che l’argomento, per come lo si voglia vedere, rimane caldo. A protestare in maniera veemente è oggi la Confesercenti di Pescara che grida alla «morte del commercio».
In principio furono i sensi unici e le rotatorie, Portanuova e moltissime altre zone della città ingolfate dal traffico e invivibili nelle ore di punta. Poi c'è stata la protesta generalizzata con la raccolta di firme e la proposizione di un referendum che appare molto sentito dalla cittadinanza.
E' seguita poi la polemica sull'affidamento dei lavori dell'area di risulta che a sorpresa conteneva “l'effetto collaterale” della gestione di circa 5mila parcheggi della Ztl (pieno centro cittadino) potendone intuire anche le cifre (circa 5 euro al giorno).
Solo di recente poi la giunta D'Alfonso ha firmato il bando per l'affidamento in gestione di altri 2500 parcheggi a pagamento che riguardano le altre zone della città.
Sono moltissime le vie che vedranno spuntare parcheggi a pagamento.
«Presto Pescara potrebbe trasformarsi in un grande parcheggio a pagamento. Il nostro stupore deriva non soltanto dall'assurdità della proposta, ma anche dalla scarsa tempestività con cui viene lanciata», afferma la Direzione provinciale di Confesercenti Pescara.
«La nostra città ha bisogno di una mobilità più fluida, di organizzare eventi che attraggano turisti e consumatori, di introdurre elementi di innovazione. Invece, dopo quattro anni di ritardi su troppi fronti, ora l'amministrazione comunale vorrebbe introdurre la sosta a pagamento praticamente dappertutto, senza aver prima previsto quelle soluzioni alternative come i parcheggi di scambio e il potenziamento dei trasporti pubblici. In questo modo» dice la Direzione provinciale «ci sarà un solo effetto: che il commercio, linfa vitale dell'economia metropolitana, subirà un colpo mortale a solo ed esclusivo vantaggio della grande distribuzione che ha già svuotato interi quartieri della città. Senza considerare l'impatto negativo che questo provvedimento potrebbe esercitare sul sistema turistico, proprio all'inizio della stagione estiva».
Per Confesercenti «la proposta ventilata dall'amministrazione va bloccata subito, senza ulteriori tentennamenti. Abbiamo assistito a teatrini durati mesi su grandi alberghi, privatizzazione dei parcheggi dell'area di risulta, battibecchi fra onorevoli. E intanto a Pescara continua a mancare un Piano di marketing turistico, la città continua ad essere vuota, continua a mancare un sistema di trasporti pubblici adeguato, continuano ad esistere zone completamente dimenticate dall'amministrazione. Ora le imprese di Pescara dicono un forte no all'ipotesi di chiudere la città».
La Direzione di Confesercenti provvederà a consegnare nelle mani del sindaco il verbale dell'affollatissima assemblea dell'8 maggio del 2003, quando nella sua sede di via Raiale centinaia di imprenditori avevano assistito al confronto fra gli allora due candidati sindaco: Luciano D'Alfonso e Carlo Masci. In quel verbale, sottolinea l'organizzazione produttiva, «sono elencati gli impegni che D'Alfonso prese con gli imprenditori commerciali e turistici su mobilità e commercio, rimasti in larga parte lettera morta».

13/06/2007 8.40

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