Termovalorizzatore: tanti rifiuti, un esposto:«è pericoloso»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Per chi è contrario al progetto, la città starebbe per rivivere l'incubo delle lotte sostenute dai cittadini una ventina di anni fa per contestare l'insediamento dell'inceneritore dei rifiuti solidi urbani che venne realizzato nonostante le sommosse popolari nel fondo Valle Alento e che non ha mai funzionato. Oggi Cristiano Vignali, responsabile giovanile della Fiamma Tricolore ha inviato un esposto alla Procura per la questione termovalorizzatore in costruzione in contrada Casoni. CARAMANICO: «TERMOVALORIZZATORI LONTANI DAI CENTRI ABITATI» - GLI AMBIENTALISTI DICONO NO - ABRUZZO TERRA DI TERMOVALORIZZATORI 
«Chi risarcirà i danni provocati all'ambiente ed alla popolazione dalle sostanze nocive emesse dal termovalorizzatore? Chi ha nominato tra i due rappresentanti del Comune un dipendente della Deco che sta costruendo l'impianto di Casoni ? E' lecito che la Deco, alla quale sarebbe stata affidata la costruzione dell'impianto di Casoni, ha finanziato alle scorse elezioni regionali, guarda caso, proprio la Margherita, i DS e lo Sdi?».
Queste sono solo una parte delle domande che Vignali ha presentato in un esposto presentato ieri alla Procura di Chieti.
Il tema centrale è sempre quello del termovalorizzatore che sta facendo rivivere la paura di vecchie battaglie locali.
«Già per la sua costruzione dell'inceneritore di Valle Alento», ricorda Vignali, «sono stati sperperati circa nove miliardi di vecchie lire a fondo perduto, poiché attualmente è abbandonato fatalmente al suo destino crudele. E' quasi completamente distrutto con le aree circostanti alla sua struttura adibite a canile comunale».
Le prime preoccupazioni del nuovo termovalorizzatore sono arrivate qualche settimana fa dal coordinamento della Base che ha contestato le scelte politiche fatte ad ogni livello comunale e regionale in materia di rifiuti.
Beppe D'Angelo, responsabile del coordinamento ha spiegato che con una determina regionale sulla spianata della vecchia fornace di Casoni (oggi adibita a discarica) era stata autorizzata la costruzione di un impianto per il trattamento meccanico – biologico dei rifiuti per complessive 270.000 tonnellate annue di materiale finalizzato al recupero dei rifiuti trattati.
Ma Chieti produce in un anno appena 30.000 tonnellate lorde di immondizia .
«Utilizzando una interpretazione di una seconda determina
Esplicativa», spiega oggi Vignali, «la Deco, che starebbe realizzando
l'impianto a Casoni, sta iniziando a costruire non l'impianto previsto ma un altro per la bioessiccazione dei rifiuti, ovvero il termovalorizzatore, che è stato inserito nel Piano Regionale sui rifiuti, una struttura che dovrebbe estendersi su una superficie di 36.000 mq. La Regione, in pratica, sta percorrendo dieci anni dopo le stesse scelte che dieci anni fa fece la Campania con i disastri che oggi sono sotto gli occhi di tutti».


12/06/2007 10.24