Inchiesta sull’Urbanistica: aumentano le pressioni sulla giunta D’Alfonso

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta sull’Urbanistica: aumentano le pressioni sulla giunta D’Alfonso
PESCARA. Progetti vecchi e nuovi, quelli già approvati e quelli in itinere, errori veri e presunti di computo della cubatura, accordi di programma interpretati in maniera estensiva e c’è chi continua a sostenere mazzette. Continuano le indagini della squadra mobile di Pescara che negli ultimi giorni ha continuato ad ascoltare persone e a studiare la mole di documenti per scovare segni, indizi, magari prove di favori più o meno alla luce del sole.
Gli indagati sarebbero più di 13. Oltre agli imprenditori anche alcuni politici, più di uno.
Sono poche tuttavia le indiscrezioni che trapelano in questo momento molto delicato.
Sarebbero stati ascoltati anche alcuni dipendenti comunali e qualche dirigente. Qualcuno avrebbe reso «elementi utili» per il prosieguo delle indagini. Altri, invece, si dicono certi che la cosa si spegnerà presto e che «la polizia non riuscirà a trovare nulla».
Allo stato attuale si tratterebbe di «poca cosa» e, dunque, di fatti e di eventi marginali che sarebbero ben lontani dal “sistema Pescara” pure paventato nella prim'ora.
Una cosa è conoscere certe usanze, un'altra è riuscire a provarle…
Sembrerebbe che anche il raggio d'azione delle indagini si sia tuttavia allargato e starebbe includendo altre operazioni urbanistiche in itinere come per esempio l'operazione che riguarderebbe il terreno dell'ex Camuzzi di cui pure si è tornati a parlare dal punto di vista amministrativo.
Sembrerebbe che dietro il progetto delle torri (anche qui) ci sia parecchia agitazione; un progetto sarebbe già pronto ma stenterebbe a passare in commissione e poi in consiglio.
Nel frattempo quel terreno grazie proprio alla ripianificazione generale ha aumentato il suo valore di ben otto volte.
Qualcuno però parla di «cubatura in eccesso», i responsabili del progetto invece assicurano che si tratta di appena 800 metri cubi in più su quasi 20mila e che il progetto sarebbe già stato emendato.
Ma questo avrebbe già fatto imbufalire proprietari e costruttori.
Insomma, a finire sotto la lente di ingrandimento della procura potrebbe essere persino l'intero Prg e le diverse varianti adottate nel corso si molti anni. E dietro ogni variante, ogni istanza e richiesta potrebbe esserci dell'altro…
Ma in procura sarebbero sfilati anche testimoni chiave importanti che avrebbero svelato i metodi di pagamento, le tariffe e le valigette passate di mano in mano.
Qualcuno avrebbe parlato di «pressioni» e «delle rate» e di come sia stato costretto ad affittare in nero un capannone per poter poi veicolare direttamente i soldi dell'affitto non fatturati a persone vicine ad ambienti politici.
Notizie che per ora non trovano conferma e che risultano anche difficili da verificare. In questi momenti sono moltissime le voci che circolano alimentate anche da leggende metropolitane.
Ma sembra solo questione di tempo e gli elementi in mano alla procura saranno chiari.
Quanto tempo occorrerà è però difficile dirlo.
Confessioni a piene mani sono però sempre possibili in ogni istante, ma finora sembrerebbe che nessuno abbia collaborato in «maniera piena ed incondizionata».

UN POSTO AL SOLE: I PARCHEGGI ESTIVI NELLA PINETA NORD

Così, dopo le rivelazioni dei giorni scorsi sul presunto baratto per le aree dei parcheggi estivi nei pressi delle Naiadi e le intermediazioni presunte, Alleanza nazionale non si lascia sfuggire l'occasione ed attacca sindaco e amministrazione e denuncia i «soliti nomi, amici degli amici» e presunti conflitti di interesse.
Dietro sempre lo spettro di speculazioni edilizie mentre non si riescono a risolvere problemi concreti e tangibili per quanti vorranno recarsi al mare ad estate ormai partita.
«C'era un tempo in cui tutti davano tutto al Comune di Pescara, apparentemente gratis», spiega Lorenzo Sospiri, «era il tempo in cui alcuni imprenditori del mattone mettevano a disposizione, senza oneri, le aree per i parcheggi estivi a servizio della riviera nord; era il tempo in cui l'Azienda di Soggiorno, con il suo Commissario Farchione (che, guarda caso era anche il Presidente di Attiva) autorizzava lo sventramento del parco delle Naiadi per permettere il passaggio delle auto tra la riviera e i parcheggi (con buona pace degli ambientalisti); era il tempo in cui gli stessi amministratori che non volevano la filovia sulla strada parco, autorizzavano il passaggio delle auto sulla stessa (alla faccia della coerenza).Oggi quel tempo non c'è più».
«E' stato sufficiente l'intervento della Magistratura con l'acquisizione delle carte sull'urbanistica per mettere tutto in chiaro e il rispetto di qualche regola», ha proseguito il consigliere Marcello Antonelli, «altro che mecenatismo, altro che la grande e straordinaria capacità del sindaco D'Alfonso, novello Re Mida, di rendere gratuito ciò che gratuito non è mai stato. Si è ben compreso, infatti, che le aree erano rese disponibili in cambio di promesse ed impegni che, evidentemente, qualcuno aveva garantito e che oggi, con la “questione urbanistica” sotto i riflettori non può più assicurare».
«Altro che il “non cedo ai poteri forti” dell'assessore Di Biase», ha proseguito Sospiri, «che meglio avrebbe fatto a resistere (e se lo ha fatto nessuno se n'è accorto) alla svendita di mezza città al Gruppo Toto per tre decenni. O, forse, Toto non è un potere forte perché considera D'Alfonso il più grande politico dopo De Gasperi… Era il tempo, dell'ipocrisia e della demagogia da quattro soldi. Era un tempo che, siamo certi, non tornerà più, poiché con il vento da nord, la liberazione è vicina».

PDCI: «ESPROPRIO QUESTO SCONOSCIUTO»

Che il clima è arroventato lo si capisce bene anche dalle bordate che arrivano da sinistra. I Comunisti italiani della sezione Togliatti di Pescara sono duri e chiari.
«La gestione del territorio di Pescara, negli ultimi anni, è stata tale da non lasciare più spazio alla meraviglia. Dopo anni, se non decenni, di graziose concessioni, accordi di programma quanto meno discutibili, cementificazione selvaggia del territorio, cancellazione della spiaggia di Pescara, alberghi a cinque stelle sul mare, privatizzazioni di intere aree cittadine, non stupisce che a stagione balneare iniziata, una questione strategica come quella dei parcheggi non ha ancora trovato una soluzione».
Anche in questo caso il PdCI parla di “munificenza degli imprenditori” che «reclamano più prosaicamente un accordo con l'amministrazione che garantisca la remuneratività dell'operazione».
«Noi Comunisti», dicono, «non ci stupiamo del tentativo degli imprenditori di privilegiare i propri interessi rispetto a quelli della collettività, ma ci poniamo insieme a quella stragrande maggioranza di cittadini che non crede a Babbo Natale alcune domande semplici : perché l'anno scorso questi stessi imprenditori cedettero le aree in comodato gratuito al Comune senza nulla pretendere o proporre? E perché l'Amministrazione che ben conosceva la situazione del traffico a Pescara non ha per tempo predisposto gli strumenti normativi per l'acquisizione di quelle aree?
Dov'erano i talebani nei quattro anni trascorsi se la destinazione dell'area è a verde pubblico e poteva essere avviata una regolare procedura d'esproprio ?
Noi», conclude il PdCI, «attendiamo risposte esaurienti alle nostre domande e vogliamo conoscere quale, tra le strategie menzionate, oggi l'Amministrazione intende immediatamente adottare; in caso di mancato riscontro non esiteremo a rivolgerci anche noi al prefetto di Pescara per le soluzioni di sua competenza».
E in questi giorni è difficile non notare repentini cambi di strategie, prese di posizioni inconsuete ed uscite nuove, apparentemente casuali ma che invece tengono conto delle numerose forze che tutte d'un tratto si sono messe in movimento solo perché ci sono indagini della procura in corso...

LA PINETA A SUD RISCHIA ANCORA

Così la pineta sud rischia ancora spiacevoli aggressioni, nonostante vincoli chiari.
La denuncia arriva da Italia Nostra che fa notare come dopo la radicale trasformazione del villino Spatocco lungo il viale Primo Vere, nei giorni scorsi è stato sventrato un villino ad un piano in viale Scarfoglio.
«Sottoposta a vincolo con D.M. del 13.05.1965 ai sensi della legge 1497/39 sulla “Protezione delle bellezze naturali”», informa Italia Nostra, «l'intera zona è attualmente interessata da una serie di interventi di ristrutturazione che stanno alterando irreversibilmente i caratteri originari delle architetture liberty e del limitrofo paesaggio costiero. Costituisce fonte di preoccupazione, in particolare, la possibilità di demolire e ricostruire edifici storici che presentano caratteri di pregio i quali, anche se non soggetti a vincolo, testimoniano l'architettura della prima metà del Novecento.
Non rassicura che se ne preveda la ricostruzione con la stessa volumetria e la stessa sagoma, in quanto andranno comunque perdute la materialità dell'oggetto e l'antichità del manufatto che, nel migliore dei casi, sarà sostituito da copie “in stile”, anche se si riuscisse ad evitare il ricorso a materiali e stilemi moderni».
Per porre fine a tali operazioni e avviare una politica di salvaguardia dell'immagine della città sarebbe auspicabile, sempre secondo Italia Nostra, individuare forme di incentivi che, attraverso l'eliminazione degli elementi dissonanti, favoriscano «il ripristino dell'integrità tipologica e morfologica sia nei singoli edifici che in ambiti urbani più ampi».
08/06/2007 7.56