Omicidio di Montesilvano. Arrestato il figlio della convivente

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Omicidio di Montesilvano. Arrestato il figlio della convivente
AGGIORNAMENTO 14.30 MONTESILVANO. Una lite scoppiata in famiglia, poco prima delle 2 di questa notte. Moglie e marito alzano la voce, discutono animatamente. Poi all'improvviso l'uomo cade a terra, ucciso da un colpo mortale. In tarda mattinata l'arresto del figlio della convivente. E ora la donna, indagata per concorso in omicidio, attacca «era un violento, tornava a casa ubriaco e mi maltrattava». (Nella foto la vittima)  
Si chiamava Giuseppe Nino Canestrale, 54 anni e viveva nel suo appartamento di via Romagna 4 con la moglie, il figlio della donna e la sorella.
I carabinieri di Montesilvano stanno ricostruendo da questa notte l'intera vicenda che appare al momento ancora incerta e piena di lacune.
In caserma stanno sfilando tutti gli abitanti della casa.
Vengono ascoltati separatamente e ognuno di loro dovrà spiegare cosa è successo ma anche quali erano i rapporti tra marito e moglie, se le liti erano frequenti, quali erano i motivi dei diverbi.
Grazie alle loro testimonianze i militari dovranno capire chi ha inferto la coltellata mortale, presumibilmente con un coltello da cucina, se si sia trattato di un gesto di follia, di rabbia.
O ancora se si sia trattato di una reazione a qualche minaccia, un tentativo di difesa.
Al momento nessuno avrebbe confessato.
Le notizie sono ancora frammentarie e c'è molta cautela.
Quello che è certo è che l'omicidio è scaturito a seguito della lite dei due coniugi ma non si conoscono i motivi della litigata.
Quando l'uomo si è accasciato a terra è stata la stessa moglie a chiamare i carabinieri e l'ambulanza.
Ma i medici arrivati sul posto hanno potuto constatare solo il decesso della vittima e i militari hanno trovato Canestrale riverso in una pozza di sangue e hanno invitato i parenti a seguirli in caserma.

11.40 Emergono nuovi particolari dell'omicidio avvenuto questa notte nell'appartamento di via Romagna. L'uomo sarebbe stato colpito intorno all'1 e 30 con tre colpi «di arma bianca», presumibilmente un coltello da cucina ma si pensa anche ad un paio di forbici.
Tre i colpi mortali, due inferti al torace e uno alla base del collo. Nell'appartamento dove è avvenuto l'omicidio i carabinieri confermano la presenza della convivente dell'uomo (i due non erano sposati), del figlio della donna e la sorella. E' certo che nella casa non sia entrato nessun altro estraneo. I tre sono stati ascoltati a lungo come persone informate dei fatti ma nessuno avrebbe confessato l'omicidio, né sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati.
I carabinieri al momento non avrebbero chiarito nemmeno l'argomento che avrebbe fatto scatenare la lite tra la vittima e il suo assassino.

ARRESTATO IL FIGLIO DELLA CONVIVENTE

ORE 12.40.
C'è un arresto. Si tratta del figlio della convivente, Massimiliano Di Pietro, 38 anni, accusato di omicidio volontario. Il provvedimento è scattato in seguito alle versioni fornite dai testimoni. Al momento sarebbe stata sentita per la seconda volta anche la donna e convivente dell'uomo ammazzato, Fraca Susi, 55enne, indagata per concorso in omicidio volontario.
Oltre alle testimonianze rese singolarmente dai testimoni ad avvalorare i sospetti sul figlio sarebbero state anche alcune ferite alle mani compatibili con l'uso di un paio di forbici,
trovate nell'appartamento dove c'e' stato l'omicidio.
Le forbici sarebbero spezzate, di circa dieci centimetri, e gli inquirenti le definiscono appuntite.
Era chiaro fin dall'inizio che gli attori del delitto erano ristretti all'ambito familiare e che non vi potevano essere stati interventi di altre persone.

IL LAVORO CHE NON C'ERA E LE CONTINUE DISCUSSIONI

ORE 13.50. Un diverbio per futili motivi sarebbe alla base dell'omicidio di Canestrale.
Il litigio sarebbe scoppiato tra l'uomo e la sua convivente quando erano soli in casa.
La vittima era senza lavoro da molti mesi e questo era un argomento di discussione sempre più frequente per la coppia. I vicini di casa lo hanno descritto come una persona tranquilla e silenziosa e questa notte avrebbero sentito distintamente l'ennesimo litigio.
I due avrebbero discusso a lungo e animatamente, poi in un secondo momento sarebbe rincasato il figlio della donna che con le forbici in pugno ha deciso di mettere fine agli alterchi.
Ad omicidio già compiuto, poi, sarebbe arrivata in casa anche la sorella della donna, la quarta persona residente nell'appartamento.

LA CONVIVENTE: «MI MALTRATTAVA»

ORE 14.30
«Tornava a casa ubriaco, mi maltrattava». Questo è quanto ha raccontato stamattina Franca Rosanna Susi ai Carabinieri nel corso dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero Gennaro Varone.
La convivente della vittima, che è indagata per concorso in omicidio volontario, ha spiegato al magistrato che la tragedia scoppiata questa notte non è stato altro che un gesto probabilmente dovuto all'esasperazione.
Un tentativo del figlio della donna di mettere fine ad una lunga serie di abusi e maltrattamenti che secondo la Susi erano frequenti.
E ieri sera nel corso dell'ultima fatale litigata, secondo quanto ricostruito dalla donna, il compagno l'avrebbe presa per il collo facendola cadere all'indietro. La caduta avrebbe causato la perdita di conoscenza cosicché non avrebbe visto quanto avvenuto.
Per domani è prevista l'autopsia sul corpo di Canestrale, affidata al medico legale Cristian D'Ovidio


07/06/2007