Corteo pro Br, solo la pioggia ha fermato gli eversivi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. 200 persone sono arrivate all'Aquila ieri per il corteo promosso da quella che si autodefinisce l'area movimentista-eversiva. Una manifestazione di protesta contro il regime del carcere duro previsto dall'articolo 41 bis organizzato nei giorni scorsi grazie ad un tam tam via internet. Luogo scelto per la protesta il capoluogo abruzzese e il suo penitenziario dove é detenuta anche Nadia Desdemona Lioce delle Nuove Br. LE REAZIONI POLITICHE
I manifestanti sono partiti dopo le 11 da piazza della Fontana Luminosa, hanno attraversato le vie del centro cittadino, scortati da polizia e carabinieri. Un dispiegamento di forze dell'ordine che forse la città non aveva mai visto. Si temevano scontri, che per fortuna non ci sono stati ma la tensione è stata alta.
Non sono mancati slogan, striscioni, scritte con spray sui muri che invocavano «libertà per i prigionieri» o ancora «da Poggio Reale all'Ucciardone evasione».
Non sono mancate nemmeno parole di disprezzo contro la Polizia, il papa, o l'agente Filippo Raciti, ucciso tre mesi fa in Sicilia dopo gli scontri tra forze dell'ordine e ultras.
Quella di ieri è stata una giornata inquietante, per alcuni preoccupante e immagine di come in Italia forse c'è qualcosa che non va. E proprio mentre L'Aquila veniva imbrattata anche a Bologna è comparsa una scritta «terrorista è lo stato», sotto casa di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso proprio dalla detenuta aquilana.
Alle 13 poi il corteo è arrivato davanti al carcere, per cominciare il sit in di protesta. Il folto gruppi è arrivato a Costarelle di Preturo, dove si trova il penitenziario, su tre pullman affollatissimi, sempre sotto la scorta di polizia e carabinieri.
I manifestanti si sono sistemati sul prato a qualche decina di metri dal carcere ma sono stati costretti dalla pioggia ad andare via prima del previsto.
Obiettivo della manifestazione, come hanno spiegato gli stessi manifestati, «organizzare una rete di solidarietà, come presupposto per la lotta alla tortura dell'isolamento, della differenziazione, ell'annientamento, e quindi dell'istituzione carceraria nel suo complesso».

Erano tantissimi gli esponenti politici che in settimana avevano richiesto di fermare il corteo. Contrari all'iniziativa la deputata Idv Silvana Mura, («in una manifestazione simile si configurerebbe l'apologia di reato») e Maurizio Gasparri e Domenico Gramazio di An, che hanno presentato due interrogazioni al ministro Giuliano Amato. Scettico anche il senatore Gramazio: «è assurdo che il prefetto dell'Aquila e il questore abbiano autorizzato un corteo di solidarietà agli assassini di D'Antona e Biagi, detenuti proprio nel carcere del capoluogo abruzzese».

«Pur non condividendo la manifestazione di oggi», ha prontamente risposto il Coisp, Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle Forze di Polizia, «siamo garanti, come prevede la Costituzione, della libertà di tutti di poter manifestare liberamente il proprio pensiero». E il sindacato ha anche ricordato che «se la manifestazione, come sembra è in sostegno alla brigatista Nadia Desdemona Lioce, è bene ricordare che la Lioce è stata definitivamente condannata all'ergastolo dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione ed è la prima condanna che passa in giudicato nei confronti delle nuove Brigate Rosse»
E mentre sul prato la solidarietà ai detenuti veniva scandita da slogan gridati al megafono dalla finestra di una cella del carcere, qualcuno ha sventolando una bandiera di colore rosso. Un segnale di vita da dietro le sbarre, forse una specie di ringraziamento.
Per Forza Italia aver permesso la manifestazione è stato come «infangare la memoria delle vittime delle Br . E' la prova lampante che in Italia il fiancheggiamento ai terroristi viene tollerato.
Internet è diventato ormai una zona franca per gli amici delle Br».
Nelle stesse ore il ministro Mastella, ha fatto rispedire una nota stampa per ricordare che il regime speciale del 41 bis ha una «straordinaria importanza come strumento di contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e contro il terrorismo interno e internazionale».
Per il Circolo di An "Progetto L'Aquila" «il corteo di oggi ha lasciato tutti senza parole, per il forte disprezzo nei confronti delle istituzioni e la mancanza di rispetto per la nostra città.
«Le scritte sotto la casa della famiglia Biagi inneggianti al terrorismo e i cori a L'Aquila», ha commentato invece il deputato dello Sdi Angelo Piazza, « contro Marco Biagi sono l'ennesimo fango ignobile che folli delinquenti ancora provano a gettare sulla memoria di un eroe».

04/06/2007 10.03

LE REAZIONI: MIS :«NESSUN ASSESSORE IN GIUNTA DI RC»

«Il corteo, tenutosi ieri a L'Aquila, ha rappresentato un episodio di rara gravità» ha affermato il neo consigliere della I° Circoscrizione del Comune di L'Aquila Maurizio Dionisio. «Oltre ai gravi e reiterati reati commessi (istigazione a delinquere, associazione sovversiva e danneggiamenti ), i palazzi del centro storico sono stati imbrattati da scritte deliranti, e solo grazie all'immediato intervento dei tecnici del Comune lo scempio è stato in parte attenuato. L'aspetto, però, più grave della vicenda è dato dalla presenza nel corteo di un alto esponente di Rifondazione Comunista di L'Aquila, Giulio Petrilli (ex segretario provinciale, nonché presidente di un ente territoriale) che ha dato inequivocabili segni di connivenza con i manifestati. Pertanto il Sindaco Cialente deve prendere atto di tale circostanza - in primis mediante una chiara e ferma condanna di quanto accaduto - ed astenersi dal nominare esponenti aquilani di R.C. all'interno della giunta che sta per essere varata. Questo assunzione di responsabilità del neo Sindaco è un atto dovuto verso i suoi elettori di centro sinistra e verso la Città di L'Aquila che non merita cotanta barbarie» ha concluso Maurizio Dionisio.
04/06/2007 11.59

L'IRA DELL'ASSOCIAZIONE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO

L'Associazione Vittime del terrorismo e della mafia 'Domus Civitas' chiama in causa il ministro dell' Interno, il questore e il prefetto dell' Aquila per la manifestazione organizzata ieri.
Il presidente dell'Associazione, Bruno Berardi, ha fatto sapere di aver dato mandato all'avvocato Luciano Randazzo di Roma di presentare un esposto presso la procura della Repubblica dell' Aquila e Roma nei confronti del ministro dell'Interno, del questore e il prefetto dell' Aquila perché sia valutata «l'ammissibilità dell' autorizzazione concessa a un modesto gruppo di persone prevalentemente fiancheggiatori che inneggiavano all'omicidio Biagi e anche contro i martiri di Nassiriya , e dell'ispettore Raciti».
Berardi sottolinea che copia degli atti verrà inviata anche al Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, per le sue eventuali valutazioni.

«GIUSTO RIFLETTERE SUL 41BIS»

«E' giusto riflettere sull'applicazione del 41 bis, così come di ogni altra pena,
compreso l'ergastolo, che non si renda compatibile con i
principi compresi nell'articolo 27 della Costituzione, laddove
viene stabilito che le pene devono tendere alla rieducazione del
condannato»: lo afferma il presidente della Commissione
Giustizia della Camera, Pino Pisicchio. «Ciò che non è accettabile, invece - aggiunge Pisicchio
é affrontare il dibattito come esito di una manifestazione, come quella che si è svolta a L'Aquila, carica di ambiguità e di complici condivisioni sul terrorismo e sulla lotta armata
come strumento politico».

GASPARRI, 41 BIS VA MANTENUTO SENZA ESITAZIONI

«E' drammatico quanto avvenuto tra L'Aquila e Bologna. Il clima di permissivismo causato dal
governo Prodi induce l'estrema sinistra ad inneggiare nelle
strade d'Italia ai terroristi delle Brigate Rosse», ha detto invece Maurizio Gasparri, dell'Esecutivo di An. «Perché - spiega - se a Bologna le scritte sono state fatte nottetempo, a L'Aquila si è marciato in pieno giorno nelle strade inneggiando ad assassini detenuti nella città abruzzese.
La richiesta principale dei manifestanti dell'estrema sinistra é quella di abolire il 41 bis. An si onora di aver fatto prorogare nella legislatura '96-2001 il 41 bis con una mia proposta di legge e di aver contribuito a rendere definitiva questa norma nell'ordinamento penitenziario. Il 41 bis - aggiunge Gasparri - va confermato. Si tratta di una misura decisiva per stroncare la mafia ed il terrorismo».

04/06/2007 14.16

L'INDIGNAZIONE DI CIALENTE

«Esprimo la più profonda indignazione per quanto accaduto ieri all'Aquila nel corso del corteo dell'area movimentista eversiva. Il capoluogo abruzzese si sente fortemente offeso per gli slogan indecenti urlati dalla gran parte dei partecipanti, che hanno vilipeso le forze dell'ordine e la memoria gli uomini dello Stato i quali. adempiendo al loro dovere, sono caduti per mano dei terroristi».
Così il neo sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente che ha espresso solidarietà alle famiglie dei Martiri di Nassyria, di Marco Biagi e Massimo D'Antona, dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, e «di tutti i fedeli servitori dello Stato che sono giunti fino all'estremo sacrificio per compiere il loro dovere per l'Italia, e il cui ricordo è stato vergognosamente infangato da chi non ha la più pallida idea di cosa sia il rispetto e la democrazia».
«L'Aquila», ha detto Cialente, «è una città che fa della tolleranza e della democrazia i principi cardini del suo tessuto sociale. Per questo, ognuno può venire all'Aquila per manifestare liberamente la propria idea e per esprimere in modo democratico il proprio punto di vista. Ma a nessuno è permesso di venire per abbandonarsi a manifestazioni che con il libero pensiero non hanno niente a che fare. L'iniziativa di ieri poteva anche essere animata dalle migliori intenzioni, per sensibilizzare l'opinione pubblica su un argomento di estrema attualità come il cosiddetto “carcere duro”, lasciando a ognuno di noi la libertà di condividerla o meno. Ma per nessuna ragione doveva rappresentare un momento di inqualificabile attacco alle istituzioni, ai loro rappresentanti che sono rimasti vittime del terrorismo e alla stessa Città dell'Aquila».
04/06/2007 14.23

INFORMATIVA DELLA QUESTURA ALLA PROCURA

La questura dell'Aquila ha rimesso un'informativa alla Procura della Repubblica.
La notizia di reato fa riferimento, genericamente, ad una serie di comportamenti tenuti dai manifestanti che durante il corteo.
La Digos sta valutando il materiale a disposizione per l'identificazione degli eventuali responsabili.

04/06/2007 15.38