Cultura a L'Aquila: «lacune spaventose da colmare»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Gianfranco Cerasoli, del coordinamento nazionale Uil Beni e Attività Culturali ha inviato una lettera al sindaco neo eletto dell'Aquila Massimo Cialente per affrontare il delicato problema del settore. E sulla metropolitana chiarisce: «non possiamo permettere sventramenti come è successo a Roma»
In tutte le realtà locali i dati parlano di una costante e progressiva
crescita della domanda di cultura, tra il 2004 ed il 2006 la crescita
dei consumi destinata alla cultura ha fatto registrare in termini
assoluti un aumento della spesa media mensile superiore al 3,8% più
delle spese per abbigliamento, comunicazione,sanità e altri beni e
servizi.
Le indagini multiscopo dell'Istat mostrano come dal 1997 al 2006 sia
costantemente aumentata la quota di popolazione che si dedica al tempo
libero dal 51% al 66% per attività teatrali,musicali,mostre,concerti
e festival culturali che hanno programmazioni relative ai 12 mesi
dell'anno e non limitate solo a particolari momenti o periodi come nel
caso della Perdonanza Celestiniana.
«Infatti», scrive Cerasoli, «su scala nazionale i dati relativi ad
esempio ai circuiti museali di proprietà comunale registra un più
13,1% rispetto ad un più 5,6% dei musei statali».
Questo dimostra, secondo il responsabile Uil «come una città se ha la
capacità di costruire un progetto culturale su 365 giorni l'anno non
potrà che goderne dei benefici in termini di ricaduta economica
diretta e indiretta».
Una recente indagine della facoltà di Economia dell'Università di
Torino ha rilevato che per ogni euro investito dai Comuni in Cultura
la ricaduta sul sistema economico cittadino e di ben 21euro.
«Questa città», scrive ancora Cerasoli, «ha nel settore dei Beni e
delle Attività Culturali una potenzialità enorme, sottovalutata da
quanti sino ad oggi e specie in questi ultimi 10 anni hanno ricoperto
l'incarico di Sindaco o di assessore alla cultura che si solo limitati
a gestire la ripartizione dei pochi fondi alle associazioni».
Ovviamente le potenzialità per potersi sviluppare hanno bisogno di
progetti e L'Aquila sotto questo punto di vista «presenta delle
lacune spaventose poiché dal mio osservatorio a livello nazionale
posso affermare che nel settore dei beni e attività culturali le
risorse finanziarie ci sono e possono essere utilizzate ma per farlo
occorre avere capacità di guardare avanti assegnando a tale comparto
un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo che dovranno portare
avanti il Consiglio Comunale e la nuova giunta»
E Cerasoli parla anche della metropolitana: «specie per la parte
relativa al centro storico deve essere guardata sotto l'aspetto legato
al rispetto della tutela poiché questa città deve essere promozionata
e valorizzata e non può permettersi sventramenti come quello di via
Roma».
Il responsabile chiede così l'istituzione di uno specifico assessorato
ai Beni e alle Attività Culturali «che si occupi di musei
biblioteche,spettacoli dal vivo,associazionismo culturale ,ecomusei,
beni archeologici,architettonici,storici artistici,librari ,
archivistici che svolga anche un ruolo centrale rispetto alla
realizzazione di opere pubbliche per evitare scempi come c'è ne sono
tanti nella nostra città».
01/06/2006 13.00