Il laghetto nel parco fluviale del Vezzola ridotto ad una pozza maleodorante

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Questa mattina il responsabile provinciale del WWF di Teramo, Claudio Calisti, ha inviato una nota all’Assessore all’ambiente del Comune di Teramo, al Comandante Vigili Urbani del Comune di Teramo, al Comandante delle Guardie Provinciali di Teramo ed al Corpo Forestale dello Stato per evidenziare la condizione di assoluto abbandono in cui versa il laghetto artificiale nel parco fluviale del Vezzola.
«Avevamo già segnalato a voce che, essendo stato eliminato il normale apporto di acqua al laghetto, lo stesso si sta trasformando in una pozza sporca e maleodorante» – dichiara Claudio Calisti.
«A causa del mancato ricambio e dell'evaporazione, infatti, il laghetto è quasi privo di acqua con conseguente impossibilità di sopravvivenza per i pesci e gli anfibi presenti. L'abbassamento dell'acqua ha fatto emergere il telo posto sul fondo e tutta la spazzatura accumulatasi nel corso degli anni, contribuendo a rendere ancora più indecoroso il tutto. Continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di cittadini che, come noi, si chiedono perché non si intervenga per riportare la situazione alla normalità. Dopo la distruzione delle piante e il ripianamento dell'alveo operato dal Genio Civile, il parco fluviale subisce un ulteriore degrado».
Nel frattempo il Vezzola scompare. La siccità di queste ultime settimane peggiora la situazione del torrente, resa già drammatica per gli eccessivi prelievi che lo stesso subisce a monte.
«In pratica», continua Calisti, «abbiamo un parco fluviale senza più un corso d'acqua. Il Vezzola nel tratto urbano è ormai una serie di pozzanghere: possibile che non si riesca a garantire, come del resto prevede la legge, un minimo deflusso vitale a questo torrente che rappresenta un pezzo della storia di Teramo?».

26/05/2007 10.24