Imprese artigiane, primi tre mesi con il segno meno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Di Costanzo: «Mai così giù dal 2000, cancellazioni più delle iscrizioni. Subito la nuova legge»
Imprese artigiane mai così in basso negli ultimi sette anni. Lo rivela il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, analizzando i dati forniti da Movimprese, il sistema informativo di Infocamere, che ha esaminato iscrizioni e cancellazione delle aziende artigiane nei primi tre mesi dell'anno registrate nelle quattro Camere di commercio della regione. E' in negativo di 293 il saldo segnato a fine marzo tra iscrizioni e cancellazioni; per avere un dato peggiore occorre risalire al 2000, quando la differenza segnò quota “- 338”.
«La crisi – spiega Di Costanzo – è frutto di un doppio trend negativo. Siamo in presenza sia del saldo negativo più pesante dal 2000 ad oggi, ma anche del più alto numero totale di cancellazioni, ben 1230 contro 937 iscrizioni».
Il vento negativo, analizza la Cna, non ha risparmiato stavolta alcun settore. «Ogni comparto – prosegue nella sua analisi il direttore della confederazione degli artigiani – è stato investito da una netta flessione. Ivi compresa quell'edilizia che nei rilevamenti precedenti aveva consentito di contenere le perdite: ora invece con 436 iscrizioni e 441 cancellazioni si allinea anch'essa ai risultati di tessile-abbigliamento (-35), legno (-17), manutenzione autoveicoli (-49), riparazione di beni personali (-50), servizi alla persona (-30) e trasporti (-26)». Quanto al territorio, la crisi si distribuisce tra le quattro province abruzzesi in modo difforme: netta all'Aquila (-139) e Pescara (-91), un po' meno a Teramo (-40) e Chieti (-23).
Unico dato in controtendenza, quanto alla tipologia d'impresa e nonostante questa situazione, la crescita continua delle società a responsabilità limitata, le “srl”: crescono infatti di 34 unità (56 iscrizioni e 22 cancellazioni), contro la netta caduta delle ditte individuali e delle società in nome collettivo, le “snc”.
A giudizio del direttore regionale della Cna, «a questo punto diventa fondamentale approvare rapidamente la nuova legge per l'artigianato che contiene misure in grado di ridare slancio e sviluppo al settore, con aiuti allo start-up, alla trasmissione d'impresa, all'innovazione ed all'internazionalizzazione. E la riforma delle agevolazioni nel campo del credito e delle strutture di garanzia, nello spirito di quanto previsto dagli accordi di Basilea2». Secondo Di Costanzo, infine, «è altrettanto importante prevedere, secondo specifiche proposte da noi formulate sul piano di sviluppo regionale e sulla nuova programmazione dei fondi comunitari 2007-/2013, misure specifiche di ingegneria finanziaria per le società di capitale dell'artigianato, con l'introduzione di prestiti partecipativi e partecipazione al capitale di rischio».

25/05/2007 15.00