La procura alla ricerca delle prove di un "Sistema Pescara"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MAZZETTE E PALAZZI. PESCARA. La parola magica è sempre quella: "cubatura". L'imperativo categorico rimane costruire, costruire, costruire. Non fa nulla se una valanga di norme limita il cemento per vincoli ambientali, urbanistici, perché il Prg lo vieta, perché il codice dell'urbanistica impone un certo computo con parametri ben precisi. Spesso queste norme chiare e strettamente tecniche (per addetti ai lavori) vengono estese, allungate, interpretate ed elaborate, in alcuni casi semplicemente violate o calpestate. L'obiettivo allora è quello di avere una cubatura maggiore rispetto a quella che dovrebbe aversi in un determinato terreno. Ma l'amministrazione si difende e smentisce "premi" di alcun tipo. Lo ha precisato più volte anche il sindaco D'Alfonso ieri in consiglio comunale. Tutti si dicono estranei a qualunque coinvolgimento ma un politico almeno dice una bugia.
Così più cubatura vuol dire più valore al terreno e più valore ad appartamenti e uffici.
Tutto qui. I costruttori si arricchiscono sempre più, parte di quei soldi finisce nelle tasche di qualche amministratore spregiudicato e alla successiva campagna elettorale sarà in forma smagliante.
I modi per raggiungere l'obiettivo sono molti. Li stanno setacciando, esplorando e verificando ad uno ad uno gli uomini della squadra mobile di Pescara, diretti da Nicola Zupo, agli ordini del pool di magistrati della procura.
Si stanno muovendo ormai con una certa dimestichezza dopo aver studiato le carte sequestrate per l'inchiesta Ciclone dove gli accordi di programma che venivano utilizzati per offrire cubatura in più a Montesilvano.
Ma gli inquirenti partono da punti saldi: la corruzione, probabilmente accertata attraverso le molte conversazioni ascoltate che inquadrano l'evolversi di molte vicende distinte ma legate da un filo comune.
Con le perquisizioni dei giorni scorsi gli agenti della polizia sono sembrati andare a colpo sicuro come se si cercasse probabilmente di trovare un riscontro nelle carte a quanto già sanno, magari una variante al progetto dopo il lasciapassare di un uomo chiave, probabilmente dopo la tangente che sanno essere passata di mano in un preciso momento.
E se anche le carte avvalorassero il sospetto la prova sarebbe inattaccabile.
La procura cerca un metodo, forse il "sistema Pescara", forse diverso da quello di Montesilvano, forse più sofisticato.

IL POLITICO BRACCATO (FORSE DUE)

Da giovedì scorso quando si è avuta conferma ufficiale della nuova maxi inchiesta che riguarda una lunga serie di opere pubbliche -tra le quali anche l'area di risulta- si sta creando un clima di terrore puro tra gli amministratori di palazzo di città.
Non tutti.
Quelli più potenti conoscono bene il nome "del politico" che avrebbe preso mazzette e tirano un sospiro di sollievo.
Ma questa caccia alle streghe non fa bene a nessuno e agevola in qualche modo la guerra del "tutti contro tutti" che potrebbe generarsi se i collaboratori dovessero continuare a parlare.
Secondo le informazioni in possesso di PrimaDaNoi.it ci potrebbero essere, per ora, uno o addirittura due politici sotto osservazione.
Potrebbe trattarsi di un capogruppo consiliare che non farebbe parte né della Margherita né dei Ds.
Ma il condizionale è d'obbligo ed il riserbo serve alle indagini (anche se il muro del silenzio si sgretola minuto dopo minuto).

PUOI COSTRUIRE, ANZI NO… VA BENE UN POCHINO'

L'accusa parla di tangenti (il peggior reato per un amministratore
pubblico) e di finanziamenti occulti ai partiti.
Per arrivare ad intascare soldi, benefici vari o servizi, occorre creare le condizioni e spesso il metodo migliore per "convincere" il costruttore di turno è quello di giocare con il Prg, applicando varianti o negandole, vincolando certe zone piuttosto che altre.
Così su un terreno vincolato non si può costruire, ma un aggiustamento si trova sempre, qualche scappatoia la si trova e allora un pochino di cemento è sempre meglio di niente.
Ma la scappatoia si può trovare solo se il costruttore sarà "generoso"
con il politico che si mette di traverso, che magari insieme ad una piccola lobby nega il suo appoggio o al contrario lo caldeggia nelle sedi opportune (consiglio comunale o commissione edilizia).
Una strategia chiara al vaglio degli inquirenti, un rito che potrebbe essersi svolto più e più volte.
Situazioni di presunti ostacoli creati dalla "burocrazia" starebbero emergendo dalle rivelazioni delle persone interrogate e da quello che i 13 indagati starebbero raccontando.
E la procura mira diretta alle confessioni che aprirebbe la strada ad una repentina accelerazione.
Finora sono trapelati solo pochissimi casi: quello della pineta nord ai confini di Montesilvano o di quella a sud, adiacente alla nuova recinzione creata dal Comune, ai confini con Francavilla.
Su un terreno di proprietà del costruttore Aldo Primavera, già perquisito ed interrogato, si sarebbero giocate numerose cartucce.
Quell'area avrebbe subito diverse vicende urbanistiche negli ultimi 10 anni.
Secondo una versione il terreno doveva essere vincolato perché adiacente all'area verde della pineta e, dunque, il divieto di costruire doveva essere pressocchè totale o almeno essere fortemente soggetto a vincoli.
Poi, però, qualche cosa è sembrato muoversi, si trova qualche norma che ritorna utile al caso.
Ci sono abboccamenti e rassicurazioni; intanto l'amministrazione cambia ed arriva il centrosinistra.
Viene presentato un progetto ma sembra non piacere molto.
C'è ancora un tira e molla e qualcuno inizia a caldeggiare fortemente il progetto.
Sarebbe questo il momento in cui gli investigatori ipotizzano l'accordo o la datazione della tangente.
Passa qualche mese e l'imprenditore ripresenta un nuovo progetto che dovrebbe seguire le linee guida impartite dall'amministrazione.
Ma il progetto potrebbe essere considerato quasi una fotocopia del precedente.
Tuttavia il clima nelle stanze della politica, nel frattempo, è cambiato e la possibilità di spuntarla ora ci sarebbe: qualcuno ha preso a cuore il caso.
Solo di recente però sarebbe giunto lo stop definitivo ai villini e agli uffici che sarebbero dovuti sorgere a ridosso della pineta nei pressi dello svincolo della bretella ai confini con Francavilla.

SOLO UNA PUNTA DELL'ICEBERG?

Ma tutti a Palazzo di città vivono momenti terribili di paura («qui si sentono tutti braccati»,«hanno tutti una paura f…») e la conseguenza è che si attende, in silenzio, senza parlare né al telefono né altrove.
Eppure i meglio informati sapevano già dell'inchiesta in tempi non sospetti, già alla fine dello scorso anno.
Come è stato possibile?
Non è la prima volta che in una inchiesta molto delicata come questa vi siano fughe di notizie, vicende spiacevoli che possono vanificare il lavoro di mesi.
Forse però la notizia potrebbe essere giunta alle orecchie giuste un pò in ritardo…
Dalle poche indiscrezioni che trapelano sembrerebbe che al momento si starebbero focalizzando e mettendo al sicuro le prove per una serie di vicende che avrebbero al centro uno o due politici.
Ma è possibile che le trance di indagini siano almeno quattro e non si esclude che possano rimanere impigliati nella rete altri politici che possono aver concesso favori all'amico costruttore (quale amministratore non ha il suo costruttore-finanziatore di riferimento?).

LA MACCHIA SI ALLARGA

Saranno decisivi i prossimi giorni per delineare ancora meglio uno scenario che diventa sempre più inquietante e che toccherebbe moltissime opere, alcune anche in cantiere ma "già definite" che avrebbero permesso speculazioni edilizie.
Potrebbe essere il caso di un recente progetto presentato con enfasi dalla amministrazione comunale su un terreno dove al momento vi sono ancora ruderi mentre sull'area è prevista una riqualificazione profonda, con la costruzione di palazzoni enormi che sarebbero stati giustificati proprio con l'estensione di quelle norme urbanistiche che invece sarebbero ferree.
Anche in questo caso tutto sarebbe stato fatto alla luce del sole, cioè tutto riportato sui documenti, cifre che solo un tecnico esperto, uno studioso, magari un inquirente che si prende la briga può scoprire essere gonfiate.
Basta calcolare il "vuoto per pieno" senza tener conto di regole speciali legate alla posizione del fondo, alle prescrizioni del Prg, oppure inserire nella cubatura le volumetrie delle tettoie.
O ancora (è questa è una vera specialità) calcolare come volumetria anche i porticati aperti.
E se poi le norme urbanistiche prevedono indici ben specifici per ottenere il totale di cubatura basta calcolare tutto per il livello massimo consentito ed il gioco è fatto.
Progetto alla mano, magari già vidimato dagli uffici comunali, quello stesso terreno abbandonato da anni, pieno di ruderi può crescere anche di 8 volte nel suo valore.
Tutto merito di qualche applicazione elastica delle norme e magari di qualche favore sottobanco.
Quanto tutto questo sia illecito lo dovranno scoprire gli uomini della questura.



22/05/2007 12.41