A L’Aquila manifestazione di solidarietà ai killer di D’Antona

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2755

L’AQUILA. Un tam tam che sta risuonando in internet. Una manifestazione di solidarietà a favore dei killer D’Antona e ai detenuti costretti a subire il 41 bis.
Così, secondo le voci che si muovono nella rete, il prossimo 3 giugno a L'Aquila dovrebbe tenersi una manifestazione di solidarietà, anche nei confronti «della compagna Nadia Desdemona Lioce detenuta a L'Aquila e condannata per l'omicidio del giuslavorista».

«Servirsi del 41bis», scrivono gli organizzatori nel loro volantino, «significa per lo Stato stabilire un rapporto di forza sia dentro che fuori dal carcere». E si fa riferimento al carcere di Sulmona «che, pur non essendo regolato dal 41bis è un mattatoio in cui la quotidianità è tra le peggiori in Italia. I sette morti degli ultimi due anni ne sono tangibile dimostrazione».
E poi si parla appunto al carcere dell'Aquila: «dei 160 prigionieri lì rinchiusi, ben 130 vengono sottoposti a quel trattamento infame. Tra questi è richiusa tuttora la prigioniera comunista Nadia Lioce. Dall'ottobre 2005 infatti il 41bis è stato esteso per la prima volta anche ai cosiddetti “reati politici”».
Per questo il gruppo sta organizzando anche un «massiccio volantinaggi in città e davanti al carcere, mostre, assemblee e presidi», come spiegano gli stessi organizzatori in internet. «Con queste iniziative ci proponiamo di interagire con la popolazione dell'Abruzzo, in particolare coi familiari dei prigionieri, poiché essi per primi subiscono da vicino le vessazioni della galera».
La possibile manifestazione preoccupa molto Olga di Serio, la vedova di D'Antona, «perché finchè sono gruppi isolati è più facile contrastarli, quando s'allarga l'area di consenso la situazione diventa preoccupante».

Sono passati otto anni dal 20 maggio del 1999, giorno in cui Massimo D'Antona fu assassinato dalle Br mentre andava a lavorare nel suo studio di Roma in via Salaria. Per l'omicidio del docente di Diritto del lavoro a "La Sapienza" di Roma, sono stati condannati Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma, per i quali la Corte d'assise d'appello di Roma ha confermato, il 6 giugno del 2006, le condanne all'ergastolo precedentemente emesse dalla Corte d'assise di Roma l'8 luglio del 2005.

21/05/2007 12.00