Discoteca chiusa dopo alcol ai minori: «pena troppo leggera»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «La chiusura di soli 15 giorni, come sanzione alla nota discoteca pescarese, colpevole di aver somministrato micidiali cocktail super alcolici addirittura a giovani minorenni, è poca cosa se rapportata al gravissimo danno sociale legato ai rischi di incidenti stradali per guida in stato di ebbrezza».

PESCARA. «La chiusura di soli 15 giorni, come sanzione alla nota discoteca pescarese, colpevole di aver somministrato micidiali cocktail super alcolici addirittura a giovani minorenni, è poca cosa se rapportata al gravissimo danno sociale legato ai rischi di incidenti stradali per guida in stato di ebbrezza».[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10028]DISCOTECA CHIUSA[/url] - [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7934 ]IL RACCONTO DI UNA MADRE[/url]

L'associazione culturale La Radice che da sempre si batte per la sicurezza stradale in città contesta il provvedimento adottato dalla polizia di Pescara che ha provveduto a chiudere il locale da ballo.
«È davvero sconcertante definire imprenditori», ha dichiarato Mattia Giansante, «gente senza scrupoli che, pur di incrementare gli incassi, somministra bombe alcoliche a chiunque frequenti i loro locali, cosiddetti di divertimento».
Il numero di vittime di incidenti di auto e moto in Italia, ricorda La Radice, «è del 13% sopra la media europea, pari a 900 morti in più e, per ogni incidente stradale, statisticamente, quattro persone rimangono permanentemente disabili».
Alla prevenzione «si deve necessariamente aggiungere la sensibilizzazione degli operatori commerciali autorizzati a somministrare liberamente e senza alcun controllo bombe alcoliche in grado di stroncare anche i fisici più resistenti. Si dovrebbe far capire loro che, a lungo andare, rendere disabile o stroncare la vita ai propri clienti, significa la fine dei guadagni».
E l'associazione torna a battere anche con la richiesta dell'istituzione in città della figura del “Safety & Security Social Manager”, «con poteri di programmazione, gestione e controllo in ordine alla manutenzione delle strade, alle politiche di educazione e d'informazione alla cultura della sicurezza stradale, impiegando parte dei proventi delle multe per le contravvenzioni rilevate dalla Polizia Municipale come previsto dall'articolo 208 del Codice della Strada».

21/05/2007 11.20