IL NO

Consorzio sviluppo industriale, arrivate alle aziende richieste di pagamenti

Il Comune di Ortona contraria: «operazione inopportuna»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

217

Consorzio sviluppo industriale, arrivate alle aziende richieste di pagamenti

ORTONA. L’amministrazione comunale di Ortona chiede la sospensione dei contributi richiesti alle aziende dal consorzio Chieti-Pescara

Il Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti – Pescara ha provveduto all’introduzione di canoni da versare per i servizi forniti alle società che fanno parte degli agglomerati industriali gestiti dall’ente.

Tra queste aree rientra anche quella ortonese e in queste settimane le aziende che insistono nell’area industriale di contrada Alboreto e Sant’Elena stanno ricevendo queste richieste di corrispettivo economico in base al “regolamento per la determinazione, ripartizione e riscossione dei corrispettivi dei servizi essenziali generali forniti” approvato lo scorso febbraio dallo stesso ente che attualmente è in stato di liquidazione.

«Si tratta a nostro avviso – commenta l’assessore al Bilancio e attività produttive Francesco Falcone – di una operazione inopportuna e non giustificata dalla situazione reale di gestione dell’area industriale ortonese. Alla Regione ho più volte evidenziato i tanti problemi che affrontano quotidianamente gli imprenditori nella nostra zona industriale per i servizi che mancano. L’elenco è lungo e ben conosciuto, dalla segnaletica alla manutenzione e completamento della rete stradale, dalla pubblica illuminazione alla pulizia e sfalcio dell’erba per rimanere sulle cose più evidenti. Ritengo quindi  ingiusto chiedere ora un corrispettivo a fronte di servizi non presenti sul territorio e ho provveduto a fissare un incontro con il presidente del collegio dei liquidatori del consorzio industriale commissario Camillo D’Angelo, per chiedere una sospensione dei corrispettivi economici che sono stati fatturati alle aziende in attesa di vedere risolte le problematiche evidenziate».