Di Quinzio ce la fa: passa il bilancio con 11-9

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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NICOLINO DI QUINZIO

NICOLINO DI QUINZIO

FRANCAVILLA. Con 11 voti a favore, 9 contrari ed un astenuto il sindaco di Francavilla al mare ha superato lo scoglio degli aggiustamenti di bilancio ed ha ritrovato una sua maggioranza.

Per Nicolino Di Quinzio hanno detto sì l’Udc, il Salvagente, Forza Francavilla e due consiglieri del Pd (tra cui il capogruppo): si tratta di Valerio Baldassarre, Franco Baldassarre, Franco Di Muzio, Paolo Palmitesta, Gabriele Amicone, Nicola De Francesco, Giuseppe Casoraro, Carlo Matricardi, Fabrizio Paolini, Paolo Galasso e lo stesso Di Quinzio. Astenuto Francesco Todisco. Fino all’ultimo era incerta la posizione di Fabrizio Paolini che alla fine ha votato per la continuazione dell’esperienza Di Quinzio, pur essendosi precedentemente espresso contro. Così come ha votato a favore Paolo Galasso che a suo tempo aveva criticato proprio il Bilancio.

Misteri della politica locale e rompicapo in più per le segreterie dei partiti, Pd in particolare, intervenute per fare chiarezza in una situazione politica difficile da interpretare. Resta fermo il punto che il sindaco Di Quinzio, dato più volte per spacciato, è riuscito a coagulare i consensi sufficienti, mettendo in difficoltà il Pd che pure lo aveva fatto votare alle elezioni. Ed era stato proprio il Pd a dettare le condizioni per la sua “sopravvivenza” politica: l'azzeramento della giunta, che doveva essere non formale, ma sostanziale.

Tradotto significava che la successiva giunta doveva essere caratterizzata dall'assoluta incompatibilità con chi era stato candidato (ed ancora di più eletto) nelle file del centro destra. Poi il Pd aveva chiesto l'immediata adozione della procedura per la variante al piano regolatore ed un ulteriore sforzo per ripianare la disastrosa situazione del bilancio. In sintesi una richiesta di legalità e di chiarezza (chi vince amministra, chi perde sta all’opposizione), che aveva quasi convinto anche l'Idv che forse avrebbe votato sì, in caso di accettazione da parte del sindaco. Così non è stato: il Pd esce spaccato, con Vincenzo Di Lorenzo, Manuela Mucci ed Enrico Bruno che hanno votato contro (gli altri due consiglieri, come detto, hanno votato a favore) e la maggioranza sembra sempre più staccata dai partiti e sempre più legata al sindaco con “sette vite”.

«Il segretario regionale del Pd», commenta Carlo De Felice, consigliere Pdl, «non vedendo la possibilità di ristabilire l’alleanza post elettorale, aveva chiesto ai 5 consiglieri comunali di votare contro gli equilibri di bilancio e di accomodarsi in opposizione. Evidentemente non ha l’autorevolezza per dettare la linea politica, tant’è che a Francavilla il Pd è equiparabile ad una listarella civica i cui consiglieri su un documento politico come il bilancio decidono di votare secondo coscienza. Votare contrario significava bocciare l’amministrazione Di Quinzio. Votare favorevole significava  far parte della amministrazione Di Quinzio.  Astenersi voleva dire offrirsi a Di Quinzio con un cestino vuoto in mano da riempire».

Ad un certo punto poi sono spuntati fuori rotoli di carta igienica nel bel mezzo del consiglio, «gesto villano» per De Felice, «il sindaco si sbaglia sull’utilizzo: la carte poteva essere utilizzata per pulire la faccia dei suoi alleati».

13/10/2010 9.58

ROSATO(PD):«FALLIMENTO DELLA POLITICA»

 «Rispetto ad un’amministrazione immobile e che ha azzerato qualunque tipo di rapporti accettabili con la città e i cittadini di Francavilla al Mare la posizione del Partito democratico è stata chiara, generosa, disponibile sia in merito alla posizione nei confronti del Sindaco sia in merito all’Urbanistica, dove si è evitato uno scempio, una linea chiara e unanime a livello locale, provinciale e regionale», spiega oggi Pina Rosato del circolo locale del Pd.

«L’azzeramento della giunta c’è stato ma poi cosa è successo? Chi ha condotto il dialogo?», si domanda ancora Rosato, «Pertanto, il Partito Democratico di Francavilla al Mare  si rivolge al segretario provinciale, affinchè, facendosi carico delle sue responsabilità, in modo chiaro, trasparente ed inequivocabile comunichi a tutta la città, che ha diritto ad essere informata, perché, due esponenti del Partito Democratico, Paolo Galasso e Fabrizio Paolini, hanno espresso un voto individuale e senza il mandato del partito contribuendo a creare un profondo senso di smarrimento negli elettori, nei simpatizzanti e negli iscritti. Un segretario deve fare il Bene del suo partito, agire con forza quando è il momento ed assumersi delle responsabilità, non temporeggiare nè aspettare che gli eventi facciano il loro corso senza incidere ed intervenire in modo trasparente».

 13/10/2010 14.48

DI FELICE(PDL):«IL PD predica bene E razzola male»

«La montagna stavolta non ha partorito nemmeno il classico topolino. Dopo annunci roboanti da parte dei Segretari Regionali e Provinciali del PD, Silvio Paolucci e Camillo Di Giuseppe, di scomunicare ufficialmente il sindaco Di Quinzio e la sua scelta di mantenere una maggioranza ibrida, ci saremmo attesi che il PD, nella sua interezza, fosse consequenziale». Così il coordinatore cittadino PDL di Francavilla, Mario Di Felice.

«La degna conclusione di una giornata cosi vergognosa per la Sinistra è invece l'aver difeso il sindaco “Tenderly, dieci piani di morbidezza”, oltre al vedere- continua Di Felice - che i consiglieri Paolo Galasso e Fabrizio Paolini puntualmente votano contro la propria maggioranza. Tutto questo ci fa pensare due cose: o Paolucci è un Segretario di “carta pesta”, o evidentemente il PD a Francavilla non esiste più. In un caso o nell'altro questa maggioranza non è più credibile e di certo non rappresenta i propri elettori».

13/10/2010 18.30