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RICOSTRUZIONE, PERSONALE DELL’UTR PROCLAMA AGITAZIONE

Redazione PdN

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L’AQUILA.  In occasione della riunione tenutasi ieri presso la sede della Cgil L'Aquila, alla presenza dei lavoratori Utr (Uffici Territoriali per la Ricostruzione) e delle rappresentanze sindacali Fp Cgil e Uil, sono state trattate le problematiche contrattuali dei dipendenti degli Uffici Territoriali per la Ricostruzione anche in considerazione dell'imminente soppressione e riorganizzazione degli stessi uffici, che di fatto non puo' essere attuata senza una revisione dei termini contrattuali che regolamentano i rapporti di lavoro. L'art 67-ter comma 5 del DL 83/2012, convertito in legge 134/2012 (legge Barca), prevedeva che i 72 vincitori del concorso a tempo indeterminato attualmente impiegati presso gli Utr - si legge in una nota della Rsa - fossero assunti dai Comuni capofila delle Aree Omogenee fino al 2021, e che a partire da tale data il "personale eventualmente in soprannumero" fosse "assorbito secondo le ordinarie procedure". In tal modo si e' individuata una nuova tipologia di pubblico dipendente, ovvero un dipendente di ruolo sottoposto alla condizione risolutiva del rapporto di lavoro, per cui al termine della ricostruzione, inizialmente previsto dal legislatore al 2021 e poi (a seguito della legge di Bilancio 2018) al 2023, il personale verra' sottoposto alle procedure di mobilita' obbligatorie con il rischio, in mancanza di ricollocazione, di decadenza del contratto. L'unica soluzione possibile, avendo gia' esperito, con esito negativo, la ricognizione del fabbisogno del personale da parte dei comuni del cratere, ed anche in considerazione della riorganizzazione degli Utr prevista dal legislatore e orientata a un accentramento logistico e organizzativo degli uffici, appare la contrattualizzazione dei lavoratori con le Amministrazioni Centrali dello Stato, che gia' ad oggi rappresentano i soggetti in capo ai quali gravano le spese dei dipendenti della ricostruzione.

 

 

 

Per quanto detto - annuncia la Rsa - si e' deciso di proclamare lo stato di agitazione sindacale al fine di evitare il mantenimento dello status quo e di ottenere, dopo ripetuti appelli, una soluzione definitiva alle problematiche descritte, eliminando di fatto le disparita' rispetto ai dipendenti impiegati presso altre amministrazioni.