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Via libera da Ue alla cessione delle good bank a Ubi

Ok anche da antitrust italiano. Traguardo vicino, manca solo Bce

Redazione PdN

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Carichieti, che cosa succederebbe se si rendessero noti i nomi di chi non ha restituito i fidi?


 


MILANO.  La cessione a Ubi di Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti ha ottenuto i via libera degli antitrust europeo e italiano. Dopo il disco verde dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, arrivato a marzo, adesso manca solo quello della Bce. A quel punto, l'operazione sarà vicina al traguardo. Per la Commissione Ue, il piano di integrazione fra gli istituti "evita distorsioni indebite della concorrenza" e consente il ritorno "alla normalità" delle tre good bank, mentre per l'Autorità garante della concorrenza e del mercato non si determina "la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza". Per la decisione di Francoforte i tempi non dovrebbero essere lunghi. E in attesa della risposta gli addetti ai lavori non sembrano in ansia. La scelta di Ubi di presentare l'offerta per l'acquisto a un euro delle tre good bank è stata infatti il frutto di un iter piuttosto articolato, che la Bce ha tenuto costantemente sott'occhio. Una volta ottenuta l'ultima autorizzazione, Ubi verificherà che le good bank abbiano soddisfatto le sue richieste, come quella di cedere 2,2 miliardi di euro di crediti deteriorati, per i quali si è già fatto avanti il Fondo Atlante

. Poi, ci vorrà ancora un annetto per gli adempimenti 'burocratici' e a quel punto l'integrazione fra le banche sarà fatta. Nel frattempo, l'assemblea del 7 aprile di Ubi ha dato il via libera all'aumento di capitale da 400 milioni di euro che servirà a puntellare il patrimonio della banca, permettendole di conservare un Cet1 superiore all'11% per tutto il 2017, in attesa dei benefici attesi dall'acquisto di Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti. Dal perimetro di questa operazione resta fuori la quarta good bank, CariFerrara. La banca è già nelle mire di Bper, che ha trovato un accordo con il Fondo nazionale di risoluzione, proprietario dei quattro istituti.