LOTTA CONTINUA

Gasdotto, No Tap contro 5 Stelle: «già deluse le promesse elettorali»

Lezzi spiega: «siamo in maggioranza con altra forza politica»   

Redazione PdN

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Gasdotto, No Tap contro 5 Stelle: «già deluse le promesse elettorali»

 

ABRUZZO. Succede nelle migliori famiglie o nelle coppie più affiatate che uno dei due consorti venga meno alle promesse fatte, alle promesse di fedeltà e di lealtà.

E quando è così, non serve a niente rimandare, perché il danno è stato fatto e perché giocare con la buona fede dell’altro è cosa triste e vigliacca.

È questo che stanno pensando molti elettori del Movimento 5 Stelle che vedono crollare il terreno sotto i loro piedi. «Che le promesse fatte in campagna elettorale dalla forza politica più votata, che parlava di giustizia, ambiente e cambiamento fossero soltanto una truffa, una menzogna, come quelle di TAP, era un timore, oggi è diventata realtà. Eccoci alla resa dei conti», denunciano i No Tap.

Il Tap (Trans Adriatic Pipeline) è la parte finale di un megagasdotto di quattromila chilometri che parte da un giacimento in Azerbaijan e approda in Italia per trasportare il gas in Europa e che completerà il cosiddetto Corridoio Sud del gas. Il primo tratto interessa il giacimento da cui proviene il gas, quello azero di Shah Deniz 2 e attraversa la Georgia. Il secondo tratto, Tanap, attraversa la Turchia. Il Tap è l’ultimo pezzo, lungo 878 chilometri, e interessa Grecia, Albania e Italia.

Il punto d’approdo è una delle più belle spiagge del Salento, San Foca. Il gasdotto prosegue il percorso fino a Brindisi, dove si allaccia alla rete SNAM. Da qui il trasporto del gas continuerà, attraversando le zone ad alta sismicità del centro Italia, Abruzzo compreso, per giungere poi in Europa.

 

 

LA TENSIONE

La tensione è salita dopo la notizia che la Banca Europea per Ricostruzione e lo Sviluppo ha accordato a Tap un prestito diretto di 500 milioni di euro più una serie di garanzie per un totale di un miliardo e 200mila euro. Il finanziamento si aggiunge a quello già deciso dalla Banca Europea degli Investimenti pari a un miliardo e mezzo. Il costo totale del gasdotto che prevede l'approdo sul litorale di San Foca è di 4 miliardi e mezzo.

L'Italia è uno dei 64 azionisti della Bers e controlla l'8,52 per cento delle quote e i No Tap contesta che il rappresentante italiano, che esprime la posizione del governo, si sia dimostrato favorevole all’opera.

«Che fine hanno fatto le promesse? Che fine ha fatto il rispetto per quell’elettorato che nel Salento aveva votato in massa i 5 stelle? La solita fine, il solito epilogo da Governo della solita Repubblica», denunciano i No Tap.

Gli attivisti  a questo punto chiedono che il premier Luigi di Maio «faccia outing»  e con lui la Ministra per il Sud Barbara Lezzi: «dicano che per loro TAP è una battaglia da sacrificare per il bene del loro progetto di Governo. Meglio essere chiari con il popolo, meglio ammettere il tradimento che nasconderlo come fanno i vigliacchi. Se il Governo ha scelto questo sappia che comincerà ad assaggiare il sapore amaro della contestazione e della rabbia popolare».

 

 

LA RISPOSTA DI LEZZI

E’ la stessa Lezzi che spiega che la situazione è più difficile di quanto previsto.

«Il M5S è ora al Governo ma ha la maggioranza grazie ad un contratto con un’altra forza politica. A molti sfugge».

Anche per questo, dunque, dovranno «eseguire una dettagliata, puntuale e approfondita analisi costi benefici e convocare il comitato di conciliazione come previsto dal contratto di governo che, ricordo, è stato ratificato dalla maggioranza degli iscritti. Stiamo lavorando con impegno a questa analisi che, faccio solo un paio di esempi, dovrà valutare i costi dei contratti che sono intervenuti a causa della ratifica del trattato internazionale così come pure l’utilità dell’opera magari tenendo conto dei consumi di gas dal 2005 in poi. Il 2005 è l’anno che si prende come riferimento in quanto anno in cui si verifica il picco dei consumi. Si terrà conto di tanti altri aspetti: impatto ambientale, penali, credibilità del nostro Paese, accordi siglati per diminuire il consumo di fonti fossili».

Sul finanziamento della Bers a favore di TAP, Lezzi spiega che non essendo intervenuta ancora alcuna decisione definitiva in nessun senso, «il MEF deve onorare il trattato ereditato che impegna l’Italia ad agevolare autorizzazioni e ad agire in tutte le forme per non ostacolare l’opera. Il fattore tempo è rilevante sia per i contratti sottoscritti per l’acquisto di gas sia per lo stato di avanzamento del gasdotto».