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Bussi, l’inquinamento è aumentato: ecco le carte

Forum H2o: «basta accanimento analitico, serve giustizia e bonifica. Ora»

Redazione PdN

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Bussi, l’inquinamento è aumentato: ecco le carte

Discarica Tremonti Bussi



ABRUZZO. L’inquinamento c’è e purtroppo non è una novità da cento anni (e negli ultimi 10 ne avremmo dovuto prendere coscienza). Ora però viene certificato che i veleni aumentano nelle acque e nei terreni circostanti le megadiscariche di Bussi.

E’ la prova che la veloce messa in sicurezza potrebbe non essere servita ad arginare le contaminazioni. E’ la prova che l’inerzia e la mancata bonifica per un decennio ha causato danni enormi.

Il Forum H2O ha avuto accesso ieri anche ai monitoraggi che l'Arta assicura per i piezometri per il controllo delle acque di falda sotto le discariche 2A e 2B.

Le analisi sono dell'ottobre 2016 e provano che l'acqua di falda è fortemente contaminata.

Sono 20 i parametri delle sostanze oltre i limiti di legge tra i quali dicloroetilene, tricloroetilene, tetracloroetilene, esaclorobutadiene, tetracloroetano, esacloroetano, tetracloroetano, triclorometano, cloruro di vinile, idrocarburi, solfati, boro, manganese, ferro.

I valori sono elevatissimi.

«Giusto per dare due esempi, l'esacloroetano ha valori 584 i limiti di legge. L'1,1,2,2 tetracloroetano è a 1.740 volte i limiti. Diversi superamenti sono stati riscontrati anche nel punto di campionamento più vicino al fiume Tirino», spiega Augusto De Sanctis, «la discarica Tremonti e le aree limitrofe lungo le sponde del fiume Pescara presentano dati sconfortanti di inquinamento. I veleni del Bussi possono quindi uscire dal sito e continuare il loro viaggio verso valle, l'area densamente popolata della Valpescara dove abitano mezzo milione di persone».

Il Forum H2O sta eseguendo vari accessi agli atti presso gli enti coinvolti nel procedimento di bonifica, che, vogliamo ricordarlo, è stato attivato nel lontano 2004. Poi nel 2007 sono arrivati i sequestri delle discariche, prima Tremonti, lungo il fiume Pescara, e poi 2A e 2B, lungo il fiume Tirino, tra stabilimento e paese. Infine la perimetrazione del sito nazionale di bonifica decretata nel 2008.

Il Piano di caratterizzazione della discarica Tremonti, dai documenti ufficiali ed inequivocabili, risulta approvato il 17 dicembre 2015 con decreto Commissariale dall'allora Commissario Adriano Goio, ora deceduto.

Praticamente questo documento fondamentale, per la cui esecuzione è stato speso un milione di euro coinvolgendo l'Università di Tor Vergata, il Prof. Gargini e l'Arta, non solo esiste da più di un anno ma è stato approvato con tanto di Decreto da parte di un Commissario di Governo.



IL PIANO SCOMPARSO COSTATO 1 MLN

«Quest'ultimo atto», spiega ancora De Sanctis, «pareva scomparso dai radar degli altri enti coinvolti, tanto che nell'ultima conferenza dei servizi del 30 novembre 2016 al Ministero dell'Ambiente si era addirittura paventata la possibilità di azzerare tutte le conoscenze sulla Tremonti per rimettere le procedure di analisi in mano a Edison. La cosa non ci quadrava e subito ci siamo attivati per contestare l'ipotesi "tabula rasa". A fine dicembre la Regione Abruzzo, con una nota a firma del Direttore generale Gerardis, dopo aver riunito ARTA e tecnici regionali, non solo ha sottolineato al Ministero l'esistenza del decreto di approvazione del Piano di caratterizzazione ma ha chiarito, come avevamo detto da subito leggi alla mano, che non vi era alcun problema di validazione dei dati che qualcuno, in maniera del tutto infondata e improvvida, aveva voluto richiamare. Referti analitici che il commissario aveva comunque inviato al Ministero già nel 2014».

Il documento, con analisi svolte nel 2013-2014, contiene dati sulla contaminazione con decine di sostanze oltre i limiti di legge e con presenza diffusa di diossina e altre sostanze tossiche e cancerogene, sia dentro la Tremonti che nelle aree limitrofe, addirittura sulla sponda del fiume Pescara.

Nei 56 campioni analizzati dall'Arta alla Tremonti e nelle aree limitrofe la diossina presenta valori anche oltre 200 volte i limiti di legge (in uno dei punti esterni alla Tremonti).

Secondo il Forum la fonte della diossina presente nei rifiuti è sicuramente connessa con i cicli industriali che li hanno prodotti. Invece quelli presenti sul suolo potrebbero aver avuto origine dall'inceneritore per rifiuti industriali che fu attivato a Bussi a fine anni '80.

Ricordiamo che anche nel sito industriale Solvay nel 2011 aveva trovato numerosi superamenti nel top-soil (i primi 10 cm di terreno; la diossina può depositarsi per ricaduta da camini a seguito della formazione in processi di combustione).

Nella discarica Tremonti sono stati rilevati oltre alla diossina altre 57 sostanze oltre i limiti di legge nei terreni misti a rifiuti. Purtroppo anche il terreno sotto al corpo dei rifiuti presenta numerosi superamenti dei limiti di legge per cancerogeni e tossici.


Secondo il Forum H2O è «inaccettabile che a 13 anni dall'avvio delle procedure, a 10 anni dai sequestri, a 9 anni dalla perimetrazione del sito inquinato vi sia ancora tentativi di fare "tabula rasa" delle informazioni già disponibili sulla Tremonti non hanno, quindi, ragion d'essere e vanno respinti al mittente. La Tremonti pare un groviera di sondaggi, piezometri, scavi per analisi. Basta quindi con l'accanimento analitico, ora serve solo la bonifica»

 DOCUMENTI
ANALISI ARTA 2016
CARTA TEMATICA SUI TERRENI
CARTA TEMATICA RIFIUTI
CARTA TEMATICA ACQUE SOTTERRANEE
DECRETO 241/15