SUICIDIO DI MASSA

Fiume Pescara. IZS: «inquinamento drammatico, mercurio nei pesci e veleni nella catena alimentare»

Forum H2o: «enti latitanti, Ministero assente. In 10 anni nessun provvedimento sanitario»

Redazione PdN

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Fiume Pescara. IZS: «inquinamento drammatico, mercurio nei pesci e veleni nella catena alimentare»

ABRUZZO. Ecco quale impatto hanno avuto i veleni sull’ecosistema fluviale del Pescara: la fotografia è impietosa, senza scampo, e parla di danni imponenti e di pericoli altissimi. L’epicentro dei veleni sarebbe Bussi visto che le cose cambiano se i campionamenti si fanno a monte o a valle.

L’altro dato inaccettabile e incontrovertibile è che l’inquinamento non solo è persistente ma continua nell’inerzia di chi dovrebbe tutelare la nostra salute.

 

I dati relativi a pesci e macroinvertebrati campionati nel 2015 sono contenuti in un'ampia ricerca intitolata "Studio di un ecosistema fluviale ad elevato rischio ambientale mediante un approccio olistico basato sull’utilizzo di bioindicatori di diversi livelli nello spettro biologico" dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.



COSA DICE LO STUDIO

Nelle conclusioni da pagina 93 in poi l'IZS scrive testualmente che

«il benessere dei Pesci è minacciato, soprattutto a Bussi Officine e Manoppello, come dimostrano la presenza di micronuclei (danni genetici) negli eritrociti, dovuta all’esposizione a sostanze mutagene, e le maggiori concentrazioni di piombo, cromo e soprattutto mercurio (oltre i limiti di legge per l’umano consumo)»


e che

«la concentrazione di arsenico è rilevante in tutti i punti di campionamento ed è quindi necessario approfondire l’origine della contaminazione, soprattutto nella sua forma più tossica di arsenico inorganico».

Inoltre l'Istituto rileva che

«l’esposizione alle sostanze tossiche è cronica, poiché la presenza dei micronuclei non si manifesta più dopo la depurazione, e quindi potrebbe derivare o dalla falda inquinata o da scarichi non trattati ancora attivi con continuità". L'IZS suggerisce che "la presenza di sostanze tossiche nei Pesci rappresenta un problema per l’umano consumo e quindi sarebbe necessario vietare la pesca almeno da Bussi Officine in poi o consentire solo la pratica del catch and release».



PESCI AVVELENATI

In totale sono stati campionati 35 esemplari di pesci: n. 11 trote fario, n.

15 cavedani, n. 3 rovelle, n. 6 barbi comuni. Complessivamente 17 pesci a monte di Bussi (Molina Aterno 14 e Vittorito 3) e 18 a valle (Bussi 3 e Manoppello 15). Lo studio ha approfondito diversi parametri, misurando sia i valori dei diversi contaminanti presenti negli organismi, pesci e macroinvertebrati, sia un indicatore di stress, la presenza dei micronuclei negli eritrociti dei pesci.

Ben 6 pesci sui 18 che sono stati campionati a valle della discarica hanno superato i limiti di legge per il Mercurio (tabella 10.7 a pag.67, che alleghiamo integralmente; 1 su 3 pesci catturati a Bussi e 5 su 15 catturati a Manoppello) pari al 33% del totale (addirittura 5 barbi su 6!).

Nessuno dei pesci catturati a monte ha superato questa soglia.

A parte i limiti di legge, per Cromo, Mercurio e Piombo i valori sono significativamente superiori a valle considerando tutti i pesci catturati (Figura 10.30, a pag.77). Questo vale anche nel confronto si includono solo i cavedani che sono stati catturati più frequentemente e che permettono un confronto più omogeneo.

A Bussi officine per quasi 100 anni  è stato attivo un grande impianto cloro-soda che ha scaricato grandissime quantità di mercurio nel fiume.

Per quanto concerne le diossine e i PCB, le concentrazioni non hanno mostrato differenze significative tra i siti di monte e di valle né nel cavedano né nella trota, ad eccezione dei PCB non diossina-simili ICES che sono risultati significativamente più alti, in entrambe le specie, nei siti di monte.

Tra l'altro un campione a Molina Aterno di rovella è risultato superiore ai limiti di legge, seppur di poco, per il parametro Diossine+PCB diossina-simili (Tabella 10.8, pag.69, evidenziata in rosso).



«INQUINAMENTO DIFFUSO»

Nelle conclusioni l'IZS scrive «Questi dati mostrano come l’inquinamento per queste tipologie di sostanze sia ampiamente diffuso».

Per quanto riguarda il conteggio dei micronuclei che, come detto, evidenzia la presenza di eventuali fattori di stress negli animali, l'IZS ha rilevato valori significativamente superiori negli esemplari a valle rispetto a quelli di monte. Una evidenza piuttosto solida perché la differenza permane significativa anche quando l'analisi è stata ristretta al solo confronto tra cavedani e tra trote. Il sito nel quale sono stati catturati pesci con la frequenza media di micronuclei più alta (1,5 ‰) è stato quello di Bussi Officine.



I PESCI “DEPURATI”

Molto interessante il dato relativo ai pesci che dopo essere stati campionati appena pescati sono stati tenuti in acqua di sorgente per 30 giorni. Ebbene, dopo la stabulazione il numero di micronuclei è diminuito fortemente e significativamente, segno che i pesci hanno reagito positivamente ad un ambiente evidentemente privo del fattore di stress. A proposito di quanto riscontrato su questo parametro nelle conclusioni l'IZS scrive


«Questi dati fanno ritenere che a valle della discarica siano presenti sostanze con effetto genotossico cronico: gli stessi pesci analizzati, dopo un mese di depurazione in acqua di sorgente, hanno ridotto in modo significativo la loro frequenza media di micronuclei fino a 0,3 ‰».

Per quanto riguarda i macroinvertebrati, è stato raccolto un unico campione costituito da 25 grammi di gammaridi, dei piccoli crostacei. Il valore del piombo nel sito di campionamento di Bussi Officine (0,56 mg/kg) è risultato superiore ai limiti di legge (l'IZS ha usato quelli riferiti al muscolo di pesce selvatico non essendoci limiti specifici per i gammaridi). Anche nei macroinvertebrati il valore del mercurio è risultato superiore nei campioni di Bussi e Manoppello rispetto a quelli raccolti a monte (per il mercurio addirittura 7 volte superiore a Bussi, Tabella 10.15 a pag.82).



«IRRESPONSABILITA’ STATALE RAGGELANTE»  

Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua, che ha diffuso il dossier sostiene che «la val Pescara è una bomba ecologica ormai scoppiata: i pesci del fiume Aterno - Pescara sono fortemente contaminati da metalli pesanti, con il mercurio che supera i limiti di legge in un pesce su tre tra quelli pescati a valle di Bussi. Altri metalli pesanti come cromo e piombo mostrano valori più elevati nei pesci pescati a valle del sito nazionale di Bonifiche di Bussi, mentre a monte, sull'Aterno, altri inquinanti come diossine e cadmio mostrano valori più elevati. Una situazione pazzesca ed insostenibile, facciamo l'ennesimo appello perché partano le bonifiche».

«Sono dati drammatici sotto ogni aspetto», aggiunge De Sanctis, «sia per le informazioni in sé, che testimoniano un inquinamento diffuso e pesante, sia perché fanno capire lo stato comatoso in cui versano le istituzioni.  Gli alti valori di mercurio trovati dall'Università di Teramo negli scampi pescati di fronte a Pescara e nei capelli dei pescatori del capoluogo adriatico, con i ricercatori che chiedevano interventi precauzionali almeno per le categorie di donne più a rischio. Ci chiediamo dove siano le ASL di Chieti e Pescara, cosa facciano i loro dirigenti sulla prevenzione. Esistono? In generale è raggelante lo stato di irresponsabilità statale che parte dal Ministero dell'Ambiente e scende fino a tutti gli altri enti della filiera istituzionale. Si sta tardando addirittura ad identificare amministrativamente il responsabile della contaminazione che per legge deve attuare la bonifica, al di là delle risultanze dei procedimenti penali.

IZS Bussi Mercurio Pesci Volume Ecosistema Fluviale 2016 by PrimaDaNoi.it on Scribd