LA PROTESTA

Impianto biomasse Cepagatti, Wwf mette in allerta Chieti

Per l’associazione ambientalista «mancanza di partecipazione democratica»

Redazione PdN

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Impianto biomasse Cepagatti, Wwf mette in allerta Chieti
CEPAGATTI. L’impianto di produzione di energia elettrica alimentato da biomassa, oli vegetali, della potenza elettrica pari 940 kW, sarà realizzato nel Comune di Cepagatti nella strada provinciale Bonifica Vallemare.

L’impianto ha ricevuto l’ok della Regione ed è passato in punta di piedi.  Wwf Chieti preoccupato chiede: «gli abitanti sono stati informati e tutelati dai pericoli per la loro salute che possono arrivare dall’altra sponda del fiume Pescara?».
L’impianto della Società Synergas s.r.l. con sede legale a Cepagatti «non è stato adeguatamente pubblicizzato». Questo, almeno, è il parere delle associazioni ambientaliste che dicono di aver appreso dell’autorizzazione solo accidentalmente scorrendo le pagine del Bollettino ufficiale della Regione.  
Un’amara sorpresa che spiana la strada a tante domande. Nicoletta Di Francesco presidente del Wwf Chieti  si chiede «come si possa ancora decidere il futuro delle comunità senza un minimo di partecipazione e senza tener conto delle leggi e convenzioni internazionali come quella di Aarhus, recepita dall’Italia nel 2001, nella quale si sancisce tra l’altro la partecipazione pubblica ai processi decisionali. E se il sindaco ed il presidente della Provincia di Chieti siano stati debitamente informati di quel che sta accadendo a Vallemare di Cepagatti, se abbiano avuto modo di esprimere i propri pareri nelle sedi opportune e se abbiano messo in atto azioni per contrastare questi interventi».
Poi, le preoccupazioni rivolte alla proliferazione di piccole e grandi centrali lungo la Val Pescara. «Strutture simili», dice la Di Francesco, «una volta autorizzate facilmente possono far lievitare la produzione e una volta esauriti gli incentivi, riservati esclusivamente ai privati, potrebbero essere convertite e utilizzate anche per bruciare rifiuti. Gli impianti che bruciano biomasse del resto sono a tutti gli effetti degli inceneritori. Non dimentichiamo che l’area interessata dall’ennesimo progetto rientra in una zona di risanamento secondo il Piano di Tutela regionale della qualità dell’aria, che comunque il vantaggio è al solo beneficio del privato che realizzerà l’impianto e che gli oli vegetali con ogni probabilità saranno di provenienza estera».