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Elezioni Abruzzo, candidato presidente a Fdi: unità e vittoria a rischio per il centrodestra

Fi e Lega scontenti in attesa di conoscere l'accordo completo ed i veti su nomi e cariche

Redazione PdN

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Elezioni Abruzzo, candidato presidente a Fdi: unità e vittoria a rischio per il centrodestra

ABRUZZO. E’ stata una batosta per Forza Italia e per Lega che alla vigilia erano sicuri entrambi di spuntarla. Invece, dal vertice romano con Berlusconi, il centrodestra “unito” ha sentenziato che il candidato presidente in Abruzzo tocca a Fratelli d’Italia.

Spiazzati coloro, invece, che si attendevano soltanto contentini minori per il partito di Giorgia Meloni che del resto, mano alle percentuali, meno può portare in termini di voti.

Eppure l’ha spuntata e oggi è un giorno nero per il centrodestra abruzzese che deve fare i conti con mal di pancia, mire offese e umiliate, l’obbligo di apparire omogeneo e coeso e nello stesso tempo deve fare i conti con una decisione imposta da Roma che potrebbe davvero fare male.

Il vero problema è che al momento un vero candidato forte di Fdi non si vede all’orizzonte e si vedrà che cosa riusciranno a sfoggiare ma il pericolo è che ad avvantaggiare M5s e Pd in Abruzzo saranno proprio Berlusconi, Salvini e Meloni.   

Qualche acuto e spietato osservatore politico ha già sdoganato la più ovvia delle equazioni: "alla regione meno importante assegniamo il partito meno importante"; il che per quanto vero, visto il confronto con le altre regioni al voto, non ha inorgogliti nessuno dei militanti indigeni.


Oggi è il giorno delle riflessioni pacate e private senza picchi social ma domani chissà…


Dunque bocche cucite da parte dei dirigenti abruzzesi di Forza Italia e Lega.

Nel gioco della ripartizione nazionale sono così finite le quattro regioni prossime al voto, oltre all'Abruzzo, ci sono Sardegna, Basilicata e Piemonte.

Il clima di tensione in vista delle elezioni anticipate al 10 febbraio per le dimissioni dell'ex governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, eletto senatore del Pd, è sintetizzato nelle parole pronunciate ieri a tarda sera dall'imprenditore Gianluca Zelli, leader del movimento civico di area centrodestra Azione politica: «L'Abruzzo a Fratelli d'Italia? Per ora e' una indiscrezione, ma se fosse vero sarebbe l'ennesimo oltraggio al territorio».

Comunque, oggi a fare spenti e senza fare polemiche pubbliche, Forza Italia e Lega, che nei mesi scorsi avevano più volte polemizzato per la scelta del candidato tanto da annunciare la corsia solitaria, stanno lavorando per cambiare questa decisione che a loro avviso «mette a rischio la vittoria favorendo il Movimento cinque stelle o il centrosinistra», mentre i dirigenti di Fratelli d'Italia, in testa il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, anche loro in silenzio, non arretrano di un passo rispetto a quanto avrebbe ottenuto dal leader, Giorgia Meloni, nel tavolo nazionale di ieri.


Si parla di una candidatura per Guerino Testa, ex consigliere comunale di Pescara, ex presidente della Provincia ma a suo carico pendono ancora due procedimenti giudiziari che peseranno inevitabilmente per vari fattori di opportunità (per esempio la possibilità che scatti la legge Severino e le dimissioni dopo una eventuale  sentenza di condanna di primo grado).

Si parla anche di una figura esterna al partito, soluzione questa ancora più ostica perchè significherebbe escludere tutti coloro che da anni sono attivi.

Il candidato poi potrebbe essere anche una donna e a quel punto a contendersi la carica più ambita regionale con maggiori possibilità di vittoria sarebbero due donne (l’altra è Marcozzi M5s), un evento forse mai accaduto prima.  


Il dissenso nasce anche dal fatto che in Abruzzo Forza Italia alle politiche dello scorso 4 marzo, in controtendenza nazionale, è stato il primo partito della coalizione, anche se di misura sulla Lega: alla Camera gli azzurri hanno ottenuto il 14,53 per cento, la Lega il 13,87, mentre Fdi il 4,95; al Senato Fi il 15,89, i salviniani il 14,01 e Fdi il 4,65.

In campo nazionale alla Camera la Lega ha preso il 17,35 per cento dei consensi, Fi il 14, Fdi il 4,3; al Senato la Lega è stata il primo partito con il 17,61 per cento, Fi il 14,43 e Fdi il 4,26.


A proposito di candidati nel centrodestra, ieri il sottosegretario ai Beni culturali, il penstastellato abruzzese Gianluca Vacca, a Teramo aveva sottolineato che «non cambia nulla se uno dei candidati avversari sarà della Lega o di Forza Italia, noi siamo convinti di potercela giocare perché abbiamo votato online il nostro candidato presidente che è Sara Marcozzi».

Sul fronte centrosinistra c'è silenzio e per ora non emergono polemiche sulla scelta del candidato perché si è in attesa della decisione del vicepresidente del Csm, il dem Giovanni Legnini, il cui mandato scade il prossimo 25 settembre. Lui ha annunciato che scioglierà il nodo a ottobre.