POLITICA

Abruzzo al voto. Per candidato presidente patto Berlusconi-Salvini sulla Rai

Si dimette il sindaco Di Primio che aveva detto: «sono io il candidato presidente»   

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

787

Abruzzo al voto. Per candidato presidente patto Berlusconi-Salvini sulla Rai

Umberto Di Primio

 

ABRUZZO. Grandi manovre nel centrodestra unito alla ricerca di un nome per il candidato presidente.

Ieri sera il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, si è dimesso al termine di una riunione di maggioranza.

Di Primio, che punta alla candidatura a presidente della Regione, da alcuni mesi era entrato in Forza Italia.

Questa mattina spiegherà i motivi della sua decisione nel corso di una conferenza stampa: in ogni caso avrà 20 giorni per ritirare le dimissioni. Stessa mossa, nei giorni scorsi, è stata compiuta dal collega Antonio Luciani, sindaco di Francavilla, che vorrebbe tanto correre per il ruolo di presidente nel centrosinistra.

Anche la mossa di Di Primio ha un solo e unico fine: il sindaco che è al secondo mandato alla guida di una coalizione di centrodestra nella città teatina, ha già detto di essere disponibile a candidarsi ma solo a presidente e non anche consigliere regionale.

Intanto proprio le dimissioni di ieri dimostrano che la scelta è tutt'altro che conclusa a differenza di quanto pubblicato su alcuni giornali e di quanto detto anche da Giuseppe Bellachioma, deputato della Lega.

Secondo fonti romane Salvini vorrebbe solo e soltanto lui anche a rischio di mettere in crisi l’unità del centrodestra.

Il diretto interessato ieri ha ribadito che questa volta il candidato azzurro dovrà essere proprio della Lega.

 Ma come detto la scelta è tutt’altro che chiusa.

Secondo La Repubblica la candidatura abruzzese si inserisce addirittura  nella partita sulla presidenza della Rai dove Lega e 5S starebbero tentando un vero e proprio blitz.

L’intenzione dei due partiti al Governo sarebbe quella di ritirare fuori il nome di Marcello Foa, già bocciato nelle scorse settimane.

Mercoledì scorso,  riferisce La Repubblica, nell'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza, il partito di Salvini e quello di Di Maio hanno presentato una mozione per tentare di sbloccare lo stallo. La mozione per il momento si è bloccata e se ne riparlerà il 19 settembre,  mercoledì prossimo.

Nella mozione si sostiene che il cda può procedere alla votazione di un nuovo presidente senza alcuna limitazione. Questo significa che la candidatura di Foa potrebbe essere posta un'altra volta in votazione nonostante la precedente bocciatura. Soprattutto se Salvini riuscisse a trovare un accordo con Silvio Berlusconi sul nome del suo candidato.

Un incontro è in programma domenica sera.

Ed è qui che si inseriscono le regionali abruzzesi perchè Berlusconi potrebbe dare il via libera a Foa trovando però un accordo sul nome da presentare. Dunque un forzista presidente in Abruzzo, come in Piemonte leghisti in Basilicata e Sardegna.

Insomma grandi manovre andranno avanti fino all’ultimo.

Oltre al nome della coalizione resta l’incertezza pure sulla data del voto.

Ieri proprio il centrodestra aveva occupato i banchi della sala del Consiglio regionale per chiedere al presidente Lolli una data certa.

Il presidente vicario ha poi incontrato i consiglieri di minoranza ma non sono emerse grosse novità.

Il centrodestra ha ribadito la sua linea del voto subito e che non sussistono impedimenti di sorta.

E’ emerso che la settimana prossima Lolli avrà l'incontro definitivo con il Presidente della Corte d'Appello e solo allora si saprà la data.

«Abbiamo ribadito come per Forza Italia», hanno detto i consiglieri, «il termine ultimo dovrà essere non oltre il 2 dicembre. Su questa data Lolli ha riferito di pareri diversi. Superare il 2 dicembre significherebbe andare alle vie giudiziarie, infatti nel caso non verranno accolte le nostre richieste siamo pronti nel presentare un ricorso al Tribunale amministrativo».