SCATTO SULLA FASCIA

Abruzzo al voto. Bellachioma prepara l’allungo: «candidato del cdx deve essere della Lega»

Giorni di manovre e di grandi riflessioni. Torna pure Gatti

Redazione PdN

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Abruzzo al voto. Bellachioma prepara l’allungo: «candidato del cdx deve essere della Lega»

 

  

ABRUZZO. «Il candidato del centrodestra alle regionali, stavolta, dovrà essere un leghista».

 Parola di Giuseppe Bellachioma, deputato della Lega che nelle ultime ore sembra sempre più vicino all’investitura ufficiale.

Lui piace a Matteo Salvini, molto. Il leader del Carroccio vorrebbe puntare tutto su di lui per le prossime regionali e ha anche i numeri dalla sua parte.

Soprattutto quelli dei sondaggi che vedono la Lega in continua ascesa.

Bellachioma, da parte sua, non commenta le notizie di stampa secondo cui Matteo avrebbe già deciso e comunicato anche agli alleati le sue intenzioni, ma con il suo messaggio su Facebook di stamattina, con quel ‘stavolta il candidato dovrà essere un leghista’ ha fatto capire quello che potrebbe essere l’orientamento del partito e di Salvini: o candidato presidente del Carroccio o si corre da soli.

Una ipotesi poi nemmeno così remota, paventata già all’inizio dell’estate.

Pareva poi che si potesse correre tutti uniti, per non disperdere le forze ma a questo punto il deputato abruzzese, che vive e lavora da molti anni nelle Marche, sembra pronto a fare la voce grossa. Magari lui darà il ‘la’ e dietro, già pronta, tutte la schiera di sostenitori (social e no) che chiedono a gran voce che sia il ‘Capitano’ a tirar fuori il nome dal cilindro.

 

Anche da Giorgia Meloni, ieri a Pescara, il messaggio è stato chiaro: «si vince se si va uniti. Considererei l'andare in ordine sparso da parte dei partiti del centrodestra un patto di desistenza con il Movimento 5 stelle».

Sui nomi Meloni non ha fatto ipotesi  ma ha solo chiarito che «il candidato non tocca mai a un partito» ma che solitamente si prende «il più bravo che deve governare partendo dal programma».

Nel centrodestra sembra pronto a tornare, eventualmente, anche Paolo Gatti che questa mattina, insieme ai colleghi Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, ha occupato l’aula del Consiglio regionale per chiedere a Lolli una data certe delle elezioni.

 

Proprio Gatti che solo qualche mese fa, con una struggente lettere arrivata dopo la debacle teramana alle urne, aveva annunciato l’addio alla politica.

Intervistato da AbruzzoWeb ha detto che la candidatura a presidente potrebbe dargli un nuovo stimolo.

Magari potrebbe nuovamente appassionarsi alla politica che, diceva tre mesi fa, «non mi piace più, non mi piace lo scadimento culturale, l'arrivismo selvaggio, l'incompetenza dilagante, l'eccesso di scorrettezze personali prima ancora che politiche, e soprattutto l'ipocrisia che ha raggiunto livelli per me inaccettabili (soprattutto quando praticata da improbabili e smemorati moralizzatori».