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Tua spa, «Tonelli è incompatibile». Adesso si rischia azzeramento cda e atti

Febbo: «Responsabile prevenzione corruzione ha accolto la mia istanza»

Redazione PdN

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Tua spa, «Tonelli è incompatibile». Adesso si rischia azzeramento cda e atti

Tullio Tonelli

 

 

ABRUZZO. Tullio Tonelli è incompatibile, non può ricoprire la carica di presidente del Cda di Tua (Società Unica Abruzzese dei Trasporti) in quanto riveste anche il ruolo di Amministratore Unico di Pescara Energia Spa, società in house del Comune di Pescara.

 L’incompatibilità di Tonelli, denunciata nelle scorse settimane dal consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, è stata ravvisata anche dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Regione, Stefania Valeri.

 

Valeri, in risposta alla denuncia di Febbo, chiarisce che c’è «la sussistenza di una incompatibilità tra l’incarico di Presidente della Società TUA e quello di Amministratore unico di una società controllata dal Comune di Pescara (ente con popolazione superiore a 15.000 abitanti) così come disposto dall’art.13, omma2 lett.c) del D.Lgs. numero 39/2013, circostanza che comporta, in primis, la nullità dell’atto di conferimento dell’incarico nonché le conseguenze sanzionatorie».

Nei giorni scorsi proprio Tonelli in persona aveva garantito che non c’erano problemi di sorta.

Adesso però Febbo chiede che vengano presi provvedimenti.

«Adesso mi aspetto le sue immediate dimissioni e quelle dell’intero consiglio di amministrazione, prima di creare ulteriori danni erariali alla società stessa e alla Region», dice il consigliere regionale di Forza Italia Mauro. «È del tutto evidente  che siamo di fronte all’ennesimo pasticcio amministrativo creato esclusivamente dal metodo "padronale" adottato da D’Alfonso in questi anni in Regione Abruzzo».

A questo punto secondo Febbo devono essere bloccati tutti i procedimenti amministrativi assunti, iniziando dalle assunzioni dei tre dirigenti e proseguendo con le recenti nomine fatte al cda. Si chiede di revocare anche  tutti gli incarichi e le consulenze affidati in quanto risulterebbero nulli ai sensi dell'art.17 del D.Lgs. numero 39/2013.

Inoltre, l’art. 18 del medesimo decreto legislativo stabilisce che “i componenti degli organi  (in questo caso tutto il cda) che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati”, e quindi sono tenuti al rimborso delle indennità pagate.

«Auspichiamo», prosegue Febbo, «che questa palese incompatibilità del presidente Tonelli, acclarata anche dalla preposta Struttura regionale, prima ancora che dall'Anac,  porti ad un azzeramento dell'intero cda e contestualmente ad una nuova fase nella gestione della Società Unica del Tpl. Pertanto – conclude Febbo - le sfide che si dovranno affrontare nel prossimo futuro impongono alla guida della Società in house scelte di professionalità nuove, capaci e aperte al mercato libero e ai nuovi servizi al fine di interpretare la fase di modernizzazione del sistema Trasporto pubblico locale».   



«NESSUNA INCOMPATIBILITA’»  

Tonelli ribatte sostenendo che Febbo fa campagna elettorale e che non vi sia lacuna incompatibilità.

«Ho inviato, in data odierna», ha spiegato, «una comunicazione a tutte le autorità interessate sulla vicenda che mi riguarda sostenendo, ovviamente in forma succinta, che la incompatibilità non sussiste per l’ampia documentazione rilevabile dall’Anac che distingue la funzione di Presidente da quella di Presidente con deleghe gestionali dirette, in questo caso assimilabile all’Amministratore delegato o unico.  Ho fornito ampia documentazione, disponibile a qualunque verifica, dalla quale emerge chiaramente che la funzione da me svolta riguarda la firma di tutti gli atti deliberati dal Cda.

Ripeto che ciò è rilevabile dai verbali del Cda di cui copia ho già provveduto ad inoltrare al rag. Mauro Febbo, al quale rispondo che non credo di dovermi scusare per aver svolto nell’interesse dell’azienda pubblica, che riveste un rilevante ruolo nella vita degli abruzzesi, un impegnativo incarico portandola alla condizione di house providing, salvaguardando di conseguenza i posti di lavoro, come mi è stato riconosciuto anche a livello sindacale».