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L’Aquila da record: primato italiano per la spesa alle slot machine

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L’Aquila da record: primato italiano per la spesa alle slot machine

 

L’AQUILA. L'Aquila e' una delle province italiane in cui e' piu' alto e problematico il rapporto tra disoccupazione e spesa pro-capite in gioco d'azzardo.

E' quanto emerge dai numeri, relativi al primo semestre dello scorso anno, che sono stati resi noti alcuni giorni fa dal quotidiano economico 'Il Sole 24 Ore' a partire dai dati forniti dall'agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall'Istat.

Cifre sulle quali Infodata ha elaborato, su base provinciale, il valore della raccolta pro capite - cioe' tutti quei soldi che sono stati puntati in tutte le tipologie di gioco, dalle macchinette al superenalotto - tra i disoccupati. Nel computo - si legge sul quotidiano 'Il Centro' - rientrano anche i soldi vinti e puntati nuovamente dai giocatori, ad esempio l'euro guadagnato al gratta e vinci e subito speso per acquistare un nuovo tagliando. Ne e' venuta fuori una mappa con diverse gradazioni di colore. Le aree critiche sono quelle in cui c'e' una disoccupazione piu' alta della media - pari, nel 2017, all'11,21% - e una raccolta dal gioco d'azzardo superiore a quella nazionale, che nel primo semestre del 2017 ha raggiunto i 614,39 euro pro capite. Lazio, Campania e Abruzzo sono le regioni in cui questo fenomeno appare essere piu' frequente.

La provincia dell'Aquila - con un tasso di disoccupazione al 12,32% e una raccolta pro-capite di 721 euro - e' in assoluto una delle peggiori d'Italia, insieme a Napoli, Caserta, Salerno, Frosinone e Pescara. C'e' anche un altro triste primato per il capoluogo abruzzese, che occupa il primo posto nella classifica che misura il numero di slot machine in rapporto alla popolazione e il decimo in quella che tiene conto della spesa pro-capite annuale per gratta e vinci, lotterie e giochi on line. Nella mappa su disoccupazione e gioco d'azzardo, Pescara detiene addirittura il record negativo assoluto a livello nazionale per spesa pro-capite (749 euro), a fronte di un tasso di disoccupazione del 12,27%.

Male anche Chieti, che ha una raccolta pro-capite di 642 euro e un tasso di disoccupazione dell'11,98%. Il focus puo' anche essere piu' mirato e prendere in esame la disoccupazione giovanile, che riguarda la fascia di eta' compresa tra i 15 e i 24 anni.