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I Laboratori del Gran Sasso sotto inchiesta cercano un esperto legale

Avviso per la ricerca di uno studio legale esperto: importo stimato 100mila euro

Redazione PdN

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Laboratori Gran Sasso e contaminazioni acqua, l’esposto per chiedere verità su reticenze istituzionali

 

 

ABRUZZO.  Una «procedura negoziata semplificata, con previo avviso a manifestare interesse, per l’affidamento biennale, ad uno studio legale esperto in materia di governo del territorio, di urbanistica, di vincoli edilizi, paesaggistici ed ambientali, con riferimento all’ambito, civilistico, penalistico ed amministrativo e con espressa esclusione dei procedimenti giudiziali, di un servizio di studio, consulenza e assistenza legale nell’interesse dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso».

L’avviso è stato pubblicato ad inizio agosto sul sito dell’Infn e ad ora non è stato ancora definito anche perchè la gara vera e propria sarà espletata appena si avrà contezza di tutti gli interessati.

 

L’importo stimato è di 128mila euro per consulenze plurime e variegate (quasi l’intero scibile giuridico possibile) e per almeno due anni, magari poi rinnovabili.

 Nel caso in cui i richiedenti siano più di 20, si procederà ad una selezione degli operatori economici da invitare mediante sorteggio pubblico, che si terrà in luogo e data che verranno comunicati tempestivamente agli interessati. Qualora, al contrario, le richieste di partecipazione dovessero risultare in numero inferiore 5 (cinque), si procederà ad invitare alla procedura negoziata almeno  10 concorrenti, integrando le domande pervenute con il nominativo di altri Studi Legali del settore.

 

L’avviso desta interesse sotto vari aspetti.

Il primo è che viene pubblicato appena dopo la chiusura dell’inchiesta -durata oltre un anno e mezzo- della procura di Teramo che ha indagato con molta discrezione sul “sistema Gran Sasso” e sulle cause di incidenti e contaminazioni delle falde e dell’acquedotto. L’avviso esclude espressamente «l’assistenza legale nei procedimenti giudiziali» il che fa pensare che per la difesa di eventuali indagati si procederà diversamente ma può ben prevedere, comunque, un incarico pubblico ad avvocati che saranno stipendiati dall’ente solo in caso di assoluzione piena.

 

Il secondo motivo di interesse è… l’interesse che a metà 2018 i Laboratori (e dunque l’Infn) ripongono in materie come «governo del territorio, di urbanistica, di vincoli edilizi, paesaggistici ed ambientali» esattamente tutti ambiti centrali (per 40 anni) ed oggi oggetto di contestazione.

Una trascuratezza dimostrata, con documenti ufficiali, dalle associazioni ambientaliste, dai fatti (gli incidenti e le contaminazioni) e dalla constatazione che un ente, avviato e rodato, avverta tali carenza di conoscenze su questi argomenti.

E la cosa dovrebbe destare per lo meno allerta, in quanto si ricorda che i Laboratori sono di fatto un unicum nel mondo dove ampie sale, macchinari, sostanze pericolose stazionano nelle viscere della montagna più alta dell’Appennino mentre gli scienziati studiano e sperimentano.

Le carenze riscontrate finora riguardano vari aspetti come la sicurezza interna ed esterna, le norme ambientali ma anche quelle edilizie (la costruzione degli esperimenti è soggetta alle leggi urbanistiche) e si tratta solo di quelle più recenti emerse solo grazie all’azione di attivisti ambientalisti.

Sull’inchiesta e le verità emerse c’è ancora riserbo.

E quella appena chiusa è solo la seconda inchiesta sui Laboratori in 14 anni, entrambe scaturite da incidenti con conseguenze sull’ambiente: il primo del 2003 e il secondo del 2016. Già nella prima inchiesta erano state ravvisate numerose potenziali violazioni e già da allora si sarebbe potuto intervenire per sanarle.    

E’ dovuta scorrere, invece, molta acqua nei tubi del Gran Sasso e altri incidenti per innescare l’attenzione, il clamore e anche un positiva dose di timore per costringere la comunità di scienziati e burocrati ad osservare le leggi, cosa che numerosi enti pubblici, dal Comune alla Regione ai ministeri, avrebbero già dovuto fare in questi 40 anni.

Almeno qualcosa si muove e molto altro succederà nei prossimi mesi.