IL FATTO

Viadotti pericolosi: in 10 anni nessun adeguamento sismico

Esposto a 9 procure per la verifica degli investimenti obbligatori

Redazione PdN

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A24-A25. Strada dei Parchi dà i numeri sui lavori ai viadotti

ABRUZZO. In un decennio di “esperienza sismica” gli abruzzesi hanno imparato a loro spese cosa significa  «miglioramento sismico» e cosa sia invece l' «adeguamento sismico». La differenza spesso è una casa che crolla (o magari un ponte) e provoca morti.

La differenza che è sostanziale ritorna prepotente nella infinita querelle tra Strada dei parchi e Ministero per i lavori  di messa in sicurezza della autostrada in concessione A24 e A25.

Solo negli ultimi due anni, con il terremoto del 2016, si è tornato a parlare di pericolosità dei viadotti che -costruiti tra gli anni 60 e 70- non superano i nuovi standard di sicurezza ribaditi in maniera perentoria dal decreto ministeriale del 2008 e poi dalla legge del 2012.

Eppure il problema era già noto ai tecnici (le opere in calcestruzzo hanno vita breve rispetto a molte opere del passato…).

Di certo l’argomento è affrontato nella seconda convenzione firmata da Strada dei parchi ad ottobre 2009 (appena sei mesi dopo il dramma de L’Aquila…)

L’esperienza devastante del 6 aprile ha reso indispensabile la sicurezza dell’arteria autostradale che è stata ritenuta, a ragione, strategica.

Le norme per la sicurezza sismica approvate anche nel 2012 non hanno però sortito l’effetto di dare una mossa ai burocrati nè dare la parvenza di perseguire l’interesse pubblico nell’avviare i lavori di consolidamento.

In 10 anni alla casa che rischia seri danni in caso di terremoto forte si è messo solo un pò di stucco.

I lavori effettuati, di antiscalinamento e di manutenzione ordinaria, questo sono: non risolvono il problema della stabilità sismica ma tendono ad evitare minimi danni e disagi.

I tanti lavori che si sono visti sui viadotti negli ultimi due anni hanno potuto godere anche del contributo pubblico e sono costati 170 mln di euro e altri 250 sono stati già stanziati dallo Stato.

 Eppure nel secondo Piano economico e finanziario approvato nel 2009 si parla sia di manutenzione ordinaria dei viadotti (e delle altre opere) sia di manutenzione straordinaria dei viadotti parlando chiaramente di adeguamento sismico di tutta una serie di opere già studiate e analizzate dai tecnici di Strada dei Parchi  nel 2008 (prima del terremoto).

Dal 2010 è pronta una relazione definitiva sul da farsi ma da allora nulla è stato fatto se si esclude il braccio di ferro tra concessionario e concedente sulle quote pubbliche da versare per i lavori.

 

CHE SIGNIFICA:

 - INTERVENTI DI ADEGUAMENTO SISMICO: sono particolari interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle stesse norme tecniche. Si tratta, spesso, di interventi molto onerosi sia dal punto di vista tecnico che economico

- INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO SISMICO: sono interventi atti ad aumentare il livello di sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma. Sono realizzabili in maniera più semplice rispetto a quelli di adeguamento

- INTERVENTI DI RIPARAZIONE LOCALE: che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti
Da notare che gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico devono essere sottoposti a collaudo statico.

Il punto è: chi stabilisce se davvero Strada dei Parchi ha custodito il bene autostrada nel migliore dei modi effettuando le manutenzioni  contrattualizzate?

A giudicare dalle foto di alcuni piloni si potrebbe anche ipotizzare un ulteriore danno o criticità derivante dalla scarsa manutenzione ordinaria. Ma l'analisi a vista è troppo azzardata e non sufficiente.

E poi chi stabilisce il grado di effettivo pericolo attuale e concreto in caso di terremoto dei viadotti abruzzesi al netto di speculazioni politiche o economiche con il fine di portare a spasso l’opinione pubblica?

 

L’ESPOSTO A 9 PROCURE

Sono alcune domande a cui 9 procure dovrebbero rispondere in seguito ad un esposto della associazione Nuovo Senso civico che scrive: «chiediamo che siano verificati gli interventi di manutenzione ordinaria in capo al concessionario. Tutto ciò tenendo conto che il numero di controlli effettuato dal MIT è a nostro avviso molto basso: nel 2013 addirittura non vi furono controlli; 5 nel 2014; 33 nel 2015 e 34 nel 2016. In questo periodo sono state registrate anche "non conformità non sanate": 48 su 338 non conformità registrate nel 2016. Purtroppo i dati pubblicati dal MIT sono aggregati e non permettono di risalire alle tipologie di non conformità rilevate».

 

«Oltre alla questione della manutenzione ordinaria ci sono molti aspetti che a nostro avviso andrebbero approfonditi», chiarisce Augusto De Sanctis del Forum H2O.

«Faccio alcuni esempi. Che fine hanno fatto le quattro aree di servizio - due delle quali a Roccacasale - che Strada dei Parchi avrebbe dovuto realizzare entro il 2013 secondo il PEF, utili anche ai fini della sicurezza soprattutto d'inverno? Oppure il fatto che sempre per quella data era previsto il completamento delle recinzioni per evitare l'ingresso degli animali vaganti quando negli ultimi anni sono assurti agli onori delle cronache ingressi in autostrada di vacche, cervi, lupi anche con incidenti gravi. Se è stata realizzata, come mai continuano ad avvenire questi fatti così gravi? Poi ci piacerebbe conoscere le motivazioni alla base delle condizioni economico-finanziarie e delle clausole della Convenzione e del PEF, a partire dal tasso fisso riconosciuto - il 4,8% - al riconoscimento, in caso di decadenza della Concessione per gravi inadempienze di indennizzi enormi. Ci paiono condizioni contrattuali totalmente sbilanciate a favore del privato in cui sostanzialmente scompare il rischio d'impresa».

«Rispetto poi alla condizione reale, viste le continue lamentele sullo stato dell'infrastruttura e sui servizi offerti, vorremmo capire nel dettaglio il tipo di controlli effettuati dal MIT anche rispetto all'attuazione del PEF. Sull'attuazione degli investimenti sono considerati anche i finanziamenti pubblici di cui ha usufruito questa infrastruttura? Come sono stati fatti i controlli sulla manutenzione ordinaria, straordinaria e sugli investimenti? Sono state condotte verifiche tecniche? Crediamo che tutti gli enti e i portatori di interesse debbano leggere attentamente la documentazione che abbiamo divulgato e chiedano conto al Ministero delle Infrastrutture di tutti i particolari della vicenda», chiude De Sanctis.