RITORNO AL PASSATO

Le Villette, dalla Regione arriva la clamorosa revoca della revoca della revoca

«Rileggendo le carte», si legge proprio così nel documento, ci si è accorti di un... errore

Redazione PdN

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Le Villette, dalla Regione arriva la clamorosa revoca della revoca della revoca

Paolucci e Muraglia

CHIETI. Che ci fosse qualcosa di anomalo nella “revoca della revoca dell’accreditamento” a le Villette, dopo 8 anni dallo stop, lo avevamo segnalato a maggio scorso.

Adesso, due mesi dopo, anche la Regione se ne è accorta, dopo aver «riletto le carte» e ha firmato clamorosamente la revoca, della revoca della revoca.

Lo stop, l’ennesimo, sarebbe stato generato da «un errore del Comune di Chieti» che, dice la Regione,  è andato addirittura oltre a quanto richiesto da Santa Camilla, società riferibile originariamente a Luigi Pierangeli e Concetta Petruzzi ed oggi solo a quest'ultima per la parte relativa alla riabilitazione.

L’ente regionale se n’è accorto (non subito ma rileggendo nuovamente le carte chissà perchè...)  e ha firmato lo stop, almeno per ora.

 

La scorsa primavera la struttura ex Villa Pini, oggi di proprietà della Santa Camilla spa, era ritornata a tutti gli effetti una struttura convenzionata dal sistema sanitario nazionale dopo lo stop arrivato nel pieno della tempesta giudiziaria e politica di Sanitopoli e sul fallimento delle società di Vincenzo Angelini.

 

Un ritorno al passato inaspettato e ritorno a nuova vita grazie all’impulso del commissario ad acta (D’Alfonso) che aveva espresso parere favorevole un mese e mezzo prima della fine dello stesso  commissariamento (agosto 2016).

Da lì si è sviluppato un lavoro burocratico lungo e tortuoso, non senza qualche incongruenza, scivolato via anche in una serie di Conferenze di Servizi.

 

“Le Villette” nel 2010 fu al centro di cronache perchè si scomodò persino la commissione parlamentare presieduta da Ignazio Marino in una eclatante ispezione.

Poi subito dopo l’allora sindaco di Chieti, Francesco Ricci, firmò una ordinanza che revocava ogni autorizzazione per gravi problemi.

Dopo anni di attività vennero fuori persino abusi edilizi e carenze; gli ospiti sottoposti a trasferimenti improvvisi e traumatici (ne nacque persino una inchiesta per alcune morti sospette).

 

L’estate scorsa (2017) vi è stato l’avvio di una conferenza di servizi che doveva stabilire se e come le irregolarità erano state sanate ed il conseguente rilascio delle autorizzazioni comunali.

 

Tutti gli atti recenti hanno così evidenziato «il superamento delle criticità» e per questo si è proceduto alla «revoca del decreto del commissario Chiodi»  del 2010 che revocava l’accreditamento. Dunque struttura sanitaria accreditata a tutti gli effetti di nuovo.

 

Al centro della Conferenza dei servizi anche il rispetto della «compatibilità programmatoria».

La Regione aveva dovuto verificare che l’eventuale ritorno in pista della struttura fosse compatibile con i piani sanitari ed i posti letto previsti oggi.

La Regione, tramite Di Meco, spiega che la compatibilità programmatoria sarà rilasciata sulla base del decreto 10/2016 il quale, però, dice abbastanza chiaramente che i posti letto di psicoriabilitazione (proprio quelli di cui si parla), in Abruzzo, sono in esubero e vanno ridimensionati.

Il nodo lo scioglie Germano De Sanctis, dirigente della Di Meco (entrambi oggi firmano la revoca della revoca della revoca) spiegando che la capienza dei posti letto «va riferita allo storico e non al decreto 10/2016 che si riferisce a nuove strutture», per cui dichiarò, alla luce di questa nuova interpretazione, di non aver alcun motivo ostativo al rilascio del parere favorevole in termini programmatori sulle domande inviate.

Significa che per il dirigente c’era persino la “compatibilità programmatoria” visto il parere positivo della nota commissariale del 2016: in pratica i posti letto di psicoriabilitazione de le Villette -che si aggiungono agli altri-  sono compatibili anche se il decreto già nel 2016 diceva fossero troppi.

 

Oggi, però, a rompere le uova nel paniere è... il Comune di Chieti.

Gli atti approvati dal Comune di Chieti riferiti a disposizioni autorizzativi per l'unità immobiliare “Le Villette” sono caratterizzati «da un contenuto ultra petitum sia rispetto all'istanza prodotta dalla casa di cura privata Santa Camilla Spa sia rispetto alla conferenza di servizi sia rispetto al parere rilasciato dalla regione nonché soprattutto alla luce delle effettiva disponibilità assentita dal decreto commissario ad acta 10/2016 per la struttura in argomento».

 

Una vicenda amministrativa singolare non senza banchi di nebbia e zone oscure che però racconta come vengano portate avanti certe procedure amministrative e quanto contino i pareri espressi da certi dirigenti pronti a dire tutto e il contrario di tutto.

Perché la Regione si è accorta degli errori dopo e non prima?

Sapeva la Regione che è in esubero di posti letto di psicoriabilitazione?

E ammesso pure che ci fosse la disponibilità, perché non ha fatto un avviso pubblico per assegnare quei posti in esubero, al posto di assegnarli, ultra petitum, a Santa Camilla?