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Iper Abruzzo, il marchio lascia la regione: 600 lavoratori sulle spine. Politica si mobilita

Da Ortona a Città Sant’Angelo amministratori in campo

Redazione PdN

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Iper Abruzzo, il marchio lascia la regione: 600 lavoratori sulle spine. Politica si mobilita

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ABRUZZO. Scadono oggi i termini per l'invio delle osservazioni da parte del Garante della Concorrenza e del Mercato  sull'affitto, da parte di Conad Adriatico, di quattro rami d'azienda di Iper Montebello spa.

Il ramo d'azienda commerciale del gruppo Finiper in Abruzzo è rappresentato da Iper Pescara a Città Sant'Angelo (223 dipendenti), Iper Ortona (168 dipendenti) e Iper Colonnella (198 dipendenti).

Nel pacchetto è previsto anche un quarto punto vendita, quello di di Civitanova, nelle Marche.

I centri commerciali, ovviamente, non spariranno ma avranno un nuovo gestore, Conad Adriatico, appunto, se la trattativa dovesse andare a buon fine.

L’avviso, comparso nei giorni scorsi sul sito  del Garante sta creando agitazione tra lavoratori e sindacati.

Gli ipermercati a insegna “Iper, La grande i” sono presenti in 7 regioni italiane: 27 punti vendita in totale, 4 che dovrebbero passare di mano all’affittuaria. Con l’addio di Marche e Abruzzo il marchio praticamente sparirà dal centro Italia, restando attivo solo al nord (fino all’Emilia Romagna, già non è presente in Umbria o Lazio e Campania)

Si teme principalmente sul futuro degli oltre 600 dipendenti anche perchè il gruppo Conad, interessato a subentrare, non ha più gestioni dirette sul territorio regionale, ma affida la conduzione dei punti vendita ad altre imprese.

Dunque la richiesta più pressante in queste ore, che arriva anche da parte della politica che pare essersi accorta solo ora del problema (i sindaci erano all’oscuro di tutto), è quella di verificare l'affidabilità delle imprese subentranti e assicurare le stesse condizioni di lavoro ai dipendenti.

A Città Sant’Angelo, dove il marchio Iper è arrivato all’inizio degli anni 90 e dove già nel 2014 si era sfiorata un’altra crisi, il sindaco Gabriele Florindi ieri sera ha annunciato un proprio interessamento ed ha ammesso di non avere ulteriori notizie rispetto a quelle che lui stesso ha appreso esclusivamente dalla stampa.

Il primo cittadino racconta dell’apprensione dei lavoratori ma anche dei  fornitori e cittadini comuni. Per «informare, chiarire e soprattutto trovare una strategia univoca», di comune accordo con le 3 sigle sindacali presenti all’interno dell’azienda, il primo cittadino ha indetto un’assemblea pubblica presso il Teatro Comunale di Città Sant’Angelo venerdì prossimo alle 21.30.

Ad Ortona, dove l’Iper è arrivato quasi 20 anni fa, il centrodestra ha chiesto all’amministrazione comunale di intervenire e di attivarsi immediatamente, «nel tentativo di scongiurare l'operazione e in subordine per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali, eventualmente anche attraverso la ricollocazione dei lavoratori negli esercizi gestiti dalle imprese subentranti», ha chiesto Angelo Di Nardo, capogruppo di Fratelli d'Italia, Lega e Libertà e Bene Comune al Consiglio comunale di Ortona.

«Invito il sindaco Leo Castiglione ad assumere al più presto dettagliate informazioni - prosegue Di Nardo - e a riferire sull'argomento già nel corso del prossimo Consiglio Comunale in calendario per il 31 luglio».

Secondo il capogruppo di opposizione, inoltre, se l’operazione dovesse andare veramente in porto sarebbe «l'ennesima dimostrazione del fallimento delle scelte strategiche compiute negli ultimi 20 anni in Abruzzo, finalizzate ad attrarre nella nostra regione quei grandi gruppi multinazionali, con le loro cattedrali del commercio, che non generano ricchezza nel territorio e tendono ad uccidere le attività locali».

 

 

Alessandra Lotti