IL FATTO

Regione Abruzzo. Un altro incarico a tempo… scaduto: all’Arta l’ex segretario del Pd di Spoltore

Il 16 luglio scorso via libera del presidente-senatore Luciano D’Alfonso

Redazione PdN

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La Regione non ha i tecnici per rendicontare: 257mila euro ad Abruzzo Engineering

ABRUZZO. Via libera ad una nuova assunzione firmata dal presidente senatore Luciano D’Alfonso.

Non molla il doppio incarico e continua a firmare delibere di un certo peso.

L’ultima è del 16 luglio scorso, lo stesso giorno in cui aveva prorogato i consulenti esterni dell’Aric in scadenza ad ottobre prossimo, dunque con 3 mesi di anticipo.

 Questa volta si tratta di una delibera di giunta con la quale si approva l’assunzione di un Dirigente Amministrativo, per la durata di tre anni, all’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela del Territorio) attraverso una procedura concorsuale iniziata nel lontano 2016.  

Si tratta di  Giovanni Tremante, 45 anni, ex segretario del circolo di Spoltore del Partito Democratico, marito di Chiara Trulli, vice sindaco di Spoltore.

Nel 2015 Tremante era stato nominato alla Fira (Finanziaria Regionale Abruzzese) amministratore di una delle ventidue imprese vincitrici del Progetto StartHope.

 Il centrodestra grida alla sveltina dalfonsiana.

 «È incredibile come il presidente, nel pieno della sua incompatibilità, continui ad elargire incarichi, prebende e assunzioni con il silenzio assordante della sua maggioranza diventata ormai ubbidiente e accondiscendente ai suoi capricci pur di mantenere le poltrone per qualche mese in più da Consigliere regionale», denunciano i consiglieri regionali di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

Nella delibera, tra l’altro, si revoca una precedente delibera, la 288 del 2018 che però non è stata mai pubblicata on line. Fa parte di quella quarantina di ‘delibere fantasma’   che non sono mai state mostrate pubblicamente.

  «Scandaloso vedere all’interno di Enti importanti come si faccia incetta di consulenze a vario titolo come se fosse tornata improvvisamente l’era della Prima Repubblica», continuano Febbo e Sospiri che tirano in ballo anche i 500 mila euro di consulenze esterne (o incarichi, per dirla come piace al dg Tommaso Di Biase) all’Ersi.

 I due esponenti del centrodestra fanno notare come proprio tra tutti quei nomi pubblicati qualche giorno fa da PrimaDaNoi.it  ci sia anche  un incarico affidato all’ingegner Francesco Lamparelli già in organico presso il Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, «assunto a tempo determinato per tre anni in qualità di Responsabile Settore Tecnico  come da Delibera n. 153 del 02.05.2018. I consorziati del vastese sono solo chiamati a pagare i canoni raddoppiati mentre i pescaresi vengono chiamati a lavorare all’interno dell’Ente».

 

 L’ESPOSTO CONTRO DI BIASE

E sempre Febbo e Sospiri ricordano che l’attuale Direttore generale dell’Ersi, Tommaso Di Biase, un architetto pescarese di 68 anni ed ex assessore comunale, riveste questo ruolo in maniera presumibilmente illegittima tant’è che i due hanno presentato un esposto all’Anac. «Una Regione dove ai giovani e brillanti professionisti abruzzesi si preferisce un Direttore ultra sessantenne all’Ersi e un presidente, Tullio Tonelli, ultra settantenne a TUA . Lo stesso film – continuano Febbo e Sospiri – anche all’interno dell’ACA di Pescara (Azienda Comprensoriale Acquedottisitica)».

In poco più di due anni, come aveva calcolato PrimaDaNoi.it l’Ente pescarese ha raggiunto, per incarichi esterni a vario titolo, una spesa di un milione di euro circa. Solo negli ultimi 12 mesi sono stati elargiti incarichi per un ammontare di 550.394 mila euro.

Mentre all’ARIC (Agenzia di informatica e committenza),  soggetto aggregatore voluto fortemente da D’Alfonso, c’è stato appunto il rinnovo anticipato dei contratti delle collaborazioni esterne.

 Contratti che sarebbero scaduti a ottobre 2018 ma vengono prorogati di un anno.

 Stessa premura e preoccupazione D’Alfonso le riserva per i suoi collaboratori: ben 35 figure alle sue dipendenze di cui alcuni vedono aumentare il loro compenso ed altri prorogati i propri contratti nonostante le sue imminenti dimissioni.

 «Tutto questo – concludono Febbo e Sospiri – per sottolineare ancora una volta il metodo tutto dalfonsiano instaurato nell’Ente Regione e all’interno degli Enti strumentali che invece di lavorare per le esigenze ed emergenze abruzzesi sono stati lottizzati per rispondere al volere di un solo uomo al comando».