BRACCIO DI FERRO

D'Alfonso: oggi il tribunale decide sulla incompatibilità

Dichiarerà la decadenza del presidente-senatore da consigliere regionale?

Redazione PdN

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D'Alfonso: oggi il tribunale decide sulla incompatibilità

ABRUZZO. Il Tribunale civile dell'Aquila, riunito in Camera di Consiglio collegiale, si pronuncerà oggi, 24 luglio 2018, sull'incompatibilità del governatore abruzzese e senatore del Pd, Luciano D'Alfonso, nell'ambito del giudizio abbreviato innescato dal ricorso delle opposizioni in Consiglio regionale del Movimento Cinque stelle.

Nell'udienza di ieri  i giudici hanno terminato l'istruttoria dopo aver ascoltato le tesi dei legali delle parti.

La sentenza, secondo fonti del tribunale, dovrebbe essere emessa entro 24 ore.

D'Alfonso, eletto senatore il 4 marzo scorso, pur avendo optato per il Senato, non si è dimesso dalla presidenza della Regione facendo scattare il conto alla rovescia per elezioni regionali anticipate, sostenendo che lascerà l'Abruzzo dopo il pronunciamento della Giunta per le elezioni del Senato che si è insediata nei giorni scorsi.

Il Consiglio Regionale nelle passate settimane aveva respinto con i voti della maggioranza di centrosinistra il provvedimento di incompatibilità tra i due ruoli, accogliendo la tesi del governatore secondo cui lo status ufficiale di senatore si ha solo con la convalida della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, unico organismo che può stabilire l'esistenza di aspetti di incompatibilità, ineleggibilità e incandidabilità.

Si tratta di un caso unico in Italia e mai verificatosi prima per cui è difficile ipotizzare sviluppi, tempi e mosse future.

Si fronteggiano da ormai 5 mesi due tesi, muro contro muro, di chi afferma che l’incompatibilità è lampante perchè lo dice la Costituzione e chi, invece, sostiene che fino a quando la giunta del Senato non convalidi le elezioni si possa mantenere il doppio ruolo.

 

La Costituzione all’art. 122 dice: «Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo».

Secondo la tesi dalfonsiana  si può optare per il Senato o per la carica regionale «solo dopo la convalida del ruolo di senatore da parte della Giunta per le elezioni. Infatti, in quel momento la carica è ufficiale e quindi ci sarà l'incompatibilità. In teoria prima di allora la elezione potrebbe essere annullata».

Se giusta questa interpretazione il sistema delle norme tutelerebbe in primo luogo l’eletto che l’elettorato e lo stesso sistema democratico, cioè metterebbe al riparo il senatore incompatibile dal rischio di perdere entrambe le poltrone e renderebbe meno funzionale il sistema istituzionale. Nel caso abruzzese di fatto si procrastineranno le elezioni regionali di un anno per andare a votare nella primavera 2019, obiettivo finale praticamente raggiunto da D’Alfonso e dal Pd .

Il collegio giudicante che sta scrivendo la sentenza è costituito da Daria Lombardi, presidente e relatore, (Stefano Iannacone e  Cristian Corbi a latere).

La legge non prevede un termine perentorio per la decisione dei giudici.

 

La giustizia ordinaria questa volta potrebbe essere più veloce della Casta che invece in Parlamento si sta dimostrando molto lenta. Da oltre una settimana Maurizio Gasparri è stato eletto presidente

della giunta che dovrà decretare l’incompatibilità ma nonostante tutte le intenzioni dichiarate di fare in fretta in sette giorni non è successo nulla. Bisogna nominare ulteriori senatori che si occuperanno del caso  D’Alfonso ma è chiaro che dal Parlamento quella risposta veloce non ci sarà prima di settembre o ottobre.

 

Intanto D’Alfonso ha già preparato le sue prossime mosse che prevedono una serie di azioni che non prevedono le dimissioni.

 

«La precedente legislatura è durata sei mesi in più del previsto: questa legislatura durerà qualche mese in meno» , ha detto ieri arrischiandosi in una previsione piuttosto ardua visto che il prossimo 4 agosto il governo regionale sarà durato già 5 mesi di più...

«Come ho sempre detto - ha spiegato - attendo che si attivi la procedura di convalida dell'elezione da Senatore: a breve si insedierà anche il 'Comitato per le incompatibilità' cui sottoporrò un dossier affinché l'ordinamento faccia il suo lavoro. Nel frattempo non mi sono mai risparmiato nell'attività che svolgo in Abruzzo per l'Abruzzo e in Italia per l'Italia evitando ogni conflitto di interesse individuale».

Dal giorno in cui D’Alfonso dovesse essere sollevato da consigliere e presidente di Regione  scatterebbero 120 giorni per gli adempimenti.

Quattro mesi che sono un tempo abbastanza lungo per far ritenere molto più probabile il voto in primavera e solo residuale la possibilità che si voti in autunno (più dicembre che novembre).