DUE CONTI

Aca, 62 incarichi esterni in 12 mesi per oltre 500mila euro. E’ tornata la “normalità”

28 gli avvocati chiamati ma non si conosce la spesa

Redazione PdN

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Aca e crediti non riscossi: l’ufficio “sabotato” per anni e “software d’oro” inutile

PESCARA. Ben 34 incarichi tecnici esterni (ad ingegneri, architetti, geologi) negli ultimi 12 mesi per 550.394 mila euro, in casa Aca che proprio in questi giorni è alla ricerca di un nuovo direttore generale.

Se questi nuovi incarichi si sommano a quelli dei precedenti 16 mesi, abbiamo per l’azienda consortile una spesa per tecnici esterni che arriva ad un milione di euro in appena 28 mesi. Circa 36 mila euro al mese. I tempi di magra sono ormai lontani, lontanissimi.

Come avevamo segnalato già un anno fa, sotto la gestione di Luca Toro, l’Aca ha ripreso il ritmo dei “tempi d’oro”, quando abbondavano le chiamate esterne per sopperire alle carenze interne (nonostante un carrozzone non indifferente di assunti). Un modo di agire che ha portato tra inchieste, clientele e gestione senza controllo al quasi tracollo della società pubblica.

Poi il periodo ‘buio’, quello con alla guida Vincenzo Di Baldassarre: tempi critici e rubinetti delle consulenze completamente a secco per dare l’impressione al tribunale che sorvegliava che la società potesse salvarsi e avesse messo la testa a posto.

Lo stop alla chiamata esterna compulsiva è andata avanti un bel po’, giustificata  dal concordato avallato dal Tribunale di Pescara dopo aver accumulato 120 mln di euro di debiti grazie ad una gestione più che “problematica” tra molti inciampi e voragini di vario genere.

 

Si è tornati, dunque, gradualmente e stabilmente alla ‘normalità’, già cancellata la paura del fallimento.  

E i 34 incarichi tecnici per oltre mezzo milioni di euro non sono soli.

A questi, infatti, si devono poi sommare tutti gli incarichi legali per il recupero crediti.

Pur avendo l’ufficio legale  interno, a quanto pare, l’azienda non riesce a stare dietro a tutte le pratiche.

Risultato?

28 chiamate dirette negli ultimi 9 mesi, attingendo dalla lista di 98 professionisti che si sono messi a disposizione dell’azienda.

Per lo meno viene garantita una rotazione (a differenza, ad esempio, di quello che avevamo recentemente segnalato con gli architetti al Comune di Pescara)

Ma quanto si è speso?

Quanto sono costate tutte queste consulenze legali?

E quanto si deve recuperare dai creditori?

Quest’ultimo dato è praticamente impossibile da decifrare leggendo i documenti pubblici (dove ci sono riferimenti a contenziosi ma di cifre nemmeno l’ombra).

E sugli onorari dei legali?

Nel 90% dei casi non c’è la specifica nella determina di affidamento ma si chiarisce solo che si tratta di un compenso «entro i 40 mila euro», da qui anche la possibilità di procedere con una chiamata diretta.

Quindi potrebbe trattarsi di parcelle da 2mila euro o da 39 mila e quasi sicuramente non si è superato il milione di euro.

Autorizzazioni di pagamento, per capire di che cifre si parli, nel sito ufficiale dell’Aca non ci sono.

O se ci sono sono ben nascoste.

 

CONSULENTI LEGALI ESTERNI

Sappiamo che  da settembre 2017 ad aprile 2018 si sono mossi entro limiti dei 40 mila euro gli avvocati  Stefano Maurizio, Antonio d'Ovidio, Claudio Croce, Stefano Fallocchio, Antonio Spirito, Daniela De Amicis, Biagio Giancola, il notaio Gianluca Fusco (953 euro tra le poche cifre indicate), Ilia Di Carlo, Carlo Conti, Sergio Arquilla,  Marco Savini, Renato Renzi, Nicola Spinaci, Alessandra Cappuccini, Davide Vincenzo, Federica Di Persio, Simona Di Giacomo, Fabiana Norberti, Fabio Di Paolo, Stefano Teti, Carlo Costantini, Dante Angiolelli, gli avvocati Paolo Dell'Anno e Aurelia Carosi (per 18.000 più rimborsi), Carla Tiboni, Alessandro Perrucci, il notaio Maria Russo (1.500 euro) e Valerio Speziale (5 mila euro).

 

I TECNICI

E questi sono le cifre e i tecnici incaricati:

29.945  euro agli ingegneri Enrico De Novellis, Silvio Cavallucci e Mario Egizi;

32.400  euro all'agronomo Nicola Tavano;

31  mila euro all’ ingegner Vincenzo D'Angelo e al geologo Paolo Di Norscia;

31.597 all'ingegnere Annalisa Fumo, all'architetto Nicola Esposto e al geologo Antonio D'Angelo;

28.779 euro allo studio associato Ingegneria 2000 e allo studio Infotecnica;

 34 mila allo studio di progettazione De Vito srl;

29.000 euro all'ingegner Di Fermo, De Angelis e Iezzi;

39.493 euro agli ingegneri De Novellis, Cavallucci, Egizi;

1.790 al geologo Emanuele Terrenzio;

3.500 all'architetto Silvia Di Francesco;

12.000 per la gestione qualità a Pierluigi Pace;

4.500 euro all’ ingegner Mario Santini;

24.972 euro all’ ingegner Marco Giansante;

1.100 euro al geometra Mario Di Pietrantonio;

3.800 euro al geologo Stefano Cicchella;

34.000 euro al geologo Vincenzo Febo;

8.200 euro allo studio Giangiacomo;

4.000 euro al ingegner Cesare Corneli;

26.400 euro a Stefano Santeramo;

 17.535 euro a Emidio Nardò;

30.000 euro ad  Andrea Di Prinzio;

11.000 euro all'ingegner Lucio Minucci;

5.800 euro all’ingegner Mario Cavagnuolo e poi un secondo incarico di

12.000 a distanza di 12 mesi;

5.200 euro alla geologa Valeria D’Andrea;

20.298 euro all'architetto Lucilla Mattucci;

11.000 euro all’ ingegner Sergio Iezzi;

22.230 a Paolo Rabottini;

21.255 euro all’ ingegner Guido Cavaliere;

4.500 euro all’ ingegner Cesare Corneli e poco dopo un secondo incarico di

4 mila euro;

4.400 euro all’ ingegner Gabriele Palumbo.

 

Alessandra Lotti