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Marchionne: «Ho sempre parlato chiaro: non aiuta a farsi amici ma ad essere onesti»

Il suo rapporto con l’Abruzzo sua terra d’origine che lo premiò nel 2013

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Marchionne: «Ho sempre parlato chiaro: non aiuta a farsi amici ma ad essere onesti»

Di Primio, Chiodi, Marchionne

ABRUZZO. Un rapporto speciale quello dell’Abruzzo con l’ex Ad della Fiat ed oggi Fca, Sergio Marchionne.

Lui originario di Chieti ha sempre tenuto un legame particolare con la sua regione. E’ venuto nel 2013 due volte per due appuntamenti pubblici sia allo stabilimento Sevel di Atessa e poi a l’Aquila per ricevere la medaglia Aprutium, il più alto riconoscimento conferito dal Consiglio regionale.

Nel discorso di ringraziamento tra le altre cose Marchionne disse: «gli abruzzesi», ha poi commentato Marchionne, «cadono e si rialzano da soli, non perdono tempo a lamentarsi, ma fanno producono e ricostruiscono: credo che questo sia l'atteggiamento di cui ha bisogno l'Italia».

 

Marchionne è nato all’ospedale di Chieti il 17 giugno 1952 e nella città ha vissuto fino a 14 anni  dove ha frequentato le scuole elementari e medie ed è cresciuto ed ha  «imparato a superare le piccole e le grandi paure dell’infanzia» poi la sua famiglia decise nel 1966 di trasferirsi in Canada e questa fu, forse, la fortuna di Sergio, adolescente che accusò un duro colpo dal distacco con la sua città e gli amici ma fu catapultato in una dimensione più ampia che gli permise di diventare ed essere  uno dei manager più capaci.

«E’ sempre dura lasciare la propria terra e allontanarsi dalle proprie radici», raccontò nel 2013 in Abruzzo, «e lo sanno bene quanti hanno fatto la stessa  cosa alla ricerca di una vita migliore. Ho conosciuto tanta gente così che come me hanno vissuto una vita lontano dall’Italia. Ricordo a Detroit ho partecipato ad una serata di beneficenza ed in quelle persone incontrate, lontane quasi 8mila chilometri, ho ritrovato i tratti forti e gentili del mio Abruzzo. Penso alla tenacia, all’orgoglio delle cose fatte e quelle da fare bene, la solidarietà e la generosità nei momenti difficili. Queste qualità hanno permesso di trasformare una regione devastata dalla guerra in una delle più fiorenti. E’ successo di nuovo dopo il terremoto del L’Aquila. E’ importante per me sapersi fermare  e per me l’Abruzzo è uno di quei posti dove c’è la mia gente, i miei ricordi anche se purtroppo vengo poco spesso nei vari paesi tra Chieti e Pescara dove ci sono ancora volti familiari».

«Se c'è una cosa che mi caratterizza, oltre al maglione nero», spiegò, «è quella di parlare chiaro. Non sempre aiuta a farsi nuovi amici o a tenersi quelli vecchi. Ma credo aiuti a essere diretti e onesti».

 

LA CENA A CASA DEL SINDACO DI PRIMIO

Umberto Di Primio, sindaco di Chieti - dove ancora risiedono alcuni parenti del manager -  ricorda bene come l'inventore della Fca abbia dato da subito la sua disponibilità ad aiutare la città. Dello stesso tenore la testimonianza di Lanfranco Chiola, primo cittadino di Cugnoli e parente di Marchionne, piccolo centro in provincia di Pescara, di cui è originaria la famiglia Marchionne.

«La nostra comunità è scossa», ammette amareggiato. Il sindaco di Chieti parla con ammirazione di Sergio Marchionne.

«L'ho incontrato due anni e mezzo fa - racconta - eravamo a L'Aquila, e dopo pochi minuti gli ho chiesto se poteva fare qualcosa per lo sviluppo culturale di Chieti, la nostra città. A cominciare dal nostro teatro, magari coinvolgendo la Fondazione Agnelli. Lui, poco avvicinabile perché attorniato da un buon numero di addetti alla sicurezza, mi offrì subito la sua disponibilità, a condizione che l'incontro fosse molto ristretto, massimo 4 persone. A quel punto replicai che avremmo potuto fare una cenetta a casa mia. Lui rispose che andava bene, e questo mi stupì non poco».

«Marchionne - aggiunge Di Primio - quando andava nello stabilimento della Sevel, in Val di Sangro, dove si fa il Ducato, faceva spesso anche un salto qui a Chieti. Ma il suo rapporto con la città e la sua provincia, dove ha ancora dei parenti, è sempre stato molto intenso, nonostante i suoi impegni di lavoro».

Poi parla della cittadinanza onoraria.

«Pochi mesi fa abbiamo deciso di accelerare l'iter per concedergli questa onorificenza, che sarà esaminata dal consiglio comunale a settembre. In realtà questa è una proposta già pronta da tempo: pensavamo di farla già due anni e mezzo fa, ma poi il suo staff ci ha suggerito di posticipare il tutto».

Ore di apprensione anche a Cugnoli, piccola comunità di 1500 abitanti.

«Qui - spiega il sindaco Chiola - vive la zia Maria, sorella del papà Concezio. La signora, oggi 90enne, è l'unica parente stretta del dottor Marchionne. In paese vivono anche alcuni cugini. La nostra comunità è scossa da quanto abbiamo saputo sulle sue condizioni. E' stato a Cugnoli, dove qualche anno fa è stato in incognito, proprio a trovare la zia».