LE RAGIONI

Aric, proroghe collaboratori con tre mesi di anticipo: così D’Alfonso sfida Luigi Di Maio

Ancora una decisione della giunta non proprio comune. Perchè?

Redazione PdN

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Aric, proroghe collaboratori con tre mesi di anticipo: così D’Alfonso sfida Luigi Di Maio

ABRUZZO.  Il contratto dei collaboratori esterni del "soggetto aggregatore" Aric, l’agenzia regionale per l’Informatica (ex Arit) scadranno il prossimo 11 ottobre 2018 eppure in Regione c’è stata una vera e propria corsa per il loro rinnovo.

I professionisti esterni erano stati chiamati con procedura pubblica nel 2016 (dopo una serie di chiamate dirette negli anni): a loro un contratto di collaborazione coordinata stipulati ad ottobre di quell’anno e prorogati per un anno nel 2017 (con delibera di giunta 566) con la motivazione, in parole povere, c’è ancora molto da fare, non si può interrompere quello che si sta facendo.

Come avevamo già scritto in passato si erano classificati primi Federica Evangelista, esperienza maggiore di 10 anni,  laurea in Ingegneria con un compenso lordo di 70 mila euro, Roberta Di Biase, già ex consigliere del cda della Saga e sorella di Vittorio Di Biase, responsabile del Genio civile, laureata in Economia e Commercio e compenso lordo di 35 mila euro, l’avvocato Massimo Speca, figlio dell’ex presidente del Tar di Pescara, anche per lui compenso lordo di 35 mila euro.

 

IL RINNOVO IN TUTTA FRETTA

Il 16 luglio, 5 giorni fa, è scattato per loro un rinnovo di 12 mesi, con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale.

Perchè questa fretta?

Vuoi vedere che è stata l’unica possibilità di  non far cadere i tre collaboratori nelle more del decreto Dignità, tanto voluto dal vice premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio?

Il decreto è stato emanato il 14 luglio, pubblicato il 16, entrato in vigore il 17 luglio.

I collaboratori rinnovati, l'11 ottobre avrebbero ‘compiuto’ due anni di attività e dunque, stando al primo decreto voluto dai 5 Stelle non avrebbero avuto possibilità di un nuovo rinnovo.

 Solo così, infatti, si potrebbe spiegare la fretta di questo rinnovo anticipato mentre i dirigenti regionali  sono stati prorogati di 40 giorni, quando si sa da tre anni che sarebbero scaduti il 19 luglio.

 

Perché tanta solerzia per il “soggetto aggregatore” e un trattamento così diverso per i dirigenti che sono l'ossatura della Regione?

Un altro motivo in realtà c’è, nemmeno più nobile, e lo si ritrova anche nella delibera di giunta  quando si dice «le imminenti dimissioni del presidente senatore non consentiranno interventi strutturali, in quanto la Regione potrà adottare unicamente atti di ordinaria amministrazione fino al subentro di una nuova amministrazione a seguito di Pubbliche elezioni».

  

Ma questa motivazione, in realtà, si porta dietro un grosso vulnus se si considera che è l’Aric, ente controllato dalla giunta ma comunque con una sua autonomia  amministrativa, contabile, patrimoniale e finanziaria, a dover  scegliersi le consulenze.

Secondo l’articolo 18 della legge regionale 25 del 2000  il direttore generale dell’Agenzia (magari nel caso specifico il commissario) sarebbe dovuto andare dal direttore generale Vincenzo Rivera e, d’intesa, nominare consulenti esterni.

Invece già dal 2016 si è deciso di intraprendere un’altra strada: su proposta dell’allora assessore Donato Di Matteo si decise di bandire la gara pubblica (tutto partito, dunque, dalla giunta), con buona pace della autonomia gestionale di un ente pubblico che dovrebbe sentir parlare di politica solo dai giornali.

 

Formalmente nella delibera del 16 Luglio scorso la Regione motiva il rinnovo anticipato con il fatto che il lavoro degli esperti Senior e Junior «è stato determinante ed efficace ed ha consentito alla Regione il rispetto degli adempimenti e l'acquisizione di una quota del fondo Mef».  

 Si specifica anche che «l'interruzione delle attività del supporto degli esperti Senior e Junior costituirebbero grave pregiudizio per la Regione nonché per gli interessi nazionali di Spending Review».

 Da qui la pezza d’appoggio: «ricorrono i presupposti per la proroga di collaborazioni esterne per un periodo di ulteriori 12 mesi al fine del completamento delle attività già avviate».

 La proroga viene ritenuta «necessaria anche in considerazione della assoluta carenza di personale disponibile con le medesime competenze e considerato anche il fatto che la programmazione degli appalti a carico del soggetto aggregatore regionale prevede iniziative per un importo complessivo pari a 280 milioni solo per il 2018».

 

E tra tutti i problemi giova pure ricordare che l’Aric viaggia da qualche mese con un commissario che secondo alcuni potrebbe pure essere incompatibile perchè, sempre la legge regionale, prescrive che il direttore generale non può ricoprire anche cariche elettive. Se per estensione il direttore può essere equiparato al commissario allora questi sarebbe incompatibile perchè Adezio è sindaco di Miglianico.

 

 Alessandra Lotti