LA STAZIONE

Ersi, 500 mila euro di consulenze esterne per il parco depurativo di Pescara

Oltre gli appalti e le opere il Masterplan significa anche centinaia di affidamenti diretti

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2475

Ersi, 500 mila euro di consulenze esterne per il parco depurativo di Pescara

D'Alfonso e Di Biase

PESCARA. Con affidamenti diretti il direttore generale dell’Ersi, Tommaso Di Biase, ha affidato 500.000 euro di incarichi a 16 ingegneri esterni per il nuovo parco depurativo.

 Un progetto da 20 milioni di euro (che si aggiungono ai 12,5 milioni di euro già stanziati in precedenza) per il potenziamento infrastrutturale delle attività depurative al servizio della città di Pescara e del sistema metropolitano.

Un sistema che per molti anni ha fatto acqua da tutte le parti. Il depuratore di via Raiale si disse è insufficiente per questo ogni santa volta che piove l’Aca autorizza lo scolo della fogna in mare e per questo va potenziato.

Il “parco depurativo” (più che un neologismo un ossimoro propagandistico sullo stile della “strada parco”)   comprenderà anche vasche di laminazione per complessivi 30mila metri cubi all’ora, cioè quelle vasche che da accordo di programma doveva costruire come contropartita della gestione l’ex affidatario Di Vincenzo, costruttore negli anni 80 e gestore fino al 2016. Le vasche avrebbero impedito lo scolo diretto della fogna in mare ed avrebbero tutelato fiume e mare, invece nessuno mai si è accorto della inadempienza contrattuale e Di Vincenzo è stato pagato lo stesso profumatamente ed oggi quelle opere che dovevano essere a carico del privato le paghiamo con soldi pubblici grazie al Masterplan.    

E poi vicini al depuratore sorgeranno anche  edifici destinati ai “parchi tematici”, gruppi elettrogeni per evitare stop agli impianti di sollevamento e un sistema di separazione delle acque bianche e nere, il tutto su un'area di 20mila metri quadrati.

Per i progetti esecutivi, come detto, l’Ersi ha delegato a professionisti esterni,  quasi tutti pescaresi, ad esclusione di due chietini e due iscritti ad Ordini non abruzzesi (Foggia e Milano) ma con studi nella provincia di Pescara.

Dunque, Pescara batte Chieti 14 a 2, lasciando praticamente le altre province a bocca asciutta e spiccando per la città con i professionisti più bravi.

 

Si tratta di incarichi tutti al di sotto dei 40 mila euro, il limite entro il quale sarebbe consentito, dunque, l’affidamento diretto ma  a determinate condizioni come:

1) il rispetto del principio di libera concorrenza, l’effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati;
2) il principio di non discriminazione e di parità di trattamento, una valutazione equa ed imparziale dei concorrenti e l’eliminazione di ostacoli o restrizioni nella predisposizione delle offerte e nella loro valutazione;
3) il principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, il non consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese, favorendo la distribuzione delle opportunità degli operatori economici di essere affidatari di un contratto pubblico.
 

E che si sia preferito l’affidamento diretto e non la gara pubblica lo si capisce dagli importi che sfiorano il limite di pochi euro (in un caso appena 151 euro)

 

 

TUTTO BENE?

Ma si poteva fare questa infornata di chiamate esterne?

Qualcuno in queste ore richiama l’ente all’ordine e ricorda che la progettazione e la realizzazione degli interventi del servizio idrico integrato è riservata al gestore in house del servizio pubblico, l’Aca spa, che per ridurre i costi ed evitare la loro duplicazione dovrebbe realizzarla con professionalità interne.

Gente, insomma, i cui stipendi sono già pagati ampiamente dagli utenti.

Utile potrebbe essere l’articolo 4 della convenzione per la gestione del Sistema Idrico integrato.

Anche perchè poi può sorgere un dubbio più che lecito: perché avere una società in house nata per essere il braccio operativo dell’ente di programmazione, ovvero l’Ente di Governo d’Ambito oggi ERSI, se poi si va all’esterno per acquistare con costi ulteriori quanto deve essere ordinariamente realizzato dalla società pubblica?

 

 

L'INVASIONE DI CAMPO

Dubbi anche su una anomala “invasione di campo” dell’Ersi che, all’improvviso, si sta occupando di materie di cui non dovrebbe occuparsi, portandosi dietro anche il palese conflitto tra il fatto che faccia da stazione appaltante e al contempo dovrebbe approvare anche i suoi stessi progetti.

Insomma, invece, di stare alla larga dai conflitti di interesse per dimostrare trasparenza e azione amministrativa impeccabile pare che qui le condizioni inopportune e da evitare vengano addirittura create.

Non è un mistero che gli enti di governo d’ambito non hanno e non possono avere competenze operative e gestionali sul Sistema idrico che spettano in esclusiva, per contratto e per legge, al gestore del servizio idrico integrato appositamente individuato, che per questo ha assunto negli anni (anche senza concorsi) una quantità rilevante di dipendenti ben pagati ed ha incamerato la tariffa degli utenti.

Sono anni che vengono emanate leggi per ridurre i costi degli enti e delle società pubbliche ma pare che a Pescara come ciò non valga nella solita distrazione totale.

 

I 500 MILA EURO

Gli oltre 500.000 euro per i 16 incarichi saranno prelevati dal finanziamento pubblico del Masterplan.

Non bisogna nemmeno sottovalutare chi ha firmato il decreto per le 16 nomine: il direttore generale Tommaso Di Biase,  nominato nonostante non avesse i requisiti per il pubblico impiego, sia al momento della procedura di selezione sia della firma del contratto, perchè aveva superato da tempo l’età per il congedo obbligatorio per raggiunti limiti di età che vincola senza distinzioni tutti i dipendenti pubblici.

Ma anche sul punto non si registrano attività cerebrali o amministrative.

A questo punto si potrebbe pure dubitare sulla validità di tutti gli atti finora firmati dal direttore, comprese le convenzioni del Masterplan?

Si potrebbe pensare che l’Ersi sia protagonista di una invasione di campo?

Si può pensare che tutto questo è avvenuto dopo una reale occupazione “militare” da parte della politica con nomine precisamente indicate o con procedure di “evidenza pubblica” contestate senza esiti?   

Il consiglio direttivo dell’Ersi naturalmente non se ne fa un problema: Di Biase resta al suo posto e firma.

 

GLI INCARICATI

Ed andiamo ai nomi di chi ha ricevuto gli incarichi diretti di progettazione:

Luigi Buccella di Penne ha ricevuto un incarico da 39.669 euro  per il progetto di fattibilità riguardo l'intervento della realizzazione delle vasche di prima pioggia da 7.000 metri cubi, vasca di disinfezione da 3.000 metri cubi presso il sollevamento B0 della Madonnina. Un importo presunto di opere ed impianti da 3 milioni di euro.

Allo studio di Ingegneria di Paolo e Luigi Cerasoli di Pescara incarico da 39.849 euro per progetto di fattibilità, definitivo, esecutivo della vasca di prima pioggia su via Pepe, in prossimità del sollevamento incrocio via Marconi e un'altra sul lato mare, in prossimità del parcheggio, un'opera da 650.000 euro.  

Alla C&S Di Giuseppe Ingegneri associati (Chieti) incarico da 33.000 euro per progetto di fattibilità, definitivo ed esecutivo per il potenziamento del sollevamento Capacchietti con il raddoppio della vasca (lavori da 450.000 euro).

A Vincenzo D’Angelo di Pescara  incarico da 37.657 euro per il progetto di fattibilità, più progetto definitivo, della realizzazione vasca di prima pioggia da 4000 metri cubi in prossimità del sollevamento golenale, lavori da 900.000 euro.

Ad Adriano Canonico di Chieti  incarico da 29.230 euro per il progetto di fattibilità della realizzazione dei collettori e sollevamenti di San Giovanni Teatino e Spoltore, zona Santa teresa, per deviare la fognatura verso il depuratore Chieti San Martino, un'opera da 2,8 milioni.

A  Paolo Giosaffatto di Pescara incarico da 31.000 euro per il progetto di fattibilità della realizzazione del raddoppio del Collettore golenale per incrementarne la portata, lavori da 1,2 milioni di euro

A Gabriele Luciano Di Pierdomenico di Pescara  incarico da 25.771 euro per progetto di fattibilità realizzazione sfioro rete fognaria su via del Circuito (2,2 milioni di euro), mentre a Sergio Lopez di Pescara  incarico da 30.426 euro per progettazione più direzione dei lavori e sicurezza per la realizzazione della vasca di prima pioggia in via del Concilio, sullo sfioro, in prossimità del sollevamento lungofiume dei Poeti.

A Stefania Sau di Pescara incarico da 33.842 euro per progetto di fattibilità, definitivo ed esecutivo sul raddoppio del Collettore  via Bardett e via Marco Polo. A Claudia Mancinelli di Pescara incarico da 33.000 euro per la realizzazione della Vasca di pioggia presso il sollevamento Rampigna. La professionista  dovrà occuparsi del progetto di fattibilità, definitivo ed esecutivo.

Ad Alessandro Rocci di Milano incarico da 30.426 euro per la progettazione della Vasca di prima pioggia presso il sollevamento Primo Vere mentre a Fabrizio Marcheggiani di Pescara incarico da 33.487 euro per la progettazione e direzione dei lavori e sicurezza per la vasca di sollevamento di via Ombrone.

A Simone Di Francesco di Pescara  incarico da 28.535 euro per la progettazione e direzione dei lavori del Collettore di collegamento Bardet 1 e Bardet 2.  A Giuseppe Zefferino di Foggia incarico da 21.220 euro per progettazione direzione dei lavori per il potenziamento del sollevamento di via Colonna, angolo via Marconi, e raddoppio del Collettore fino a via D'Annunzio.

A Francesco Lamparelli  incarico da 28.535 euro per la progettazione e direzione dei lavori del potenziamento del sollevamento di via Colonna, angolo via D'Annunzio, e raddoppio del collettore fino al collettore di Porta Nuova. A  Eliseo Granchelli di Pescara incarico da 28. 535 per la progettazione e direzione dei lavori del nuovo sollevamento in via Conte di Ruvo nei pressi del parcheggio dell' ex tribunale e collettore premente fino a collettore Porta Nuova.

Ci sono poi altri 10 incarichi che probabilmente verranno affidati prossimamente, come si può intuire dalla tabella allegata al Decreto firmato dal  direttore Di Biase.

 

 

DI BIASE: «NESSUNO CONSULENZA, SOLO LEGITTIMI INCARICHI PROFESSIONALI»

Il direttore Ersi Tommaso Di Biase ci tiene a far sapere che non si tratta di consulenze ma di «legittimi incarichi professionali»   nell’ambito di progetto «concepito con una serie organica, funzionale ed autonoma di interventi, perlopiù vasche di laminazione di prima pioggia, oltre ad alcuni nuovi collettori fognari».

Il fine sarebbe quello di avviare i vari lotti in tempi diversificati «ma senza trascurare l’obiettivo finale, nel pieno rispetto del Codice degli Appalti (art. 36, comma 2, lettera a) della L. 50/2016)».

Di Biase sostiene inoltre che non si sarebbe potuto affidare la progettazione all’Aca, dunque a professionisti già stipendiati risparmiando 500 mila euro.

«Perché l’Aca è priva di un ufficio di progettazione in grado di gestire un progetto integrato e complesso come quello di cui stiamo parlando. Tuttavia l’Aca è presente nel lavoro con un suo esperto, il quale è componente dell’ufficio di supporto al Rup, ed ha cofirmato lo Studio di Indirizzo alla Progettazione del citato Parco Depurativo».

E sui molteplici incarichi spezzettati invece di uno globale dice: «la scelta di non unificare in un unico appalto gli interventi dal Parco Depurativo nasce innanzitutto dal fatto che la divisione in più interventi autonomi e funzionali è un elemento costitutivo del progetto del Parco Depurativo. Un elemento che tuttavia trova un chiaro riscontro in una precisa indicazione normativa del citato Codice degli Appalti che, all’art. 51, recita: “Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l'accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionali…” La norma diventa ancora più esplicita quando di seguito dice: “Le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell'appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera di invito…”. Quindi il Nuovo Codice degli Appalti, capovolgendo l’impostazione di quello precedente, non solo indica la necessità di dividere i grandi interventi in “lotti funzionali” più piccoli, ma addirittura chiede di giustificare la mancata “suddivisione dell’appalto” in più lotti funzionali»