IL FATTO

Montepulciano d’Abruzzo: diventa un marchio registrato

«Importante per  l’identità territoriale della nostra più importante DOC regionale»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

393

Montepulciano d’Abruzzo: diventa un marchio registrato

ABRUZZO. Il Montepulciano d’Abruzzo è il vino rosso per antonomasia della Regione Abruzzo.

Lo sanno tutti i produttori vitivinicoli regionali, impegnati da 50 anni nella sua valorizzazione, ma ne sono da sempre a conoscenza anche i milioni di consumatori sparsi in oltre 100 Paesi del mondo.

A confermarlo a poche ore dal suo 50° compleanno, festeggiato ieri ad Ortona, giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’anno 1968 del decreto di riconoscimento della prima denominazione di origine, è giunta al Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo la bellissima quanto agognata notizia che il marchio collettivo “Montepulciano d’Abruzzo” sarà registrato a brevissimo a livello nazionale aprendo di fatto la porta per la successiva registrazione a livello internazionale, indispensabile per tutelare la nostra denominazione ed i nostri produttori su tutti i principali mercati di riferimento.

«Dopo cinque anni di battaglie a suon di carte bollate, iniziate con il deposito il 15 gennaio 2013 della richiesta di registrazione di marchio nazionale collettivo Montepulciano d’Abruzzo per rivendicare nella classe 33 il prodotto vini», afferma il Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli, «finalmente l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) potrà procedere nei prossimi giorni a rendere definitiva la Sentenza della Commissione Ricorsi e proseguire l’iter di registrazione a livello nazionale della nostra DOC come marchio collettivo. Non poteva esserci regalo migliore per il compleanno della nostra Denominazione che domani festeggia 50 anni».

«Questa sentenza della Commissione Ricorsi dell’UIBM, che riconosce definitivamente l’identità territoriale della nostra denominazione di origine più importante», afferma l’ex assessore alle Politiche Agricole della Regione Abruzzo Mauro Febbo, «è la controprova che quello che avevamo sottoscritto del 2012, attraverso un apposito Protocollo di Intesa tra Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, Consorzio di Tutela del Vino Nobile, Regione Abruzzo, Regione Toscana e Ministero delle Politiche Agricole, ossia il riconoscimento di entrambe le denominazioni a livello di identità territoriali e di mercato, la loro coesistenza ed il reciproco rispetto, era la strada giusta. Probabilmente i toscani si sono dimenticati degli impegni assunti quel giorno al Ministero ed hanno cercato in tutti i modi in questi cinque anni di ostacolare i legittimi e dovuti passaggi tecnici che il Consorzio ha attivato per la tutela del nostro Montepulciano d’Abruzzo».

«Un risultato molto importante» sottolinea l’assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe «che giunge in un momento di grande attenzione ed interesse dei mercati internazionali verso i nostri vini, ed in particolare al Montepulciano d’Abruzzo; basta guardare i dati dell’export vitivinicolo del 2017 (oltre 170 milioni di euro con un + 13,2% sul 2016) per capire che oggi i nostri vini sono richiesti ed apprezzati in tutto il mondo. Ciò grazie al lavoro di migliaia di viticoltori e di oltre duecento cantine, tra privati e cooperative, che producono vini di straordinaria qualità. Qualità che va sempre più innalzata ma anche protetta e tutelata, a livello nazionale ed internazionale. Un plauso pertanto va al Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e a tutti i Presidenti che si sono avvicendati in piena continuità, poiché su questi temi da diversi anni sono stati realizzati diversi programmi volti alla valorizzazione, alla promozione, alla tutela ed alla salvaguardia delle nostre DOC, percorso che porterà a partire dal prossimo dicembre anche ad apporre la fascetta ministeriale sulle bottiglie delle nostre principali denominazioni, segnale molto forte da parte del mondo produttivo regionale poiché teso a rafforzare il concetto di origine e di qualità dei nostri vini».